Secondo il presidente, tutto ciò è una dinamica coerente con gli enormi costi che oggi non consentono più di avere un vero e proprio sponsor principale. «Il concetto di title sponsor oggi non esiste più. Se si vede quello che oggi rappresenta una sponsorizzazione principale, ci si accorge che riguarda fra il 40% e il 50% del budget, e quando è destinato a un team competitivo nessuna società darà mai quei soldi». Come alternativa, Dennis prevede di «dividere gli spazi in sezioni, per avere più aziende con filosofie simili che vogliono essere presenti con il loro marchio sulla monoposto». Poi, prosegue facendo un esempio di derivazione calcistica che denota l’immensa considerazione che la McLaren ha di se e della sua storia. «McLaren investe in tecnologia, ha anche altre fonti di guadagno. Noi non abbiamo abbandonato l’idea di avere uno sponsor importante sulla nostra monoposto, ma non vogliamo accettare offerte troppo basse. Io credo che la McLaren sia come il Manchester United. Noi siamo il Manchester Utd della F1. Anche il Manchester sta attraversando un periodo di difficoltà in campionato, non vince da un po’, però è pur sempre lo United. Ecco, questo vale anche per noi; volete sponsorizzare la McLaren? Va bene, ma noi siamo la McLaren, trattateci come tale».
Il boss della Mclaren è fermo sulle sue idee. La cosa che si dovrebbe evitare è quella di presentare a un team ambizioso offerte che sono da ultimo posto in classifica. Quindi si faccia avanti chi davvero può!