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Formula 1 | GP Germania 2018: chi sarà a trionfare nella terra dell’unico e solo Kaiser ?

Un tracciato storico caratterizzato da momenti di luce e di ombra. Riviviamo gli episodi che hanno emozionato tanti tifosi

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Il tracciato, lungo 4,574m, è situato tra i boschi nel land Baden-Württemberg ed è stato utilizzato per la prima volta nel 1977. Prima di allora il circuito ufficiale, con i suoi 25.378Km immersi nel verde spettrale della Renania, era il leggendario Nürburgring Nordschleife.

La storia di questo Gran Premio è caratterizzata da momenti di luce che rimangono impressi nella memoria degli appassionati per le grandi imprese, ma anche di ombre che hanno scritto alcune delle pagine più nere della storia di questo sport. Facciamo, dunque, un passo indietro e ripercorriamo le vicende del GP di Germania.

formula-1-gp-germania-luci-e-ombreSi hanno notizie di gare automobilistiche sin da inizio secolo, tuttavia la categorie antenate della Formula 1 iniziarono a correre negli anni 30′. La prima edizione nel 1929 fu vinta dal tedesco Rudolf Caracciola in Mercedes-Benz e per i primi anni il dominio fu tutto dei piloti di casa su vetture costruite in Germania: Mercedes-Benz e AutoUnion.
A rompere la monotonia ci pensa il mitico Tazio Nuvolari che nel 1935 taglia il traguardo in prima posizione davanti alla schiera attonita di ufficiali nazisti, tra cui lo stesso Hitler.

Nel 1951 si corre la prima gara valida per il campionato di Formula 1 e a trionfare è Alberto Ascari in Ferrari, Ascari farà il bis l’anno seguente e infine Farina completerà un triennio di successi italiani in Germania.

Intanto alla fine degli anni 60′ viene messo in funzione il tracciato di Hockenheim ed inizia unformula-1-gp-germania-luci-e-ombre periodo buio per il GP di Germania. E’ il 7 aprile e si corre la F2: Jim Clark è al volante della sua Lotus. Al quinto giro la monoposto perde aderenza ma viene ripresa dallo scozzese. Nel frattempo il pilota imposta la seconda curva, una di quelle facili…ed è in quelle più facili che i grandi sbagliano: La Lotus, oramai impazzita, parte diritta, sfonda una recinzione e finisce la sua folle corsa contro un albero. La vita e straordinaria carriera dello Scozzese Volante, uno dei piloti più grandi si sempre, finisce tra i boschi dell’Hockenheimring.

Due anni dopo nel 1970 un altro grande, Jochen Rindt con la Lotus, proprio qui si prenderà la sua ultima vittoria.

Negli anni 70′ i bolidi di Formula 1 sono delle trappole mortali e correre con queste monoposto al Nordschleife è una pura e semplice sfida contro la morte.
formula-1-gp-germania-luci-e-ombreNel 1976 Niki Lauda e la sua Ferrari sono i più veloci nelle prime libere, al sabato l’austriaco avverte dei problemi di sovrasterzo ed è costretto a cedere la pole a James Hunt. Durante quel weekend Lauda si impone più volte affinché il GP venga cancellato per via delle condizioni impossibili, le sue lamentele restano inascoltate.
Domenica di gara: la pioggia inizia a scendere tra gli alberi dell’Inferno Verde, Lauda parte male e si ritrova ottavo. Al secondo giro, forse a causa si un’entrata aggressiva sul cordolo, le sospensioni della Ferrari cedono all’altezza della curva Bergwerk: il punto più lontano del circuito. La vettura dopo essere rimbalzata tra muro e guard rail, va a fuoco e viene presa in pieno da Edwards che non riesce ad evitarla. Lauda ha perso il casco nell’impatto e si ritrova intrappolato in un vero e proprio forno. Edwards, Ertl, Lunger e Merzario lo soccorrono, tirandolo fuori dall’abitacolo dopo vari tentativi. Il resto è storia che potete assistere riguardando il bellissimo film diretto da Ron Howard, “Rush

Da quel punto in poi il Nordschleife viene abbandonato in favore di Hockenheim, è qui un anno dopo l’inferno Lauda si prende la sua rivincita.

Nell’edizione del 1982 Nelson Piquet sta dominando il GP, quando dalle retrovie appare la ATS di Eliseo Salazar. I due iniziano un duello con fiocchi, ruota a ruota, che sfortunatamente finisce con un incidente ed entrambi i piloti fuori dai giochi. Il carioca però non la prende molto sportivamente e, una volta fuori dalla vettura, si avventa contro il collega cileno.

Un altro italiano re in Germania è Michele Alboreto che vince il GP del 1985 in Ferrari.
L’anno seguente, invece, la gara passa alla storia per via del carburante che non basta. Vince Piquet al pelo, Senna e Mansell arrivano a malapena all’ultimo giro, stessa sorte per: Rosberg e Prost.

Nei primi anni 90′ in Germania si parla portoghese: Piquet e Senna si contendono il primo posto, alla fine la spunta il pilota di San Paolo con 3 vittorie.

formula-1-gp-germania-luci-e-ombre Nel 1994 Berger sale sul gradino più alto del podio in una gara caos: 2 incidenti spaccano il gruppo a metà con solo 10 vetture in pista e 8 che tagliano il traguardo.
L’anno dopo Hill è al comando ma l’inglese esce al secondo giro, ne approfitta Schumacher che vince per la prima volta a casa sua…la folla è in delirio per il Kaiser.
L’edizione del 1997 va in scena l’ultima vittoria in carriera per Berger.

L’inizio del nuovo millennio si apre nel migliore dei modi per un altro brasiliano, Rubens Barrichello che compie un miracolo: da 18° a 1°!
Nel 2008 Hamilton fa tutto facile con pole e vittoria, da segnalare la strepitosa partenza di Kubica: da 7° a 4°.

Il GP del 2010 è tinto di rosso Ferrari. Alla partenza Vettel cerca di proteggersi proprio dallo spagnolo, ma ne approfitta l’altra Rossa con Massa che si prende la prima posizione. Passato il tedesco, Alonso non ci sta e si lamenta col team affinché il compagno lo lasci passare.
Alonso is faster than you” questo è il team radio storico che riceve il brasiliano: lo spagnolo trionfa in Germania. L’asturiano poi non si accontenta e si ripete anche nel 2012.

formula-1-gp-germania-luci-e-ombre Le due edizioni: 2013 e 2014, sono state vinte entrambe da due piloti di casa: Sebastian Vettel e Nico Rosberg, che parte in pole e conserva il primo posto sino al traguardo, da segnalare l’incidente che coinvolge Massa e Magnussen, con il brasiliano che si cappotta ed è costretto al ritiro.

L’ultima edizione ha visto la vittoria di Lewis Hamilton, anche se il compagno di squadra Nico Rosberg ha dominato le libere e la qualifica. Purtroppo il tedesco parte male e si fa infilare sia dal compagno di team, sia dalle due Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo.
La gara finisce come è partita con la vittoria di Hamilton davanti alle Red Bull con Ricciardo che però riesce a agguantare il secondo posto davanti al giovane compagno Verstappen.

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e fotografia, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google Adwords. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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