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Jean Todt: dalla passione al successo

Oggi spegne 75 candeline Jean Todt, presidente della FIA, nonché una delle figure più celebri del Motorsport internazionale

Grazie alla sua dedizione e sagacità, non solo è riuscito a portare nuovamente la Ferrari sul tetto del mondo dopo anni turbolenti, ma anche a rendere lo sport che tanto amiamo, più sicuro.

I suoi primi passi

Nato a Pierrefort, in Francia, nel 1946, figlio di Emmanuel, medico ebreo di origini polacca, e di Hilda, casalinga di origini algerine, è da sempre molto riservato sulla sua vita privata.

Nelle poche interviste concesse durante la sua lunga e diversificata carriera, ha sempre sottolineato come la passione per le quattro ruote fosse scaturita in lui spontaneamente e divenne, con il passare del tempo, viscerale.

Con suo grande dispiacere, la sua attrazione per le automobili non venne mai compresa fino in fondo dal padre che concepiva l’auto solo come mezzo di trasporto per far visita ai pazienti malati.

Lui, invece, quando aveva un po’ di tempo libero al pomeriggio, con gli amici si divertiva ad aggiustare motori nel garage Madeleine ad Asnières e seguiva con interesse le corse del suo idolo Jim Clark.

Terminato il liceo, entrò nella prestigiosa EDC, scuola di economia, commercio e marketing a Parigi dove conseguì il diploma.

Da co-pilota di rally a dirigente sportivo della Peugeot

Il primo capitolo della sua lunga carriera in ambito automobilistico comincia nel 1966 quando inizia come co- pilota nei rally e partecipa al Campionato del Mondo.

Anche se le sue doti di gran calcolatore e stratega ne fecero un ottimo navigatore, molto presto lascia il suo ruolo per dedicarsi alla gestione della Talbot, filiale della Peugeot.

Dal 1975 al 1981 è stato rappresentante dei piloti nella commissione rally della FISA.

Nel 1981 è il co- pilota di Guy Fréquelin con il quale viene incoronato Vice-campione del mondo di piloti di rally e Campione del mondo costruttori.

Raggiunto questo traguardo si ritira dall’incarico di co-pilota e gli viene assegnata la carica di dirigente sportivo della Peugeot in un periodo di forte crisi finanziaria e d’immagine della società.

Lì mette a disposizione il suo talento di rigoroso organizzatore e permette al club di risorgere dalle ceneri grazie a progetti innovativi come la creazione della Peugeot Sport e delle Peugeot Turbo.

Nel 1984 Peugeot fa ritorno al campionato del mondo rally e nel 1985 e a 1986 la Peugeot 205 turbo 16 gruppo B ottiene il titolo mondiale pilota e Costruttori.

Dopo tre anni, Todt orienta le sue Turbo 16 verso i raid in particolare il rally Parigi-Dakar che vince 4 volte dal 1987 al 1990.

Nel 1992 vince la 24 ore di Le Mans con la Peugeot 905, impresa che replica anche l’anno successivo.

Direttore della Scuderia Ferrari

Nel 1993, Luca di Montezemolo, nuovo presidente della Ferrari, lo recluta come direttore della Scuderia Ferrari.

I contatti tra i due vennero mantenuti segreti agli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori, al punto tale che il suo primo contatta vero e proprio con la Scuderia avvenne al suo debutto il 1º luglio al Gran Premio di Francia di Magny-Cours.

Todt si presentò nelle vesti di direttore generale della Scuderia Ferrari con al seguito una squadra di quattrocento tecnici e solamente il lunedì successivo alla gara si presenterò ufficialmente a Maranello dove gli venne mostrato il suo ufficio.

Todt divenne così il primo straniero alla guida della Scuderia nella storia del marchio.

Il suo compito era quello di riportare la Scuderia italiana al prestigio del passato, cercando di sedare le lotte politiche interne che da tempo ne minavano la tranquillità.

Todt dichiarerà negli anni successivi che, nonostante la Ferrari fosse nella sua personale opinione “Speciale” e la vera e unica “Icona del motorsport”, quella in cui versava non era certo una situazione rosea, ma che lui affrontò la sfida di buon grado.

Lo stesso Prost gli disse all’epoca che non sarebbe rimasto al Cavallino per più di due anni.

Nel 1994, un anno appena dopo l’inizio della sfida, Gerhard Berger vince il Gran Premio di Germania (primo successo della Rossa dopo 4 anni) ma la Benetton-Ford di Michael Schumacher e le Williams-Renault di Ayrton Senna, Damon Hill e Nigel Mansell dominarono di gran lunga il campionato.

Al termine della stagione 1995, Jean Todt ingaggia il doppio campione del mondo tedesco Michael Schumacher, considerato il pilota più talentuoso della sua generazione. Michael accetta di unirsi alla sfida di Jean Todt con il quale stringe una profonda amicizia.

Nel 1996, Schumacher ottiene tre vittorie, di cui due consecutive al Gran Premio del Belgio e al Gran Premio d’Italia.

Nel 1997, la Ferrari manca per pochi punti il titolo mondiale piloti durante le ultime gare della stagione e anche nel 1998 l’epilogo è simile

Il 1999 è un anno di svolta per la Rossa capitanata da Todt: la Ferrari F399 si aggiudica il Campionato Costruttori dopo un digiuno di quasi vent’anni.

Da qui i successi per la scuderia di Maranello non fecero che aumentare.

Nel 2000, Jean Todt riportò la Ferrari alla conquista del titolo mondiale piloti in Formula 1.

Sotto la sua direzione la Ferrari conquistò 5 titoli mondiali consecutivi con Schumacher 6 titoli mondiali costruttori. Ad allora un tale successo non si era mai visto in tutta la storia della Formula Uno.

Da direttore amministrativo della Ferrari a Presidente della Fédération Internationale de l’Automobile

Il 1º giugno 2004, Jean Todt, oltre al suo incarico di direttore della Scuderia Ferrari, viene nominato direttore generale della Ferrari.

michael schumacher e jean todt monaco 2006
© Ferrari

Nell’ottobre del 2006, dopo il ritiro di Schumacher, diviene amministratore delegato della Scuderia Ferrari fino al 2008.

Nel marzo 2009 cessa ogni incarico per accettare il ruolo di presidente della “Fédération Internationale de l’Automobile” (FIA), ruolo che ricopre tuttora.

Nel 2011, Jean Todt riceve la nomina di “Grand Croix de la Légion d’Honneur”, la più alta onorificenza della Repubblica francese. È presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Suu, un’organizzazione umanitaria dedicata alla promozione della salute e dell’istruzione del popolo del Myanmar fondata dal premio Nobel per la pace Aung San Suu Ky’.

jean todt FIA
© FIA

Nel 2015 venne designato come inviato speciale per la sicurezza stradale dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Ha un figlio, Nicolas, procuratore sportivo e da anni è legato all’attrice e produttrice coreana Michelle Yeoh.

Dando un breve sguardo al prossimo futuro, Todt terminerà il suo incarico di presidente della FIA nel 2021 dato che lo statuto della Federazione impone ad ogni presidente un ciclo di quattro mandati (e lui ne ha già completati tre).

Non sappiamo cosa gli riserverà il futuro, ma di una cosa possiamo essere certi: una personalità come la sua affronterà sicuramente nuove e avvincenti sfide.

Alessia Gastaldi

Mi chiamo Alessia, ho 25 anni e frequento la facoltà di giurisprudenza all’università Statale di Milano. Innamorata dei motori da quando sono bambina, sogno di diventare una giornalista sportiva, per raccontare le storie dei protagonisti che hanno scritto e scriveranno la storia del motorsport.

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