12 Ore di Reims1940-194924 ore di Le MansBiografieFormula 1On this day

Jackie Oliver la forza di non arrendersi mai

Il britannico è stato un pilota che non ha mai ottenuto nulla in F1 ma vinse una delle gare più importanti nell'endurance; la 24H di Le Mans

Jackie Oliver nasce a Romford nel 1942 diventerà un pilota di F1 nel 1967 e con Jackie Ickx vincerà la 24h di Le Mans la gara più importante nel mondo Endurance

L’inglese nasce nel periodo storico più brutto per via della seconda guerra mondiale. Come tutti i bambini nati in quel periodo la vita non è facile ma se insegui un sogno, questo, può aiutarti a farti stare bene ed a convincerti che tutto è possibile. Jackie Oliver ne è stato un esempio. Per quanto in F1 abbia raccolto molto poco come pilota, l’inglese ci ha regalato la gioia di vedere la macchia arancione Arrows. Facciamo un tuffo nel passato e scopriamo insieme chi era il compagno di squadra di Jackie Ickx.

I primi passi nel motor sport

Jackie Oliver inizia a gareggiare nei primi anni 60. Il campionato amatoriale Mini – campionato mono marca della neo nata azienda inglese – qui ottenne scarsi risultati, più che sufficienti per fare esperienza. Dalle Mini ai campionati GT e velocemente alla Formula 3. Un tempo il motor sport era molto generoso con i piloti e Oliver ne approfittò per scalare velocemente la montagna delle monoposto. Il 1966 per lui è un anno fortunato, di certo non in pista, ma nella vita; per quanto i risultati nel campionato non fossero eccellenti ebbe un ingaggio nel 1967 molto importante: Colin Chapman lo chiama per la Formula 2 alla guida di una delle sue Lotus.

Non si lascia scappare l’occasione della vita e ne approfitta. Lo stesso anno parteciperà ad una gara in F1, la settima tappa in calendario, quell’anno, era sul leggendario Nürburgring. Alla guida di una vettura nettamente inferiore, Jackie Oliver fece del suo meglio. La vittoria andò Jim Clark su Lotus-Ford seguito Denny Hulme su Brabham-Repco e Jackie Stewart, Oliver invece trionfa nella sua categoria.

Gli anni successivi sono fatti di alti e bassi ma l’inglese non si arrende e riesce a dimostrarsi un pilota valido

Jackie Oliver 1969 24 ore di le mansIl 1968 viene ricordato da tutti gli appassionati per la scomparsa di Jim Clark. Ma quell’anno per Oliver fu un’occasione ghiotta; venne chiamato per sostituire il collega deceduto. A Spa ottiene un quinto posto, in Messico riesce a conquistare la terza piazza. Non si troverà mai a suo agio con quella vettura e nel 1969 la Lotus lo lasciò a piedi. Jackie Oliver trovò subito un sedile in BRM ma la vettura non era all’altezza delle aspettative, scarsa affidabilità e vettura obsoleta Oliver fa del suo meglio e riuscirà nell’impresa di portare a casa un solo punto nel gran premio del Messico, ultima gara della stagione. Quell’anno il campione Jackie Ickx propone una partecipazione alla 24h di Le Mans: Scelta eccellente del belga! Nella stessa stagione vincerà la 24 ore di Le Mans e la 12 Ore di Sebring al volante di una Ford GT40 di John Wyer, in entrambe le occasioni in equipaggio con Jacky Ickx.

Visti i risultati in endurance decide di dedicarsi interamente a questo campionato. Anche nel 1970 il pilota britannico continuò nell’endurance. In F1 conquisterà solamente un quinto posto nel Gran Premio d’Austria, ma trionferà nella 24 Ore di Daytona e la 1000 km di Monza in coppia con Pedro Rodríguez. Ottenne inoltre tre secondi posti nel Campionato CanAm, nel quale aveva debuttato l’anno precedente, chiudendo la stagione al quinto posto in classifica assoluta.

Nel 1971 fu un tris di avventure: tre Gran Premi di Formula 1 con la McLaren,  CanAm con il team Shadow e 24 Ore di Le Mans con la Porsche 917K

jackie oliver gp olanda 1968
© ANEFO

Nel 1972 Oliver si dedicò a tempo pieno alla CanAm, chiudendo in ottava posizione in classifica generale; il pilota britannico prese parte anche alla Gran Premio disputato sul circuito di Brands Hatch di Formula 1 al volante di una BRM, ma non vedrà la bandiera a scacchi a causa di un guasto tecnico.

Nel 1973 Don Nichols decise di debuttare con la propria scuderia in Formula 1, e chiamo l’inglese come alfiere da affiancare a George Follmer come piloti. La stagione fu piuttosto difficile, ma nella penultima gara, il rocambolesco Gran Premio del Canada, il pilota britannico giunse al traguardo in terza posizione, conquistando il suo secondo podio in carriera. Gli anni passano e Jackie Oliver intensificò sempre di più il legame con la Shadow, prendendo parte a diversi campionati, fedele porta colori della scuderia diventerà parte integrante del team entrando a far parte del management della squadra. Nel 1974 riuscirà a conquistare il campionato CanAm, si dedicò per tre stagioni alla Formula 5000 per poi decidere di appendere il casco al chiodo. Abbandonata la carriera da pilota insieme ad un gruppo di collaboratori fondò la Arrows. Dal 1977 al 1999 si dedicò a questo progetto senza però ottenere una vittoria.

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