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Allo start del Gran Premio d’Australia 2026 di Formula 1 si è verificata una situazione insolita: diversi piloti si sono schierati in griglia con livelli delle batterie molto bassi. Questo dettaglio tecnico, apparentemente marginale, ha avuto invece un impatto significativo sulla partenza e sulle prime fasi della gara. Le cause sono legate alla gestione dell’energia durante il giro di formazione e alle caratteristiche delle nuove power unit, sempre più dipendenti dall’elettrificazione.
Nel caso di Melbourne, numerosi piloti hanno raggiunto la griglia con la batteria quasi esaurita a causa di una gestione non ottimale dell’energia durante il giro di formazione. Questo giro serve normalmente per portare gomme e freni alla temperatura ideale, ma con le attuali monoposto è diventato anche un momento cruciale per ricaricare il sistema elettrico.
Se il recupero di energia non avviene nel modo corretto, la monoposto può arrivare allo schieramento con poca carica disponibile per il momento più importante: lo scatto al via. Proprio ciò che è accaduto a diversi piloti sulla griglia australiana.
Il risultato è stato evidente allo spegnimento dei semafori: alcune vetture sono partite con piena potenza elettrica, mentre altre hanno avuto uno spunto molto più debole.
La Formula 1 moderna utilizza sistemi ibridi complessi che recuperano energia durante la frenata e la trasformano in potenza aggiuntiva. Tuttavia, la gestione di questa energia è diventata sempre più delicata.
Nei nuovi regolamenti tecnici, la componente elettrica ha un peso crescente nella performance complessiva della power unit. Di conseguenza, avere una batteria completamente carica al momento della partenza può fare la differenza tra un ottimo spunto e un avvio difficile.
Per questo motivo i piloti devono bilanciare diversi fattori durante il giro di formazione: temperatura degli pneumatici, preparazione dei freni e ricarica della batteria. Un errore in questo equilibrio può compromettere la fase iniziale della gara.
L’effetto delle batterie scariche è stato evidente già nei primi metri dopo il via. Alcuni piloti hanno dovuto rinunciare all’attacco immediato per concentrarsi sul recupero di energia, adottando strategie come il “lift and coast”, cioè alzare il piede dall’acceleratore prima della frenata per generare energia.
Questo comportamento ha creato grandi differenze di velocità lungo il primo giro, contribuendo a rimescolare l’ordine del gruppo e a produrre numerosi cambi di posizione.
In pratica, mentre alcune vetture spingevano al massimo, altre erano costrette a guidare in modalità conservativa per ricaricare il sistema ibrido.
L’episodio dell’Australian GP evidenzia come la gestione dell’energia stia diventando uno dei fattori strategici più importanti nella Formula 1 contemporanea. Non si tratta più soltanto di velocità pura o di strategia gomme: anche la ricarica e l’utilizzo della batteria possono influenzare direttamente l’esito di una partenza.
Con regolamenti sempre più orientati verso l’elettrificazione, è probabile che situazioni simili si ripetano nel corso della stagione. I team dovranno quindi perfezionare le procedure del giro di formazione per evitare di trovarsi nuovamente con batterie scariche proprio nel momento decisivo.
In uno sport dove i dettagli fanno la differenza, anche qualche punto percentuale di energia può cambiare radicalmente la dinamica di una gara.