Formula 1Gran Premio Australia

GP Australia, a Melbourne è un super Leclerc

Il monegasco domina la tappa all’Albert Park portandosi a casa altri ventisei punti. Male la Red Bull che ancora una volta pecca d’affidabilità lasciando che Verstappen chiuda con un altro zero

Ancora Ferrari contro Red Bull, Leclerc contro Verstappen. Eravamo rimasti sull’uno pari, ma in conclusione al fine settimana del GP d’Australia il tabellone va aggiornato a favore del monegasco

Il ritorno del GP d’Australia ha permesso di tornare a respirare aria di normalità. Erano tre anni infatti che il pubblico nostrano non si svegliava all’alba per seguire la gara che si tiene all’Albert Park di Melbourne. Un comeback che fin da ieri si è tinto di rosso quando Charles Leclerc ha riportato la Ferrari in pole position dopo quindici anni (l’ultima volta qui era stato Kimi Raikkonen nel 2007), e poi oggi sul gradino più alto del podio.

G’RACE

Allo spegnimento dei semafori il duo di testa è scattato bene mantenendo le posizioni di partenza. Fra il gruppo di testa, eccezionale lo scatto frizione di Lewis Hamilton che gli ha permesso mettersi in terza posizione (ai danni di Sergio Perez e di un Lando Norris beffato anche da George Russell). Mentre Carlos Sainz, in grandi difficoltà con la gomma più dura, al secondo giro ha messo fine anzitempo alla sua gara lasciando la sua F1-75 in ghiaia. Situazione che ha visto l’uscita della prima Safety Car, dove ne ha approfittato l’Aston Martin di Lance Stroll smarcando l’obbligo di cambiare mescola. Scelta col senno di poi non ha pagato.

Dopodiché una volta ripartiti sia Charles Leclerc che Max Verstappen han dato un primo strappo allungando rispetto alla vettura che li precedeva. Si parla di quella del sette volte campione del mondo, che non ha potuto resistere molto all’attacco del messicano venendo scavalcato. Accenni di difficoltà per il britannico han prodotto un treno di monoposto molto vicine (con Russell, Norris ed il pilota di casa Daniel Ricciardo).

L’importante graining sui pneumatici delle due Red Bull ha comportato per l’olandese ritrovarsi davvero lontano dal monegasco (circa otto secondi); e per Perez ritrovarsi in lotta con la W13 di Hamilton. Motivo per cui da lì a poco il box di Milton Keynes ha fermato entrambi i suoi piloti; per rispondere allora la Rossa al ventitreesimo giro ha fermato Leclerc per montargli la hard.

MAX OUT, CHARLES DOMINA

Da lì a poco a Melbourne sarebbe uscita la seconda Safety Car causata dall’impatto contro le barriere di Sebastian Vettel. Ripartiti i primi giri con gomma dura sono stati importanti nella lotta alla prima posizione, con Verstappen in grado con la sua monoposto di trovarsi in una condizione migliore rispetto a Leclerc. Frangente che in curva 1 ha dato vita ad un nuovo breve duello fra i due (anche per via di un errore della vettura #16) in cui comunque Max non è riuscito ad approfittarne.

Nel mentre Perez e Russell avevano cominciato a darsele di santa ragione per la terza posizione, e Leclerc andava a far segnare giri veloci su giri veloci. Ma la Red Bull c’è, è competitiva ma non affidabile. Ed a dirlo è stato un altro ritiro del pilota classe ’97, eventualità che ha aperto ad un podio insperato per la Mercedes di Russell (il primo per lui con la squadra tedesca). Al traguardo uno Charles Leclerc padrone della gara ha chiuso rifilando un distacco di più venti secondi alla Red Bull superstite e con un giro super veloce (1.20.260) che gli è avvalso anche il punto addizionale.

Al di sotto del podio, troviamo al quarto posto Lewis Hamilton, poi le due McLaren con Norris davanti a Ricciardo, l’Alpine di Ocon, l’Alfa Romeo di Bottas, l’AlphaTauri di Gasly ed al decimo posto la Williams di Albon. Fra le squadre a raccogliere nemmeno un punto sono state quindi l’Aston Martin (che con Stroll si è vista anche penalizzata in gara con cinque secondi); e la Haas che in Australia ha avuto un fine settimana decisamente no.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button