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Haug: “Volevamo portare Schumacher in McLaren”

Sul finire degli anni ’90 la lotta al titolo iridato è stata egemonizzata dalle figure di Michael Schumacher e Mika Hakkinen, simboli di due team storici e tra loro sempre in competizione, Ferrari e McLaren. Una rivalità pura e genuina, consumata con ferocia sul piano sportivo, ma con grande rispetto reciproco, dentro e fuori la pista.

Ad oltre 20 anni di distanza da quel duello, curiosamente, è emerso un retroscena estremamente interessante. Secondo Norbert Haug, numero uno della Mercedes in quel periodo, la McLaren sarebbe stata vicina a portare il tedesco ed il finlandese all’interno dello stesso box. Un vero e proprio dream team, come quelllo tra Senna e Prost che nel decennio precedente ha segnato in modo indelebile la storia di Woking. Con i due piloti migliori della loro generazione alla corte di Ron Dennis ed Adrian Newey.

LA TRATTATIVA CON SCHUMACHER

“Conoscevo Schumacher da quando gareggiava nelle formule minori. Aveva avuto modo di collaborare con la Mercedes, ed era chiaro che si trattasse di un talento fenomenale. In Formula 1 siamo stati rivali agguerriti, ma in pista e nel paddock il rapporto è sempre stato ottimo, c’era grande rispetto. Sul finire del 1997 c’è stata anche una trattativa ben avviata per portarlo in McLaren. Alla fine non se ne fece nulla, ma siamo stati vicini a creare un vero dream team, con Michael ed Hakkinen nella stessa squadra. Non era qualcosa di impossibile perchè in quel periodo eravamo davvero forti, le macchine di Adrian Newey erano velocissime ed il nostro progetto era attraente per qualsiasi pilota“, ha raccontato Haug nell’ultima puntata di Beyond The Grid.

“Michael trionfò nel 2000, ma forse avrebbe potuto farcela anche prima. Penso che già nel 1999, senza il brutto incidente di Silverstone, sarebbe stato l’anno giusto per interrompere il digiuno della Ferrari. D’altro canto Hakkinen avrebbe potuto vincere l’anno successivo, senza qualche problema tecnico che gli ha fatto perdere diversi punti. Sono stati anni bellissimi ed entusiasmanti, con una lotta intensa ben descritta dalla gara a Spa, con quel duello che ha coinvolto anche Zonta“, ha concluso il dirigente tedesco, ricordando le vicende di quegli anni.

IL 2007 E QUEL DUELLO INTESTINO TRA HAMILTON E ALONSO

All’interno della chiacchierata l’attenzione si è poi spostata su argomenti che ci sono più vicini nel tempo. Siamo nel 2007, e dentro la McLaren si consuma una rivalità serrata tra due piloti velocissimi, il debuttante Lewis Hamilton e il campione del mondo in carica, Fernando Alonso, strappato dalla Renault. La situazione sfugge di mano durante le qualifiche in Ungheria, quando lo spagnolo allungò intenzionalmente la propria sosta ai box per far perdere tempo all’inglese, impedendogli di scendere in pista per l’ultimo tentativo della Q3.

“Fu un episodio che avremmo evitato molto volentieri. Oggi non ci penso, ma all’epoca soffrii molto per ciò che si verificò in pista. Di solito lotti per battere i tuoi avversari, ma quella volta combattemmo contro noi stessi e fu doloroso prenderne atto. Ricevemmo una marea di critiche e toccò a me andare in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. Feci la figura dell’idiota, perchè cercavo di spiegare qualcosa che non era spiegabile. Furono delle qualifiche surreali, per noi. Se le avessi scritte su un copione per girarci un film non ci avrebbe creduto nessuno”, ha detto con sarcasmo Haug, ricordando quell’incredibile weekend ungherese.

 

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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