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Formula 1 | GP Singapore 2018: il fascino dell’atmosfera notturna di Marina Bay

Non è di certo una di quelle gare che hanno fatto la storia, non ha molta tradizione e sul suo asfalto non si sono consumate grandi imprese, ma gli imprevisti non mancano mai ad ogni edizione

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Nel prossimo week-end, i bolidi di F1 si daranno appuntamento nella penisola malese, precisamente al Marina Bay Street Circuit di Singapore, pista realizzata sotto la supervisione dell’architetto Hermann Tilke. Lungo 5 065m con 23 curve, questa pista si snoda su di un percorso cittadino: il paddock è collocato sul Republic Boulevard dietro la suggestiva Singapore Flyer (la ruota panoramica). Dato il fatto che si corre dopo il calar del sole, 1600 proiettori vengono montati per illuminare il circuito.

La storia di questo Gran Premio è sostanzialmente divisa in due parti: una va dai primi anni 60’ all’inizio degli anni 70’ e l’altra parte dal più recente 2008. La prima edizione si disputa nel 1961 sul Thomson Road Circuit, allora venne chiamato “Orient Grand Prix per pubblicizzare un’iniziativa turistica, l’anno successivo prese il nome di Malaysia, nel 1965, a seguito dell’indipendenza, divenne il Singapore Gran Prix. Le gare vennero effettuate fino al 1973 per ragioni di sicurezza, viste le perdite avvenute nel 72’ con la morte del campione locale Lionel Chan e l’anno successivo dello svizzero Joe Huber.

Nel 2007 viene rilasciato l’annuncio del ritorno di questo appuntamento nel calendario della F1, grazie ad un accordo quinquennale tra Ecclestone, la Singapore GP Pte Ltd., il Singapore Board of Tourism e la SingTel. Per garantire un orario comodo ai telespettatori europei si sceglie di correre in notturna, infatti Singapore diventerà la prima gara in notturna mai disputata in F1.

La seconda prima volta di Singapore, nel 2008, è quella che passerà alla storia come il “crashgate”. La gara appare confusa sin dall’inizio: dopo una serie di duelli e sorpassi, al tredicesimo giro la Renault di Nelsinho Piquet va a muro sbattendo violentemente: Safety Car in pista. Si apre così la danza dei pit-stop, effettuati da tutti i piloti tranne da Alonso che prontamente aveva sostato ai box prima dell’incidente.

Proprio durante le sosta al box Ferrari accade dell’incredibile: Massa riparte con boccone della benzina ancora agganciata alla vettura, i meccanici iniziano a rincorrerlo per la pit-lane, uno di loro rimarrà ferito e Felipe sarà costretto a ripartire ultimo vedendo così sfumare le speranze per il titolo iridato.

Il tutto appare strano alla FIA che apre un’inchiesta grazie alle dichiarazioni di Piquet Jr, secondo il

quale dal muretto Renault era partito l’ordine di andare a muro così da far entrare la Safety, al fine di favorire la vittoria del compagno di squadra Alonso. La sentenza recita: la squalifica a vita dalle corse per Briatore e 5 anni per Pat Symonds, che nel frattempo lasciano la scuderia; nessuna penalizzazione per i piloti, ma anzi un sostanzioso risarcimento per la famiglia Piquet.

Nell’edizione del 2010, Alonso torna a far parlare di sé, questa volta per un’impresa magistrale, lo spagnolo è autore del Grand Chelem ovvero: pole, giro veloce e dominio in gara dall’inizio alla fine.

Nel 2015 il trofeo la casa di Maranello vince una gara spettacolare con Sebastian Vettel che infuoca gli animi dei ferraristi con un bellissimo team radio a fine gara.


Ma il 2016 è tutta un’altra storia, con Nico Rosberg che domina il gran premio e ritorna in testa al mondiale, grazie anche al terzo posto del suo compagno e rivale Lewis Hamilton. Sul secondo gradino del podio anche la Red Bull di Daniel Ricciardo.

vettel raikkonen gp singapore 2017L’edizione 2017 non verrà ricordata dalla vittoria di Lewis Hamilton che trionfa per la prima volta con la pioggia, ma per il doppio ritiro delle due Ferrari. Al via Sebastian Vettel mantiene il comando, mentre Kimi Raikkonen cerca di guadagnare una posizione su Max Verstappen che finisce a sandwich tra le due rosse, che poi si toccano fra loro.

Gara finita per Verstappen e Raikkonen, mentre la monoposto di Vettel inizia a perdere olio che finisce sugli pneumatici posteriori. Testacoda e muretto, finisce così la gara per il tedesco.
Questo incidente ha dato la possibilità a Lewis Hamilton di allungare su Sebastian Vettel.

Domenica si riaccenderà il duello Vettel-Hamilton, con il pilota tedesco che tenterà il tutto per tutto di accorciare il vantaggio dell’inglese della Mercedes.

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e fotografia, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google Adwords. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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