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Il weekend del Gran Premio di Miami è stato un ottovolante di emozioni per la Red Bull. Tra aggiornamenti tecnici e incidenti in pista, a tenere banco nelle ultime ore è stata la questione legata alla legalità tecnica delle RB22. Dopo la squalifica della Red Bull di Isack Hadjar per un’irregolarità al fondo, molti si sono chiesti come Max Verstappen sia riuscito a mantenere la sua posizione in griglia.
Al termine delle sessioni di qualifica, i commissari tecnici della FIA hanno riscontrato un’anomalia sulla vettura di Isack Hadjar. Il fondo della sua monoposto sporgeva di due millimetri oltre le dimensioni consentite dal regolamento tecnico. Questa infrazione ha portato all’immediata esclusione di Hadjar dalle qualifiche, costringendolo a partire dal fondo della griglia. Trattandosi di componenti standardizzati all’interno del team, il sospetto che anche la vettura di Verstappen potesse essere irregolare è balzato subito all’attenzione di fan e addetti ai lavori.
A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto Laurent Mekies, team principal della scuderia. Mekies ha voluto spegnere sul nascere ogni teoria del complotto o ipotesi di “setup differenziati” voluti per proteggere il campione del mondo. “È molto semplice: l’auto è stata trovata più larga di due millimetri. Avremmo dovuto accorgercene prima durante i nostri controlli di routine. Non l’abbiamo fatto ed è doloroso, ma è un errore facile da correggere.”
Secondo Mekies, non si è trattato di una scelta strategica, bensì di un puro errore umano in fase di assemblaggio o verifica sulla vettura di Hadjar. La monoposto di Max Verstappen, pur montando lo stesso pacchetto di aggiornamenti, rientrava perfettamente nelle tolleranze previste dalla FIA, superando lo scrutinio senza problemi e riuscendo a disputare comunque una grande qualifica conclusa al secondo posto con la sua Red Bull e concludendo la gara al quinto posto.