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La nuova AMR26 è una delle monoposto più attese dell’anno. La prima vettura progettata da Adrian Newey per Aston Martin promette di essere estremamente aggressiva dal punto di vista aerodinamico. Tuttavia queste soluzioni estreme hanno posto una sfida aggiuntiva alla power unit Honda. Durante la prima giornata di test, i tecnici hanno infatti rilevato un’anomalia nei dati provenienti dalla power unit, che ha costretto Aston Martin a sostituirla nel corso della sessione.
Il programma di test ha subito rallentamenti, con solo 36 giri completati da Lance Stroll nella prima giornata. Per affrontare la criticità emersa, Aston Martin ha deciso di aprire ulteriori prese d’aria. L’obiettivo è semplice in casa Aston Martin, migliorare il flusso di aria verso la power unit, permettendo così una migliore dissipazione del calore e protezione da eventuali surriscaldamenti. Queste modifiche sono visibili soprattutto nella zona dei sidepod laterali. Interventi che migliorano il raffreddamento, ma possono penalizzare l’aerodinamica.
Per i motoristi giapponesi questa è la prima stagione come works partner del team di Lawrence Stroll. Un vero e proprio nuovo capitolo in Formula 1 per la casa giapponese. La RA626H è stata sviluppata per le nuove normative tecniche, con un equilibrio tra motore termico e componente ibrida e senza MGU-H. Puntando a efficienza e performance.
Il fatto che Aston Martin sia dovuto intervenire con più aperture di raffreddamento è un segnale chiaro. La nuova AMR26 spinge al limite le soluzioni aerodinamiche ma, allo stesso tempo, deve tenere conto della gestione termica della power unit Honda. Un equilibrio che sarà cruciale nei prossimi test e nelle prime gare stagionali, con la squadra che punta ad accumulare chilometri e dati utili per migliorare passo dopo passo.
Cipriano Cecoro