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Il 2026 è un anno importante per la Formula 1, visti i cambiamenti del regolamento, ma alcuni piloti sono in cerca di un riscatto. Che sia perché hanno avuto un 2025 deludente o perché gli ultimi anni sono stati difficili o ancora perché si uniscono a un’altra squadra.
Tra i 22 piloti che saranno presenti in griglia, ci sono cinque piloti che hanno qualcosa da dimostrare mentre danno la caccia a un 2026 che potrebbe redimerli.
Nell’agosto del 2025, Oscar Piastri estende il suo vantaggio a 34 punti sul rivale e compagno di squadra Lando Norris, salendo in vetta al mondiale. L’australiano riesce a vincere il Gran Premio d’Olanda, mentre l’inglese è costretto a ritirarsi per un problema di affidabilità del motore. Le statistiche lo mostrano come potenziale vincitore del mondiale, viste le difficoltà di alcuni piloti e l’incostanza di altri. Poi tutto è andato in frantumi. Gli ordini di scuderia a Monza, un weekend disastroso a Baku, oltre alle difficoltà con la bassa aderenza a Città del Messico e Singapore.
Tutto questo ha creato un vortice negativo per l’australiano, che ha visto il suo vantaggio certo scendere in picchiata. Questa spirale deleteria ha fatto consegnare il titolo a Norris, ma Piastri non è riuscito ad arrivare neanche secondo. Infatti, Max Verstappen ha fatto una rimonta pazzesca, riuscendo a superarlo in classifica proprio nell’ultimo Gran Premio. Un modo di certo dannoso per perdere il mondiale, sia a livello sportivo che mentale. Piastri ha solo 24 anni e non sempre si ha l’opportunità di giocarsi un titolo mondiale.
Soprattutto perché le monoposto del 2026 sono più sciolte e con meno grip, generalmente non favorevole allo stile di guida dell’australiano. Lo stesso Andrea Stella, team principal della McLaren, afferma che Piastri è un “pilota ad alta aderenza“. Per cui dovrà lavorare su quest’aspetto e migliorare le sue performance in diverse condizioni, anche se è noto che ha saputo rafforzarsi stagione dopo stagione. Dovrà dimostrare di potersi giocare la vittoria del mondiale, senza aumentare il divario tra lui e il campione del mondo in carica nell’altro lato del box.
Per quanto riguarda Esteban Ocon, invece, il discorso è diverso. Il francese sta lottando da anni per una buona posizione nel campionato e il suo futuro non è certo nella Formula 1. Lo scorso anno ha chiuso al 15° posto, nella sua prima stagione con la Haas. Ocon è arrivato a 3 punti dal compagno di squadra Oliver Bearman, esordiente nel Circus, dal quale ha subito un grosso impatto. La squadra non è rimasta contenta del traguardo sportivo del francese, soprattutto se messo a confronto con il compagno di squadra. Nonostante sia un vincitore di Gran Premi, a Ocon non viene riconosciuta la totale colpa del risultato deludente.
Ayao Komatsu, team principal della Haas, ha spiegato come il team non avesse dato a Ocon una vettura competitiva e con cui sentirsi a proprio agio. Ma il francese deve comunque dimostrare di meritarsi un posto in Formula 1, visto che il suo contratto è in scadenza. Molti piloti della Formula 2 e di altre categorie stanno dimostrando di avere talento e quindi se Ocon dovesse essere nuovamente battuto dal compagno di squadra con meno esperienza, la Haas potrebbe decidere di non rinnovare più il contratto del francese.
Nei test, la Haas si è mostrata forte (soprattutto con Bearman, ancora) e pare essere la candidata per il primo posto a centro gruppo. Il pilota francese, quindi, deve lavorare molto sodo e stare attento a non bruciarsi l’ultima opportunità che la squadra gli sta offrendo.
Lewis Hamilton è un pilota determinato a non arrendersi senza combattere. Nell’era dell’effetto suolo ha sofferto molto, non riuscendo più ad accendere quella scintilla che gli ha permesso di vincere sette mondiali. Il 2025, il primo in Ferrari, l’ha visto chiudere al sesto posto in classifica, dietro al compagno di squadra Charles Leclerc. Il pilota iridato non è riuscito a salire sul podio neanche una volta, né tantomeno a vincere una gara (solo un piccolo bagliore nella Sprint della Cina).
È stata la stagione più difficile e deludente per Hamilton, che si è visto distanziare da Leclerc di ben 86 punti a fine anno. Ha spesso sostenuto che le sue difficoltà sono dovute al fatto che la SF-25 è stata progettata senza il suo contributo, non riuscendo ad esprimere il suo “DNA”. Nei test, ha affermato che la SF-26 si adatta al suo stile di guida, con una finestra di assetto più ampia e un ingresso in curva migliorato.
Hamilton ha poi dichiarato che si trova nel suo momento migliore mentalmente, il che gli darebbe molta più forza per affrontare la stagione alle porte. Il britannico ha bisogno di ritrovare quella luce che aveva negli anni gloriosi con Mercedes, altrimenti potrebbe essere il prossimo a dare le dimissioni, almeno per quanto riguarda la Rossa.
Liam Lawson ha debuttato in Formula 1 nel 2023, con la Racing Bulls, e solo nel 2025 è riuscito a disputare un’intera stagione. Però il suo futuro appare già incerto, probabilmente a causa di tutte le promozioni e retrocessioni ricevute tra Racing Bulls e Red Bull Racing. Ci sono stati molti piloti nella sua stessa situazione: Albon, Gasly, Ricciardo, Tsunoda. Insomma, se da una squadra principale vieni retrocesso a una gemella, poi è difficile poter pensare di avere ancora un’opportunità in quella stessa squadra.
Anche se Isack Hadjar venisse retrocesso, l’opportunità verrebbe concessa ad Arvid Lindblad (esordiente nel 2026 con Racing Bulls). Il neozelandese ha comunque un’intera stagione per poter dimostrare il suo talento, anche se ci sono parecchi dubbi sulla sua reale bravura (le qualifiche sono il suo vero punto debole). Lo scorso anno ha perso 16-6 nello scontro diretto con l’allora compagno di squadra Hadjar, debuttante nell’italiana Racing Bulls. Lawson dovrà assolutamente trovare il giusto ritmo, in caso contrario i suoi giorni in Formula 1 potrebbero essere contati.
Come da tradizione quasi annuale, un giovane della Red Bull Academy viene promosso nel team principale. Nel 2026 tocca a Isack Hadjar, che ha da subito parlato con sicurezza di come la RB22 possa regalargli la sua prima ambita vittoria in Formula 1. Ma si sa, il secondo sedile in Red Bull scotta parecchio e in pochi sono riusciti a non bruciarsi. Hadjar ha dimostrato di avere talento, sia nelle categorie minori che in Formula 1, dove alla sua prima stagione da rookie è riuscito a centrare un podio e altrettanti piazzamenti meritevoli.
Visti gli episodi passati in casa Red Bull, Hadjar deve prestare attenzione a iniziare bene la stagione e, soprattutto, a non lasciarsi influenzare mentalmente. La resilienza mentale è la chiave per riuscire a sovrastare la pressione del titolo di “compagno di squadra di Max Verstappen” e riuscire a dimostrare il proprio valore.