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Formula 1 | GP Bahrain 2019: i bolidi nel deserto

La Formula 1 è sempre in movimento, dopo la prima gara nel continente australiano, la tappa numero due del campionato 2019 è a Sakhir

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Il circus sbarca in medio oriente, dove i piloti sul podio non festeggiano col tradizionale Champagne, ma con una bevanda chiamata Waard. Riviviamo insieme la storia del gran premio del Bahrain.
Il circuito sul quale sfrecceranno le monoposto, sorge nel bel mezzo del deserto nella periferia della capitale Manama ed è lungo 5.412 Km. La sua creazione, poi, si deve alla volontà dello Sceicco Al Khalifa e i disegni di Herman Tilke.

Facciamo un salto nel passato e riviviamo i momenti che hanno segnato la storia di questo tracciato che domenica festeggia i suoi 15 anni.

Grazie al pugno di ferro di Ecclestone, nel 2004 la F1 sbarca in Bahrain per il primo GP in Medio Oriente. A battezzare il circuito di Shakir ci pensa Michael Schumacher, che sale sul gradino più alto seguito dal compagno Rubens Barrichello e Jarno Trulli su Renault.

L’anno successivo invece, la fortuna non assiste il campione tedesco che, costretto al ritiro, lascia la strada libera alla Renault di Fernando Alonso: lo spagnolo si piazza primo davanti all’italiano Trulli e Kimi Raikkonen con la McLaren. Il Samurai, però, non si accontenta e nel 2006 fa il bis: in questa edizione fa il suo esordio Nico Rosberg con la Williams: il campione del mondo 2016 è autore di uno strepitoso debutto, finendo in zona punti ed effettuando il giro più veloce.
Felipe Massa si aggiudica l’edizione del 2007, dopo aver tenuto testa a Lewis Hamilton; il brasiliano si ripete anche l’anno successivo, davanti al compagno di squadra Raikkonen e Robert Kubica.

Nel 2009 a trionfare è Jenson Button, iniziando la serie di vittorie che lo porterà alla conquista del titolo iridato.
Il 2010, Fernando Alonso fa il suo debutto in Rossa e vince seguito da Massa che regala una stupenda doppietta alla Ferrari.

Nel 2011 la FIA decide di cancellare l’appuntamento del Bahrain dal calendario di Formula 1, a causa delle tensioni etniche che scuotono il paese.
L’anno dopo il gran premio è ancora una volta al centro di alcune discussioni, questa volta c’è la violazione dei diritti umani di cui le autorità governative sono accusate.
Il GP, tuttavia, va avanti con Sebastian Vettel che si aggiudica il primo posto, ma la scena è tutta per Rosberg: il tedesco è autore di due manovre al limite che costringono, prima Hamilton e poi su Alonso fuori pista.

Vettel domina anche la gara del 2013, questa volta davanti alla Lotus con Raikkonen e Romain Grosjean che regalano una stupenda doppietta alla Lotus; mentre problemi al DRS costringono Alonso e la Ferrari in ottava posizione.
L’edizione del 2014, poi, riassume la situazione della Scuderia di Maranello: ad Alonso e Massa non rimane che arrendersi davanti all’emergere dello strapotere Mercedes che va a vincere con Hamilton.
Il cinque volte campione del mondo s’impone anche l’edizione successiva, ma Raikkonen riesce a fare breccia e rompe il muro delle Frecce d’Argento, con un secondo posto.
Il 2016 è il turno di Rosberg, seguito da Raikkonen e Hamilton.

Il 2017 è stato l’anno si Sebastian Vettel che dopo un partenza a razzo supera il suo diretto rivale Lewis Hamilton portandosi a ridosso di Valtteri Bottas, partito dalla pole. Ma il finlandese non tiene il passo e viene superato dalla rossa numero 5 che vince la gara. L’anno successivo il pilota tedesco della Ferrari, fa il bis, facendo sognare i tifosi della Rossa, che sebastian vettel gp bahraindomina nettamente nelle qualifiche e in gara.

Ma arrivando ai giorni nostri; ormai mancano pochi giorni ancora e scopriremo chi scriverà il proprio nome sulla sabbia del deserto di Sakhir.

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e vinili, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google ADS. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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