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Formula 1 | GP Canada 2018: riviviamo la storia di questo tracciato

Questo weekend le vetture di Formula 1 sfrecceranno sul tracciato di Montréal, per il Gran Premio del Canada. Il circuito è quello dedicato a Gilles

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Il circuito è quello dedicato all’eroe nazionale Gilles Villeneuve e sorge sull’isola artificiale di Notre-Dame, in prossimità della foce del fiume San Lorenzo.

I tracciati canadesi sono stati teatro di grandi emozioni, che proviamo a ripercorrere tuffandoci nella storia di questo Gran Premio.

La particolarità più nota del circuito di Montréal è sicuramente il famigerato “Muro dei Campioni”: la famosa barriera di cemento che i piloti vanno a sfiorare per immettersi a tutta velocità sul rettilineo di partenza. La denominazione deriva dal fatto che il questo muro non ha mai risparmiato nessuno: neanche i campioni, appunto. L’edizione più famosa è quella del 1999, quando ben tre campioni del mondo: Damon Hill, Michael Schumacher e Jacques Villeneuve, finiscono la loro corsa contro di esso.

La prima gara valida per il campionato di Formula 1 si corre nel 1967 a Mosport (Ontario) ed il primo a mettere la firma è Jack Brabham su Brabham-Repco.

Dagli anni 70 il tracciato di Mosport inizia ad alternarsi a quello di Mont-Tremblan nel Quebéc e proprio qui, il belga Jackie Ickx regala alla Ferrari il primo trionfo in Canada. Da segnalare: nel 1973, sempre a Mosport, per la prima volta nella storia della Formula 1 scende in pista la Safety Car.

Dal 1978, sotto la spinta dei Giochi Olimpici, è Montréal a rubare la scena e diviene il circuito definitivo e proprio nella prima edizione al Parc Drapeau, a salire sul gradino più alto davanti al pubblico di casa è il mito: Gilles Villeneuve. Il canadese non delude il Drake, da cui aveva ricevuto un ultimatum, anzi porta la Rossa alla vittoria. Questa, inoltre, è anche ricordata come l’unica volta in cui, invece del classico champagne, vi è birra sul podio!
Nel 1980 Frank Williams festeggia il suo primo titolo iridato grazie alla vittoria di Alan Jones, dopo la battaglia col compagno di squadra Piquet.

Due anni dopo, a seguito della scomparsa di Villeneuve, si decide di rinominare il tracciato di Montréal in suo onore. Tuttavia, proprio questa edizione è funestata dalla tragedia: alla partenza si assiste ad un violento tamponamento tra Pironi e Paletti, con il pilota italiano rimane vittima delle lamiere e delle fiamme; ciononostante, la gara va avanti e a tagliare il traguardo è Nelson Piquet.
Il GP del 1990 è all’insegna della pioggia ed è nelle mani di Berger, ma l’austriaco è partito in anticipo e a fine gara è costretto a cedere la vittoria al solo e unico re dell’asfalto bagnato: Ayrton Senna.

Nel 1995 Jean Alesi sale per la prima e unica volta sul gradino più alto del podio grazie ai problemi sulle vetture di Hill e Schumacher.
Anche nel 1997 non si vedono spruzzi di champagne a fine gara: Olivier Panis è autore di un violentissimo incidente a causa del cedimento della posteriore destra, il francese finisce contro le barriere riportando la frattura di entrambe le gambe.

A salire sul podio nel GP del 2001, sono i due fratelli Schumacher: Ralf taglia per primo il traguardo, seguito da Michael.

La gara del 2007 è teatro dell’incidente più violento del nuovo millennio: al giro 26 Robert Kubica finisce contro il muro di cemento ad una velocità di 280km e la sua BMW, dopo varie capovolte, termina la sua corsa lungo le barriere. Il polacco, nonostante il trauma cranico e la distorsione alla caviglia, esce miracolosamente illeso dallo schianto. Kubica, poi, non si perde d’animo e l’anno seguente si prende il GP di Montréal: unica vittoria in Formula 1.

Il 2011 è l’edizione dei record vinta da Jenson Button: un’interruzione di ben 90 minuti a causa della pioggia incessante, infatti, la farà passare alla storia come la gara più lunga di sempre; oltre a quella in cui la Safety Car è entrata più volte (ben 6) e quella con il maggior numero di sorpassi (89)!

Nel GP del 2014 tutti si aspettano il dominio Mercedes, ma Hamilton deve fare i conti con i freni ed è costretto a dire addio alla gara. Rosberg, intanto, cerca in tutti i modi la rimonta su Ricciardo, anche dopo l’entrata della Safety a causa dell’incidente tra Massa e Perez. Il tedesco della Mercedes, però, non riesce a tenere testa a Ricciardo: l’australiano firma la sua prima vittoria in F1 e la seconda consecutiva per la RedBull dopo quella di Vettel nel 2013.

Il tre volte campione del mondo Hamilton, infine, si è imposto nelle ultime tre edizioni: 20152016 e 2017. Se il pilota inglese dovesse vincere anche l’edizione 2018, raggiungerebbe Schumacher con il record di 7 vittorie.

 

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e fotografia, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google Adwords. Blogger, insegnante di nuoto e papà.