© Scuderia Ferrari Press Area
La stagione di Formula 1 2026 segnerà l’inizio di una nuova era tecnica e sportiva. Accanto ai nuovi regolamenti, anche la leadership dei team principal avrà un ruolo decisivo nel 2026.
Sulle undici squadre presenti in griglia, emergono figure esperte e nomi nuovi. Alcuni team puntano sulla continuità, altri su un deciso cambio di rotta.
L’ingegnere italiano ha costruito il recente successo del team con metodo e competenza. Il suo passato in Ferrari e la crescita interna lo rendono una figura centrale nel progetto.
Il manager austriaco resta uno dei punti di riferimento del paddock. Il suo obiettivo è riportare la squadra al vertice nell’era post-dominante.
Dopo anni tra FIA e Ferrari, il francese ha raccolto l’eredità di Christian Horner. La sua gestione segna una fase di transizione per il team campione.
Il francese punta su una struttura più razionale e su decisioni meno emotive. Il 2026 sarà un banco di prova decisivo per il suo progetto.
L’ex stratega Mercedes sta ricostruendo il team con pazienza e visione a lungo termine. I progressi recenti hanno rafforzato la fiducia della proprietà.
La sua lunga esperienza tecnica garantisce continuità dopo l’uscita di Mekies. La squadra resta un punto chiave nell’universo Red Bull.
Il progettista più celebre della Formula 1 assume anche responsabilità gestionali. È una scelta ambiziosa che riflette le aspirazioni del team.
Il giapponese ha introdotto una gestione più tecnica e diretta. La squadra americana cerca stabilità e risultati costanti.
L’ex dirigente Red Bull porta esperienza sportiva e conoscenza regolamentare. Il progetto tedesco punta a crescere gradualmente.
Nel 2026 non esiste un unico team principal formalmente definito. La figura centrale resta Flavio Briatore.
Il manager italiano è tornato nell’organigramma con un ruolo di forte influenza strategica. Non è presente quotidianamente in pista, ma indirizza le scelte chiave del progetto. Briatore supervisiona l’area sportiva e gestionale.
Ha voce in capitolo sulle decisioni tecniche, sulla struttura interna e sulla visione a lungo termine. La sua esperienza è considerata cruciale in una fase delicata per il team. Accanto a lui opera Steve Nielsen. L’ex dirigente FIA gestisce l’operatività quotidiana e il rapporto con la pista. È il punto di riferimento pratico durante i weekend di gara. La divisione dei ruoli riflette una fase di transizione.
Alpine sta cercando una nuova identità dopo anni di instabilità. Il ritorno di Briatore segnala la volontà di adottare un approccio più deciso.
Il 2026 dirà se questa struttura non convenzionale porterà risultati concreti.
Un volto già noto, scelto per guidare l’ingresso del nuovo team americano. Il suo compito sarà costruire credibilità fin dal primo anno. Il 2026 non sarà solo una rivoluzione tecnica.
Sarà anche una sfida tra leadership, visioni e capacità di adattamento.