DichiarazioniGran Premio Giappone

Formula 1 | GP Giappone 2016, Lewis Hamilton di poche parole: “Ho fatto un errore”

Lewis Hamilton si è divincolato con freddezza ed umiltà nella conferenza stampa di una Suzuka da dimenticare in fretta

La stampa nazionale ed estera ha puntato immediatamente il dito alle condizioni della pista ma la vera ragione della pessima partenza di Lewis Hamilton nel GP del Giappone l’ha svelata nella conferenza post-gara: “Non credo che la responsabilità sia da attribuire a quella chiazza di umido, anzi”.
Ho solamente… commesso un errore, poi ho cercato di recuperare terreno ed ho fatto il meglio che ho potuto”.

Che sia stata la classica tensione precedente la partenza? Oppure qualche difficoltà a staccare la frizione? O più probabilmente un fastidioso slittamento delle gomme della sua W07?
Ormai poco importa per l’inglese della Mercedes che in ogni caso ha mostrato per l’ennesima volta tutto il suo talento.
Infatti, una volta raggiunta la metà della corsa e montate le gomme dure, è riuscito a passare quattro monoposto in un solo giro facendo segnare alcuni giri veloci uno in fila all’altro.
“Già, lo stint centrale – commenta Lewis Hamilton – La macchina era a posto, anzi lo è stata per tutta la gara ad essere onesti ed in quella circostanza non sono sicuro se i miei sorpassi fossero solo nei confronti dei doppiati”.
“Ho sorpassato dovunque vedessi la possibilità, peccato per il finale in cui ho combattuto duramente ma non ce l’ho fatta”.

Ecco, la battaglia con Max Verstappen: nelle comunicazioni radio il numero 44 ha storto inizialmente il naso nei confronti della manovra difensiva dell’olandese nella chicane Casio Triangle accusandolo di averla effettuata ancora con le gomme in frenata.
La precisazione di Lewis Hamilton a tal proposito, conclusiva della sua conferenza stampa, ha mostrato tutt’altro giudizio: “Bè… Sinceramente non mi importa più adesso; è finita e dobbiamo guardare avanti”.

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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