2018AmarcordF1 StoryGran Premio Canada

Formula 1 | F1 Story GP Canada 2008: Kubica piega Montréal

Il Gran Premio del Canada 2008 riservò dei singolari colpi di scena. Pochi ma buoni. Di certo, si tramutò nell’occasione propizia per la prima vittoria made in Polonia in una gara di Formula 1. Vinse Robert Kubica su BMW-Sauber.

Topics

Nell’ultimo dei dieci anni caratterizzati dai pneumatici scanalati, portatori di monoposto tanto sofisticate ed avveniristiche, quanto mai viste in Formula 1, quasi tutti, auspicavano il bis iridato del connubio rosso Raikkonen-Ferrari. Un po’ a sorpresa, dopo la gara canadese, in testa al mondiale si trovò Robert Kubica.

Proprio a Montréal, un anno addietro, l’astro nascente di Polonia fu protagonista di un impatto terrificante. Un incidente potenzialmente mortale, a 300 orari, una carambola distruttiva, una trottola furibonda in cui rimase illeso, sebbene drammaticamente privo di conoscenza, rimasto esanime in quello che rimaneva della sua BMW-Sauber.

Il colpo di scena targato Canada 2008, invece, vide nella figura di attore protagonista il pilota McLaren-Mercedes Lewis Hamilton. Il “British” centrò in pieno la F2008 di Raikkonen, incolpevolmente fermo all’uscita della corsia box per segnale rosso a via impedita. Fermo, appunto, al fianco ed al pari di Kubica.

Una svista anglocaraibica da strada veicolare, dai connotati puramente comici visto il contesto. Un botto che consegnò tra le mani del devoto al compianto Papa Wojtyla le prerogative di vittoria. Una occasione ghiotta, una missione brillantemente compiuta. E fu epopea BMW-Sauber, data la doppietta bianco-blu avutasi sotto la bandiera a scacchi.

Un conto aperto, quello del buon Robert, con la pista di Montréal e con la sua amata Formula 1, riscosso con tutti gli interessi annessi e connessi. Un successo atteso a lungo, le prime pagine di un libro bellissimo.

Libro, sul quale, un maledetto incidente al rally di Andora scrisse, semplicemente, la parola “FINE”.

Un guard-rail trafisse il parabrezza della vettura guidata dal polacco, martoriandogli un arto ed una mano. Ferite quasi mortali, una vita privata della sua passione più grande. Un epilogo, drammatico nell’essenza, devastante anche per la psiche del gladiatore di Polonia. Quasi sette anni, lontanissimo dai riflettori della massima serie, in cui non ha mai lasciato, comunque, un volante. Anni passati con coraggio e determinazione, in lotta perenne con un destino spietato.

Un filo interrotto fino ai primi di giugno del 2017. Sino ad oggi, stagione di F1 2018.

In quell’inizio d’estate, il polacco risalì su quella Lotus, ritinteggiata Renault 2017, con la quale avrebbe dovuto disputare la stagione di Formula 1 2012. Un test pubblicitario, certo, ma lungo ben 115 giri. Un test che rappresentò un consolidamento psicologico, sebbene, sul momento, si trattò di semplice compromesso. Un’unica volta, almeno, per tornare a sentire vento di prua. Una timida ripresa di contatto, nonostante le allora ancora residue difficoltà fisiche. Di sicuro, una giornata entusiasmante e relativamente riparatrice.

Su tutto, istanti di pura soddisfazione, vista la tenacia e la caparbietà investite per rimettersi alla guida di una F1. Forse un piccolo passo verso il completamento della sua opera. A Valencia Kubica fu capace di scrivere una nuova, magnifica, pagina. Un episodio felice che lo ha veicolato alla riconquista del suo mondo sportivo perduto, nemmeno lontanamente cancellato dal cuore. In attesa che il tempo eliminasse ulteriori punti di domanda a riguardo, mostrando a tutti gli effettivi termini e margini di un reale ritorno.

Williams-Mercedes, la destinazione. La militanza in pianta stabile come terzo pilota 2018, dopo i dissapori con la Renault, dopo essere stato in lizza in una sessione di knockout per candidarsi quale pilota ufficiale in quel di Grove. Una favola ancora in divenire, che sta già restituendo un uomo nuovo, vecchio, ancora capace di andare fortissimo finanche con questi mostri di monoposto ultra veloci, difficilissime da gestire sul piano fisico.

Alla lunga, il duro lavoro inizia a restituire i suoi frutti. Una lezione di vita esemplare per chiunque, il risvolto in grande dell’incidente che portò Kubica a piegare la pista canadese con quell’unico trionfo in Formula 1. Massa giunse solo quinto. Perse quel mondiale per un solo punto, nonostante vantasse, nell’arco dell’intera stagione 2008, una vittoria in più di Hamilton.

Topics
Pubblicità

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

Altri articoli interessanti