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1960-19691970-1979On this day

Monza: teatro delle tragedie di Rindt e Von Trips

La Monza degli anni ’60 era un’arena votata al rischio. Il Circus che vi sbarcava a settembre portava con sè l’incertezza di terminare il fine settimana con le line-up dei piloti ancora complete. Ogni anno la pista era tabula rasa, pronta a far andare in scena trame nuove scritte dalla sorte, che nel caso di Jochen Rindt e Wolfgang Von Trips si rese manifesta nella sua forma più ironica e aspra.

Rindt nel 1970 arrivò in Italia in testa al Mondiale con l’obiettivo di consolidare il primo posto, proprio come Von Trips, la sua fonte di ispirazione, che nove anni prima proprio a Monza era stato protagonista di uno degli incidenti più tragici e spettacolari nella storia della F1. Era nobile e veniva soprannominato “Count Von Crash” per essere sopravvissuto a numerosi incidenti mortali, ma quello del 1961 sul rettilineo prima della Parabolica fu fatale.

Wolfgang von Trips l'incidente di Monza 1961
Wolfgang von Trips l’incidente di Monza 1961 – Keystone/Getty Images

Nel duello con Jim Clark, la sua Ferrari entrò in collisione con la Lotus dello scozzese e decollò roteando su se stessa. Allora il circuito di Monza non presentava le protezioni adeguate per separare la pista dal pubblico: un doppio reticolato metallico non era sufficiente. La vettura andò a sbattere contro la rete, mietendo 15 persone, per poi rimbalzare in pista e generare una reazione a catena con altre monoposto. Il pilota, sbalzato fuori dall’abitacolo per l’impatto, aveva compreso la gravità della situazione e nel corso dell’incidente aveva cercato di divincolarsi e uscire dalla vettura, altro che Halo! Catapultarsi fuori non avrebbe risolto nulla nel bel mezzo della rotazione di una vettura a 160 km/h ma nemmeno i sistemi di cui si parla ora avrebbero arrecato vantaggio, anzi. Del resto la sicurezza non rientrava tra le priorità. Non si percepì subito la gravità dell’incidente e la gara venne fatta proseguire. “The show must go on”.

Jochen Rindt incidente Monza 1970
Jochen Rindt incidente Monza 1970 © the-fastlane.co.uk

Il tedesco voleva essere campione, ma a Monza perse la leadership del titolo, cosa che non accadde invece a Jochen Rindt. Neanche la morte riuscì a strappargli il Mondiale e fu l’unico pilota nella storia della F1 a laurearsi campione del mondo postumo. Non completò le qualifiche e il botto funesto della sua Lotus 72 avvenne pochi metri dopo quello del Conte. La vettura era instabile per la rottura dell’alberino di supporto di un disco freno, eccessivamente sollecitato a causa della configurazione scarica utilizzata per ottenere maggiore performance a Monza.  Ad aggravare l’impatto, lo scontro con il guard-rail, sotto il quale c’era una buca probabilmente scavata dai tifosi e nella quale si infilò lo pneumatico sinistro. Ciò generò una rotazione rapida, durante la quale si ruppe anche il piantone dello sterzo, che colpì Rindt allo sterno. La scocca fragile lasciò esposti gli arti inferiori, fratturati, e le cinture non ressero per la decelerazione.

Si può dire che sia stato un incidente figlio del suo tempo e che il luogo del delitto abbia legato i destini di due piloti così uguali ma al contempo così diversi, i quali contribuirono a costituire il valore storico che Monza continua a custodire.

Redazione

La storia della Formula 1, raccontata quotidianamente, per non dimenticare i piloti e le gare che hanno reso celebre questo sport.

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