© Ayrton Senna Web-site
Ayrton Senna, futuro mito della Formula 1 e del Motorsport, nasce il 21 marzo del 1960 a San Paolo del Brasile. Suo Padre, Milton Da Silva, era imprenditore e allevava bestiame. Sua madre, Neide Joanna Senna, ha origini italiane. La passione di Ayrton per i motori inizia già a 4 anni: a 8 aveva già un suo kart, con il quale si allenava costantemente. Nel 1973, a 13 anni, partecipa alla sua prima gara, che ovviamente vinse, alla guida di un “Parilla 100” e, lo stesso anno, conquista il campionato junior.
Nell’agosto del 1978, arriva in Italia, più precisamente a Rozzano, alla DAP dei Fratelli Parilla. Non parlava italiano, era molto educato e determinato. Passava le giornate a rodare i motori DAP sulla pista di San Pancrazio a Parma. Partecipò ai campionati mondiali di kart dal 1978 al 1982, ma non vinse mai il titolo.
Nel 1981 entra nel mondo della Formula Ford e si trasferisce a Norwich (Inghilterra), gareggiando con la scuderia Van Diemen, equipaggiata con motore Ford 125 cc, con cui conquista il primo podio il 15 marzo 1981. In Formula Ford afferma le sue capacità e su 20 gare, ne vince 12. L’anno successivo passa in Formula 2000, con sponsor ufficiale Banca BANERJ, in aggiunta ai soldi concessi dal padre tramite la stipula di un contratto, nel quale Ayrton si impegnava a restituite il denaro entro 5 anni.
In Formula 2000 domina, vincendo il campionato Britannico e quello Europeo, e il suo talento non passa inosservato, tanto da essere contattato da Ron Dennis per gareggiare in Formula 3000. Ma Ayrton rifiuta: vuole garanzie per un futuro passaggio in Formula 1 che Ron Dennis non gli concesse. Nel 1983 vince il campionato Britannico di Formula 3, e affronta i test per la Formula 1.
Il primo test fu con la Williams, poi la McLaren e la Brabham, ma solo la Toleman-Hart, che non era di certo competitiva, gli offre un contratto per la stagione 1984, che Ayrton accetta. Inizia così “l’era” Senna in Formula 1. Quell’anno per Ayrton fu di prova, voleva capire come si muoveva il mondo della Formula 1, conoscere i team e i suoi avversari. La svolta avviene con il GP di Monaco, il 3 giugno.
Partito dalla griglia in 13ma posizione, riesce ad arrivare dietro a Prost, che manteneva la prima posizione. Lo sorpassò al 13mo giro, portandosi in testa alla gara. Ma proprio in quel momento, la gara viene interrotta e la vittoria viene assegnata a chi era in testa il giro precedente, ovvero Prost. Senna arriva secondo, ma si fa conoscere per il suo talento e carattere.
Nel 1985 firma il contratto con la Lotus e arriva un nuovo sponsor, il BANCO NACIONAL, che lo accompagnerà fino alla fine della sua carriera, nel 1994 (l’anno successivo chiuderà per fallimento). La stagione 1985 va decisamente meglio, arrivano le prime soddisfazioni, e il 21 aprile, in Portogallo a Estoril, vince la sua prima gara, aggiudicandosi anche il Grand Chelem, riconoscimento per pole, giro veloce, in testa per tutta la gara e vittoria. Senna conclude il campionato con 2 vittorie e 7 pole position.
Come da contratto, resta in Lotus anche per la stagione 1986, senza però grandi risultati. Si aggiudica due vittorie (a Jerez e a Detroit) e 8 Pole. Per il 1987, Ayrton rinnova il contratto con la Lotus, che passa ai motori Honda, dando inizio al rapporto di fiducia reciproca, tra il pilota e il presidente Kawamoto, che si concluderà nel 1992. Nonostante i progetti innovativi sulla nuova monoposto, i risultati per questa stagione non furono di certo esaltanti. Senna si aggiudica una sola pole (a Imola) e vince due GP, Monaco e Detroit.
Il 1988 è l’anno della svolta decisiva per Ayrton, inizia la collaborazione con la McLaren che durerà fino al 1993. Vincerà tre titoli mondiali e darà vita, insieme a Prost, a un duello tra due fuoriclasse. Nel 1988 la McLaren segna la sua supremazia. Su 16 gare, Senna totalizza 12 Pole Position e 8 vittorie, 2 Pole e 7 vittorie per Prost, dando il titolo di Campione a Senna.
Una stagione costellata da trionfi, tranne nel GP di Monaco, che segnò in modo negativo la stagione di Ayrton. Dopo aver ottenuto una pole spettacolare, alla domenica in gara, dando un distacco impressionante di 49” a Prost, va a sbattere alla curva Portier, obbligandolo al ritiro. Spiega l’accaduto come “un calo di concentrazione”.
Il 1989 non è affatto semplice, le tensioni e colpi di scena causano incomprensioni all’interno del team. Prost non gli dà vita facile, e la rivalità tra i due arriva al punto di ignorarsi completamente per tutta la stagione. La faida inizia con il GP di Imola, per un sorpasso non concordato alla Tosa, e si conclude al GP di Suzuka, durante il quale Senna doveva per forza vincere per tenere aperto il campionato. Ma, invece ci fu un incidente tra i due piloti che portò Prost alla vittoria del titolo mondiale, alla squalifica di Senna, 100.000 dollari di multa e il conseguente ritiro della Superlicenza.
Questo episodio porta Ayrton a isolarsi in Brasile per tutto il periodo di pausa del campionato, meditando anche il ritiro dalle gare. Ma il 1990 comincia al meglio. Senna riottiene la Superlicenza solo dopo aver presentato una lettera di scuse alla FIA, e Prost passò alla Ferrari e venne rimpiazzato da Berger. Senna infila pole e vittorie, ma la Ferrari è molto competitiva, tanto che Prost riesce a totalizzare qualche vittoria e diversi piazzamenti.
Vedendo una Ferrari così competitiva, a luglio Senna si mette in trattativa, tramite Cesare Fiorio, per correre con la Ferrari per la stagione 1991/92. Ma ovviamente Prost si oppone, chiudendo l’opportunità a Senna. Si arriva a Suzuka e Prost deve per forza vincere per tenere aperto il campionato. Tutto fu la replica della stagione precedente, con l’impatto delle due vetture subito dopo lo start, che portò il titolo a Senna. Ma a fronte di ciò che successe nel 1989, nessuno prese provvedimenti.
Il 1991 porta a Senna il terzo e ultimo mondiale, conquistato anche grazie alla serenità che si respirava nel Team, complice Berger, che diventa, oltre che compagno di squadra, anche amico di Ayrton, facendo emergere la sua voglia di scherzare e divertirsi. La soddisfazione più grande avviene il 24 marzo al GP di Interlagos, nella sua San Paolo. Vittoria conquistata con determinazione e sacrificio, arrivando al traguardo con solo la sesta marcia.
La soddisfazione fu immensa, nonostante l’incredibile fatica. Tutta la sua famiglia era ai box ad attenderlo e per lui fu motivo di grande felicità. Riteneva la famiglia importante per la sua carriera e veniva prima di tutto il resto. La stagione continua con le Williams, che iniziano la loro ascesa, portando Senna a capire che sarebbero state le vetture da battere, contrariamente alle Ferrari, che subiscono un netto calo e faticano ad arrivare a podio.
Senna riesce ad aggiudicarsi diverse vittorie che lo porteranno di nuovo a Suzuka, alla conquista del titolo. Il Giappone diventa determinante in negativo per Prost che, definendo la Ferrari “un camion”, viene licenziato in tronco dalla scuderia, ritenendo la sua esternazione un’offesa per tutto il team. Con l’anno 1992, la supremazia delle Williams fu netta. Senna resta in McLaren per onorare l’impegno che prese con Kawamoto della Honda nel 1987 ma, stando alle parole del suo agente Julian Jacobi, ha tra le mani anche un contratto con la Williams, che viene stracciato. Si tratta di un anno di magra, Ayrton riesce a vincere solo 3 gare e Mansell diventa Campione del Mondo con 5 gare d’anticipo, record che rimane imbattuto fino al 2002.
La stagione 1993 è l’ultima in McLaren. A seguito di un deludente 1992, Ayrton si ritrova senza un contratto e, di conseguenza, senza una vettura. Dopo un anno di riposo, rientra Alain Prost ingaggiato dalla Williams Renault, con il veto assoluto su Senna come compagno di scuderia. Ayrton decide quindi di correre per la McLaren, equipaggiata con motore Ford ma senza contratto, ovvero a Gran Premio, pagato all’incirca un milione di dollari ciascuno, diventando il pilota più pagato. Il contratto viene poi regolato a Magny Cours. Nonostante la supremazia assoluta della Williams, con la quale Prost ottiene il quarto titolo mondiale, Ayrton riesce a intascarsi 5 vittorie.
Il GP del Brasile, conquistato per la seconda volta in carriera, il GP d’Europa a Donington Park, con il famosissimo “giro degli dei”, dove in un solo giro, da quinto passa in testa alla gara. Il GP di Monaco sarà ancora suo, portando a 6 le vittorie complessive su questo tracciato, che rimane a tutt’oggi record imbattuto, vince in Giappone a Suzuka, e infine si aggiudica il GP d’Australia, l’ultima sua vittoria.
Non male considerando che la McLaren era una vettura davvero mediocre. Passati gli attriti con Alain Prost, Ayrton fu felice di ritrovarlo in pista, tant’è che alla fine del GP d’Australia, Ayrton fece posto ad Alain sul gradino più alto del podio insieme a lui. Nessuno sapeva che qualche mese più tardi sarebbe accaduto il dramma che cambiò per sempre la Formula 1.
Per il 1994, Ayrton approda in Williams al posto di Alain Prost, ritiratosi definitivamente. La felicità di essere approdato nella scuderia più forte del campionato dura davvero poco. Da regolamento viene eliminata gran parte dell’elettronica, e l’auto risulta inguidabile e inaffidabile, senza aggiungere che l’abitacolo era molto più stretto e Ayrton fatica a guidarla. Nei primi due GP della stagione, è costretto al ritiro e con Schumacher in testa alla classifica, e una Benetton molto competitiva, Ayrton deve per forza trovare il punto di svolta al GP di Imola.
Chiede il massimo ai meccanici dei box, e in qualifica prende la pole. Ma durante le qualifiche del sabato, perde la vita Roland Ratzenberger, pilota della Simtek, a causa di un brutto incidente alla curva Villeneuve. Tutti i piloti sono in crisi, Senna sopra a tutti, che medita di non partecipare alla gara. Ma dopo una notte di riflessioni, alla domenica si presenta in prima fila per lo start. La tragedia avviene al settimo giro quando, a causa della rottura dello sterzo, impatta alla curva del Tamburello, perdendo la vita per i traumi subiti. La gara continua con la vittoria di Schumacher. È un weekend tremendo, indimenticabile, che scuote il mondo del motorsport, in un’epoca dove si pensava di aver raggiunto la massima sicurezza in pista.
Nonostante siano passati 35 anni, ancora oggi molti si ricordano cosa stavano facendo quel primo maggio. Ayrton nel privato era un uomo sensibile, altruista e molto generoso e il suo sogno era quello di aiutare concretamente bambini e adolescenti brasiliani, dando loro un’istruzione. A novembre del 1994, nacque la “FONDAZIONE AYRTON SENNA”, associazione senza scopo di lucro dedicata proprio all’istruzione della popolazione più povera. Il sogno di Ayrton fu portato alla realtà dalla sorella Viviane che, ad oggi, ha contribuito a istruire milioni di bambini.
-Sara Caprotti –