© Aston Martin on Instagram
Secondo le ultime indiscrezioni, l’Aston Martin di Lawrence Stroll non sarà presente in pista per i test a Barcellona almeno fino a mercoledì, o addirittura giovedì, compromettendo così il pieno utilizzo dei tre giorni disponibili per testare la nuova AMR26. Questo ritardo potrebbe dipendere da problemi di sviluppo e assemblaggio della monoposto, simili a quelli che hanno colpito altri team come la Williams nelle scorse settimane. I test a Barcellona si svolgono dietro porte chiuse e rappresentano la prima occasione per vedere in azione le monoposto 2026 in configurazione pista. Ogni team ha a disposizione un massimo di tre giorni di test su un totale di cinque giornate.
A differenza di Aston Martin , Mercedes, Audi, Alpine, Haas, Cadillac, Racing Bulls e Red Bull sono già in pista sin dalla prima giornata. Mentre altre squadre come McLaren e Ferrari hanno deciso di iniziare la loro attività solo dalla seconda per motivi strategici legati allo sviluppo. Saltare i primi giorni di test può avere impatti diversi sulla stagione. Meno dati raccolti in condizioni reali di pista, con potenziale svantaggio nella messa a punto iniziale. Maggiore pressione sulle giornate rimanenti di test, con pochi margini per errori o imprevisti e possibile necessità di sfruttare le sessioni ufficiali in Bahrain (11–13 e 18–20 febbraio) per recuperare terreno.
La decisione di Aston Martin non è isolata. In un contesto in cui le regole 2026 hanno stravolto la progettazione delle monoposto, molte squadre stanno affrontando sfide comuni nell’allineare sviluppi tecnici con i tempi dei test. Per gli appassionati di Formula 1, questa situazione aggiunge un elemento di suspense in vista dell’inizio ufficiale della stagione. Molte, però, restano le incognite sulle prestazioni delle nuove vetture. Un qualcosa che potrebbe creare delle conseguenze per il prossimo campionato visto il nuovo regolamento. Delle problematiche che, di certo, non creeranno benefici per il team in cui guidano Alonso e Stroll.
Di Cipriano Cecoro