fbpx
1990-1999Formula 1On this day

Silverstone ’91: Mansell vince e dà un passaggio a Senna

Il Leone inglese conquista la folla di casa, in una gara dalle mille polemiche. I rivali, intanto, perdono fiducia

Silverstone: ovvero, come di consueto, giro di boa del campionato. È la seconda tappa della “remuntada” iridata di Nigel Mansell su Ayrton Senna, per il quale quel luglio del 1991 si trasformerà in una via crucis. Lo dicono i numeri: nella trasferta Francia-Inghilterra-Germania, il vantaggio del brasiliano su Mansell passerà da 25 a 8 punti… Intanto, le avvisaglie che la macchina da battere è la Williams arrivano, come di consueto, già al sabato. Pole di Mansell, che prende tutti in contropiede. In particolare il compagno Riccardo Patrese, terzo in griglia e staccato di oltre un secondo: “Giù il cappello per Nigel – confessa il padovano – Nei test qui a Silverstone ero stato il migliore, in 1’21″7, mentre Nigel si era piantato a 1’22″2. Stavolta lui è sceso a 1’20″9 e io mi sono fermato a 1’22″1″.

In mezzo a loro l’asso brasiliano Senna, sempre più preoccupato dalla forza della Williams. C’è spazio anche per la Ferrari, che si prende tutta la terza fila con Alain Prost (quinto) in vena di polemica. Nel suo mirino c’è il fornitore di benzina Agip: “Gli altri fanno passi avanti con la benzina, noi rimaniamo fermi…”. E tiè.

TRIPUDIO INGLESE A SILVERSTONE ’91

La domenica va in scena quanto si auguravano i tifosi inglesi, sul rinnovato tracciato di Silverstone che, con qualche chicane in più, passa ad avere 14 curve e medie sul giro più contenute. Dominio di Mansell, dunque, in una corsa che non ha molto da raccontare sul piano agonistico. Nigel non suda nemmeno troppo: unico contrattempo, la partenza, dove viene bruciato dallo scatto d’orgoglio di Senna. Ma dopo poche curve il Leone britannico rimette le cose a posto e chi lo vede più…

Dietro a tenere banco sono più veleni che altro. Partiamo dalla querelle Patrese-Berger, con quest’ultimo che alla prima curva spinge fuori la Williams del padovano. Incassando gli strali dello stesso Patrese e della stampa italiana (Cristiano Chiavegato, su “La stampa”, definisce il pilota austriaco un “recidivo che ha buttato fuori impunemente mezza F1”: niente male…). E poi Alesi: magagne anche per lui. Il francese finisce speronato da un contatto con Aguri Suzuki, multato di 10 mila dollari.

FAIR PLAY MANSELL

Il resto sono solo recriminazioni sulle rispettive auto, tanto che l’unico a gioire è Mansell. Il quale nel giro d’onore si ferma per dare un passaggio a Senna, cui è finito il carburante mentre si stava avviando al secondo posto. Una scena bellissima, carica di valori sportivi: il vincitore che sotterra l’ascia da guerra e riporta il rivale rimasto a piedi verso il box. Una immagine iconica entrata nel repertorio della Formula 1 moderna, ed è un peccato che attualmente, di scene così, non se ne siano più viste. L’ultima fu a Singapore nel 2013, quando Mark Webber saltò sulla Ferrari di Fernando Alonso, che lo riaccompagnò ai box. Morale: l’australiano fu ammonito e multato pesantemente dai commissari. Peccato…

Tornando ad Ayrton, il brasiliano sarà classificato quarto, raccogliendo tre punti in luogo dei sei che gli sarebbero spettati in caso di piazzamento d’onore. Ebbene, se Mansell definirà quel 14 luglio 1991 “il giorno più bello della mia vita, in una gara in cui sono quasi svenuto dalla fatica”, per Senna e Prost c’è solo da recriminare.

AYRTON E ALAIN: IL PIATTO PIANGE

Il brasiliano mantiene la testa iridata, ma è disilluso dal potenziale della Honda, che pure, a Silverstone ’91, gli aveva messo a disposizione due tipologie di motore. “La vedo nera per il campionato – è la sua tesi – Direi quasi che è perduto. Ho ancora un bel vantaggio, ma in queste condizioni c’è da essere pessimisti. Il motore va malissimo e dovremo ancora soffrire”. Parole dure, cui corrisponderà una realtà ben diversa. D’accordo, Ayrton non avrà più vita facile, ma per lui in quel 1991 altre vittorie fioccheranno. Insieme alla corona iridata.

Polemico anche Prost, promosso al terzo posto, con Berger secondo, proprio grazie al forfait finale di Senna. Ma Alain vede solo problemi: “A serbatoio pieno va abbastanza bene ma, quando si svuota, la situazione diventa disastrosa. Il podio è un regalo, senza lo stop di Senna sarei stato quarto. È difficile fare progressi, perché anche gli altri non stanno fermi” è la sua disamina. La storia gli darà ragione: a Maranello l’attesa per una nuova vittoria si interromperà solo nel luglio del 1994, quando Berger porterà la Rossa sul trono del GP di Germania. Forse Prost, fine pilota analitico, in quel 1991 già lo presagiva…

SILVERSTONE ’91: LA CLASSIFICA

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 5 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Williams 01:27:35.479 59
1
10
2 2 Austria Gerhard Berger
United Kingdom McLaren 01:28:17.772 59
4
6
3 27 France Alain Prost
Italy Ferrari 01:28:35.629 59
5
4
4 1 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Out of Fuel 58
2
3
5 20 Brazil Nelson Piquet
Italy Benetton +1 lap 58
8
2
6 32 France Bertrand Gachot
Ireland Jordan +1 lap 58
17
1
7 4 Italy Stefano Modena
United Kingdom Tyrrell +1 lap 58
10
0
8 3 Japan Satoru Nakajima
United Kingdom Tyrrell +1 lap 58
15
0
9 23 Italy Pierluigi Martini
Italy Minardi +1 lap 58
23
0
10 21 Italy Emanuele Pirro
Italy Dallara +2 laps 57
18
0
11 24 Italy Gianni Morbidelli
Italy Minardi +2 laps 57
20
0
12 11 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom Lotus +2 laps 57
25
0
13 22 Finland Jyrki Järvilehto
Italy Dallara +3 laps 56
11
0
14 12 United Kingdom Johnny Herbert
United Kingdom Lotus Oil Pressure 55
24
0
RIT 8 United Kingdom Mark Blundell
United Kingdom Brabham Engine 52
12
0
RIT 33 Italy Andrea de Cesaris
Ireland Jordan Spun Off 41
13
0
RIT 28 France Jean Alesi
Italy Ferrari Collision 31
6
0
RIT 30 Japan Aguri Suzuki
United Kingdom Lola Collision 29
22
0
RIT 25 Belgium Thierry Boutsen
France Ligier Engine 29
19
0
RIT 7 United Kingdom Martin Brundle
United Kingdom Brabham Throttle 28
14
0
RIT 9 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Footwork Transmission 25
26
0
RIT 15 Brazil Maurício Gugelmin
United Kingdom Leyton House Chassis 24
9
0
RIT 19 Brazil Roberto Moreno
Italy Benetton Gearbox 21
7
0
RIT 29 France Éric Bernard
United Kingdom Lola Transmission 21
21
0
RIT 16 Italy Ivan Capelli
United Kingdom Leyton House Spun Off 16
16
0
RIT 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams Collision 1
3
0
DNQ 26 France Érik Comas
France Ligier No Time 0

0
DNQ 10 Sweden Stefan Johansson
United Kingdom Footwork No Time 0

0
DNQ 18 Italy Fabrizio Barbazza
France AGS No Time 0

0
DNQ 17 Italy Gabriele Tarquini
France AGS No Time 0

0
DNPQ 14 France Olivier Grouillard
Italy Fondmetal No Time 0

0
DNPQ 34 Italy Nicola Larini
Italy Lambo No Time 0

0
DNPQ 35 Belgium Eric van de Poele
Italy Lambo No Time 0

0
DNPQ 31 Portugal Pedro Chaves
Italy Coloni No Time 0

0

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

Altri articoli interessanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.