DichiarazioniGran Premio Malesia

Formula 1 | GP Malesia 2016, Max Verstappen: “Io e Ricciardo eravamo liberi di lottare”

Max Verstappen rivela che la squadra non aveva dato alcun ordine sul modo di gestire il duello con Ricciardo, che è stato il momento più emozionante della gara

Alzi la mano chi non ha ripensato al fattaccio di tre anni fa, quando Vettel ignorò gli ordini di scuderia che gli imponevano di mantenere il secondo posto dietro a Webber, vedendo le due Red Bull in lotta serrata sull’asfalto rovente della Malesia. Ma, a differenza del 2013, stavolta non c’era alcun ordine di scuderia, nonostante in ballo ci fosse prima il secondo posto e poi, dopo il ritiro di Hamilton, addirittura la vittoria. E c’è anche un’altra differenza: tre anni fa, Vettel e Webber rischiarono più volte la collisione, nella loro battaglia fratricida, invece stavolta Ricciardo e Verstappen si sono rispettati in maniera esemplare, evitando di scialacquare una doppietta importantissima per la Red Bull. Importantissima perché è la prima dal GP del Brasile 2013 (quando vinse Vettel davanti a Webber), nonché la prima da quando è cominciata l’era dei V6 ibridi. La Red Bull diventa anche la prima squadra diversa dalla Mercedes a centrare una doppietta nell’era ibrida, con la tanto vituperata motorizzazione Renault.

“È vero, non avevamo nessun ordine di scuderia – afferma Max Verstappen – io e Daniel eravamo liberi di lottare per la vittoria. Il box non ha manipolato in alcun modo la nostra battaglia, anche se era implicito che la parola d’ordine era di non toccarsi”. E dire che il rischio di una collisione c’è stato, ma il fatto che il duello in famiglia si sia concluso con un esito ben diverso da tante battaglie consumatesi tra Hamilton e Rosberg (finiti spesso con lo scontrarsi, in occasioni simili) testimonia la grande maturità dei due piloti Red Bull.

Se non c’erano ordini di scuderia, va però sottolineato che la strategia di gara elaborata dal muretto è stata ancora una volta decisiva. A conti fatti, la gara l’ha vinta chi è riuscito ad avere la meglio nell’esaltante duello andato in scena poco prima del ritiro di Hamilton, visto che l’ultimo pit stop i piloti Red Bull lo hanno effettuato insieme. Il primo a fermarsi, ovvero Ricciardo, ha così potuto accumulare 2″ di vantaggio solo nella sosta, che ha poi ha amministrato nell’ultimo stint.

“Prima dell’ultimo pit stop – spiega Max Verstappen – io viaggiavo con gomme Hard più fresche rispetto a Daniel, così in poco tempo l’ho raggiunto. Lui si è difeso in maniera corretta e anche io ho cercato di non prendermi troppi rischi. Poi, dopo il ritiro di Hamilton, siamo stati richiamati entrambi ai box per l’ultima sosta”. Lì la squadra ha montato a Ricciardo un set di Soft nuove, mentre quello montato a Verstappen aveva già accumulato 3 giri durante le prove. A quel punto Verstappen aveva pochissime speranze di farcela. “Io ho spinto fino alla fine – ha commentato l’olandese –, ma con gomme Soft già usate non è stato così facile. Poi quando ti avvicini alla vettura davanti, le gomme si surriscaldano e diventa tutto più complicato. Non era nemmeno facile entrare sotto il secondo di svantaggio per attivare il DRS, figurarsi provare a sorpassare. Però ho voluto crederci fino alla fine, anche se sapevo che sarebbe stato difficilissimo attaccare Daniel. E infatti alla fine lui è riuscito a mantenere quel piccolo margine”.

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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