© Aston Martin F1 on X
L’Aston Martin ha riconosciuto di non essere ancora al livello desiderato dopo il test pre-stagionale svoltosi in Bahrein, ma resta comunque ottimista. Il rappresentante del team, Pedro de la Rosa, non ha esitato ad ammettere le criticità presenti nella squadra britannica, a poche settimane dal Gran Premio d’Australia previsto per l’8 marzo: “E’ innegabile, siamo lenti. Non siamo dove vorremmo essere”. Le speranze della scuderia erano sicuramente diverse: si sarebbero voluti trovare in una posizione migliore di quella attuale – considerando il ritardo allo shakedown di Barcellona e i primi tre giorni di test in Bahrein.
Parlando ai media durante i test in Bahrein, Lance Stroll ha ammesso di sentirsi scoraggiato e ha evidenziato il bisogno di lavorare su motore e aderenza, ipotizzando un distacco di circa quattro secondi dagli altri top team. Dello stesso parere è stato Fernando Alonso, che si è detto molto dispiaciuto di aver dovuto saltare i test a Barcellona. Trattandosi delle prime prove con la monoposto, è normale che bisogna prendere ancora confidenza e spera ci sia tempo per recuperare.
La questione principale è capire i motivi di così tante difficoltà. Il team ha investito centinaia di milioni di sterline in una fabbrica all’avanguardia e in una power unit per la prima volta con Honda. Inoltre ha un due volte campione del mondo come Alonso e la mente geniale di Adrian Newey. La risposta probabilmente sta nel fatto che possedere grandi risorse e talenti individuali delle volte può non essere abbastanza: bisogna fare in modo che tutto riesca a funzionare in perfetta armonia.
Aston Martin ha investito molto anche in una galleria del vento che è stata in grado di accogliere un modello 2026 solo nell’aprile dello scorso anno. Perciò quattro mesi dopo che gli altri team avevano già testato i propri modelli nei rispettivi tunnel. Questo ritardo ha fatto si che si perdesse molto tempo sia per le sessioni di prova effettive, che per l’analisi dei dati raccolti.
Adrian Newey è stato costretto a comprimere l’intero programma in dieci mesi. La squadra è arrivata a Barcellona solo il penultimo giorno di test, con Stroll che ha completato diversi giri prima di lasciare il volante ad Alonso. Nei test in Bahrein è stato evidente quanto l’Aston Martin si trovasse significativamente indietro rispetto ai rivali, specie nel chilometraggio totale, ma resta comunque ottimista, o almeno ci prova.
Va considerato che la squadra britannica stava sperimentando diverse novità assolute, come la realizzazione interna del cambio e delle sospensioni. Tali elementi in passato venivano forniti dalla Mercedes come consentito dai regolamenti. La reintegrazione di Honda in Formula 1 non può passare inosservata e, nonostante la partnership con Red Bull abbia dimostrato la capacità di vincere campionati del mondo, il costruttore giapponese ha dovuto recuperare terreno, avendo dirottato risorse verso altri settori aziendali.
La creazione di una nuova power unit da zero non è un compito immediato, ma l’azienda ha dimostrato di saper reagire in modo efficace. Durante i giorni di test in Bahrein la squadra ha completato 206 giri. Così ha coperto circa 3,5 distanze di gara, segnato progressi e ha fornito elementi su cui lavorare in vista dell’ultimo test di tre giorni previsto per questa settimana.
Il team non perde il focus e sa di avere le risorse per recuperare terreno e raggiungere i propri obiettivi. E’ importante concedere a Newey il tempo necessario affinché i suoi progetti possano svilupparsi in maniera totale. La squadra crede in lui ed è convinta che troveranno il modo di attaccare.
La vettura che vedremo a Melbourne sarà differente da quella vista nei test e sono convinti delle loro potenzialità. Fernando Alonso si è espresso sulla monoposto: “Sul telaio non c’è dubbio, è il migliore. Dopo oltre trent’anni in cui Adrian Newey ha dominato questo sport, penso che nessuno dubiterà che prima o poi troveremo il modo di avere la monoposto migliore. Sulla power unit dobbiamo aspettare e vedere quando sbloccheremo tutte le prestazioni, per capire cosa manca e lavorare sodo”.
Stroll segue la linea dello spagnolo: “Vogliamo lottare per vincere, ma non so cosa potrà succedere durante la stagione. Di sicuro la situazione potrà cambiare nelle prossime settimane. Al momento non so rispondere a tutte le domande. Posso soltanto dire che stiamo spingendo il più forte possibile”. La consapevolezza del team è forte e costante, l’incognita sta nel capire quanto tempo ci vorrà per far funzionare tutto.
Aurora Ricci