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Mike Hailwood: dalle moto alla Formula 1

"Mike the bike" così soprannominato per l'innata predisposizione di guida in moto

Stanley Micheal Hailey Hailwood nacque a Great Milton il 2 aprile del 1940.

Mike the Bike“, questo era il soprannome che fu dato al pilota 9 volte campione del mondo considerato tra i più grandi di tutti i tempi. Figlio di commercianti di motociclette, Mike imparò a guidare nel campo di famiglia. Dopo gli studi trovò lavoro alla Triumph Motorcycles, si sposò con l’attrice e modella Pauline Barbara Nash, l’11 giugno del 1975, con la quale ebbe due figli.

LA CARRIERA MOTOCICLISTICA

Il 22 Aprile 1957 a soli 17 anni Hailwood si presentò in griglia di partenza con una Mv Agusta 125 Monoalbero Corsa, quella gara terminò con un piazzamento più che soddisfacente appena fuori dalla top ten, Mike the Bike iniziò a farsi notare. Si arrivò velocemente al 1959 al campionato mondiale di velocità per motociclisti. Nella prima gara del campionato classe 125cc fu Carlo Ubbiali a vincere, alla guida di una Mv Agusta seguito da Tarquinio Provini su Mv Agusta e al terzo posto Mike Hailwood su Ducati. Nello stesso anno concluse al quarto posto nel TT, nel Gran Premio di Germania, Olanda, terzo in Svezia ottavo in casa; nella stessa stagione subì due ritiri in Italia e in Belgio. Nel campionato costruttori Ducati quell’anno arrivò solo terza. Dal 1958 al 1967 guidò in sella a diversi modelli di varia cilindrata; nella classe 250cc partì con una NSU, per poi passare ad una FB Mondial, a una Ducati, poi Honda, Benelli e MZ. Nella classe 350cc iniziò con la Norton per poi passare alla Ducati e infine alla Mv Agusta. Dal 1962 si legò al marchio varesino e diventando per 4 volte consecutive campione del mondo nella classe 500cc.

HAILWOOD VS AGOSTINI LA SFIDA PIU’ BELLA DEL TT

La stagione 1967 iniziò alla grande per Giacomo Agostini che vinse la prima gara del mondiale 500 cc. Il 12 Giugno partecipò, all’Isola di Man, al TT (Tourist Trophy) il secondo appuntamento più importante nel calendario motociclistico di 10 gare. Il tutto iniziò sin dalle prove dove Agostini a bordo della Mv Agusta fece capire di esser intenzionato vincere in casa del suo più grande rivale, Hailwood in sella a una Honda. Dopo 30 secondi, come da programma, partì Agostini che da subito si mise a tirare, sapendo che quel giorno non era il favorito. Da subito, però, le cose andarono in maniera particolare.
Mike, che aveva una moto, messa a punto alla perfezione, sapeva di essere veloce. Ciò nonostante a Ballaugh Bridge il distacco fra i due top rider era sceso a 23 secondi, Ago riuscì, in qualche modo a rosicchiare 7 secondi in pochi chilometri. Al Mountain l’aggiornamento scese a 19 secondi di distacco. Nemmeno un giro e i secondo diventarono 11.
Al termine del giro Mike face segnare il giro più veloce di sempre sullo Snaefell, e dunque anche il suo personale record con partenza da fermo. Record poi battuto dall’italiano, che però nel secondo giro si face raggiungere in testa a causa di un errore di guida; così Hailwood si ritrovò di nuovo al comando.

L’ETERNO RIVALE, DUELLI INFIAMMATI, UNA AMICIZIA VERA

Quella gara la vinse Mike the Bike, specialista del Senior TT. Sul podio Hailwood non fu troppo felice, l’italiano restò ai piedi del podio ad osservare la cerimonia, osservando il suo rivale un po’ a corto di morale nonostante la vittoria. “Nel 1967, al TT dell’isola di Man, fummo protagonisti io ed Hailwood di un duello strepitoso. Vincere a casa di Mike, perchè il TT era casa di Mike, era un qualcosa di impensabile. Arrivai all’ultimo giro, alla montagna, la parte finale del circuito, con 8 secondi di vantaggio su Mike, che aveva perso tempo in un rifornimento poco fortunato. Pensavo dentro di me “è fatta”, ma poco dopo la catena della mia moto si ruppe e Mike vinse quell’edizione del TT – Spiegò Agostini ad un giornalista molti anni dopo –  Ero a pezzi psicologicamente, avevo lottato tra muretti e pali della luce a 250km/h contro l’avversario più duro della mia intera carriera per 2 ore di fila e mi dovetti ritirare per la rottura della catena. Lui salì sul podio, ma era giù di morale. Scese e mi disse: “andiamo a festeggiare insieme, perchè il vero vincitore oggi sei tu”.

MIKE THE BIKE E L’AUTOMOBILISMO

Il britannico non era soddisfatto della splendida carriera motociclistica. In quei anni si potava guidare qualunque categoria di moto e gareggiare in auto. L’inglese non perse l’occasione per tentare di conquistare un buon bottino anche in auto. Dal 1963 al 1974 guidò per Lotus, Surtees e McLaren. Risultati non troppo soddisfacenti e sempre giù dal podio. Solo a Monza nel 1972 ottenne un secondo posto.

Il momento probabilmente più significativo della sua carriera automobilistica fu legato ad un incidente: nel corso del Gran Premio del Sud Africa 1973, entrò in collisione con Clay Regazzoni, con le due vetture che finirono fuori pista, incendiandosi. Mentre Hailwood riuscì ad uscire dalla sua monoposto, Regazzoni rimase all’interno della propria, svenuto e bloccato dalle cinture. Il pilota inglese, tornò tra i rottami incendiati per liberare il collega dalle cinture di sicurezza e portandolo al sicuro fuori dalla vettura. Per il coraggio dimostrato, gli venne attribuita la medaglia di Re Giorgio, la seconda più importante decorazione al valore civile del Regno Unito e del Commonwealth.

Hailwood, perse la vista il 23 marzo 1981, al Birmingham Accident Hospital, in un incidente stradale che coinvolse tutta la sua famiglia. Fu sepolto con la figlia, Michelle nel cimitero parrocchiale di Santa Maria Maddalena a Tanworth-in-Arden, nel Warwickshire.

mike hailwood 1974
© McLaren Racing Ltd.

Eric Bana sarà Mike Hailwood nel suo film dedicato al leggendario pilota motociclistico di tutti i tempi. “Siamo davvero felici che Mike sarà interpretato da Eric Bana, un attore che è pilota in prima persona e che possiede un’immensa passione e conoscenza dell’automobilismo e della carriera di Mike.” –  spiega Pauline Hailowood a mondo fox. Insomma non ci resta che aspettare che questo progetto finisca per avere la data di uscita per rivivere alcuni dei momenti più belli del pilota.

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