1990-1999Formula 1On this day

GP Messico 1990: il cielo tifa Ferrari, Senna va K.O.

Prost regala alla rossa un successo inimmaginabile, dopo il 13esimo tempo in qualifica. Ayrton, tradito da una foratura, comincia a tremare...

La trama del 1990 sembrava già scritta, dopo le prime cinque corse del mondiale. Basta dare un occhio alla classifica: Ayrton Senna vanta già tre vittorie e gli avversari hanno la meglio solo quando il brasiliano incontra qualche intoppo. Capita così che Alain Prost vince a San Paolo, il tracciato stregato di Senna (che romperà il tabù solo l’anno successivo), mentre Riccardo Patrese si prende Imola. Il resto parla tutto brasiliano: in testa, salvo sorprese, c’è sempre Senna.

E invece nell’estate del 1990, la tifoseria italiana torna a sognare. Parallelamente alle vicende della Nazionale, che giunge fino alla semifinale dei Mondiali di quell’anno, c’è anche la rinascita della rossa di Maranello. Inaspettata perché arrivata nel momento, apparentemente, di crisi più profonda.

Occorre attendere l’autodromo Hermanos Rodriguez, mai generoso con Senna. Dopo il successo del 1989, per Ayrton in Messico saranno sempre delusioni e persino dolori, in senso letterale. Come quelli lasciatigli dai botti del ’91, con tanto di cappottamento della sua McLaren alla Peraltada, e ’92, con un altro incidente meno spettacolare ma ugualmente doloroso, sempre in prova.

SENNA E MESSICO: PIÙ ODIO CHE AMORE…

Pure l’edizione ’90 sarà beffarda per Ayrton. Le qualifiche lasciano illudere il duo McLaren, che piazza il solito dominio – ma con la novità di Berger in pole e il brasiliano terzo – spezzato solo dalla Williams di Patrese, che si installa al secondo posto. Ferrari non pervenuta, e questo rende ancor più dolce il successo del giorno dopo. Mansell quarto in griglia, Prost naufraga al 13° posto.

Ci sarebbero tutti gli elementi per disperarsi, e invece sarà proprio dal giorno successivo, 24 giugno 1990, che la stagione prenderà un’altra piega. I primi giri danno ancora ragione a Senna, che subito infilza Patrese, portatosi precedentemente al comando, e impone la sua legge. Sembra tutto pronto per la quarta affermazione stagionale del brasiliano. Già vittorioso qui, appunto, l’anno prima.

Invece, ecco che il muretto McLaren accusa l’errore strategico. Senna si incaponisce a voler terminare la gara senza cambiare gomme, nonostante il compagno Berger accusi problemi di degrado agli pneumatici posteriori che lo costringono a un pit stop non previsto. E da dietro piomba l’incubo, ossia Prost. Ancora lui… Il francese si inventa una rimonta che nessuno poteva pronosticare. Tornata dopo tornata, Alain esce dalle sabbie mobili e scala pazientemente la classifica. Supera Mansell e a poche tornate dal termine dribbla pure un Senna in crisi di gomme. Il pubblico è incredulo.

AYRTON SOFFRE, ALAIN GONGOLA

Poco dopo, il secondo colpo di scena. La posteriore destra del brasiliano non regge più e, a poche manciate di giri dal termine, Ayrton va k.o. Avendo completato il 90% della corsa, il brasiliano viene classificato ufficialmente, ma addio punti.

Davanti, è tripudio Ferrari. La F1-90 di Prost è indiavolata e, dietro, Mansell si danna l’animo per completare la festa con la piazza d’onore. Quel 24 giugno il cielo tifa Ferrari, e pure Berger deve arrendersi all’incedere di Nigel, che lo infilza all’esterno della vecchia Peraltada, lunga svolta a destra che immetteva sul rettilineo, in stile Parabolica di Monza. Un peccato che una curva così sia oggi sostituita da un’anonima accozzaglia di mini-chicane e vie di fuga in asfalto.

Il francese a fine gara dice: “E’ stata una gara molto difficile perché partivo tredicesimo. Avevo scelto un alettone più piccolo, scarico, e nel primo quarto di gara è stato difficile guidare. Poi la vettura si è stabilizzata. E grazie alle gomme giuste, abbiamo potuto raggiungere i primi e superarli”. Raggiante anche Cesare Fiorio: “Ci voleva veramente, è stata una gara fantastica. I nostri piloti hanno guidato in modo impeccabile. Abbiamo scelto una tattica prudenziale, partendo con gomme tenere. Le McLaren sono partite forte e ci hanno staccato all’inizio, ma poi la nostra scelta si è rivelata giusta: Mansell e Prost hanno attaccato a fondo e siamo riusciti a portare a casa questa doppietta che ci ripaga di tanti sacrifici”.

Quanto rimane di quel GP Messico 1990 segna l’inizio della effimera era Prost-Ferrari, che cullerà i tifosi ferraristi nel sogno di spezzare un digiuno in atto da undici anni. Nell’estate rovente, il francese si prenderà anche le gioie dei successi in Francia e Inghilterra, per ripetersi in autunno a Jerez de la Frontera. La rivalità Senna-Prost ha imboccato un nuovo capitolo, che vivrà ancora di veleni e polemiche.

L’ORDINE DI ARRIVO del GP del Messico 1990

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 1 France Alain Prost
Italy Ferrari 01:32:35.783 69
13
9
2 2 United Kingdom Nigel Mansell
Italy Ferrari 01:33:01.134 69
4
6
3 28 Austria Gerhard Berger
United Kingdom McLaren 01:33:01.313 69
1
4
4 19 Italy Alessandro Nannini
Italy Benetton 01:33:16.882 69
14
3
5 5 Belgium Thierry Boutsen
United Kingdom Williams 01:33:22.452 69
5
2
6 20 Brazil Nelson Piquet
Italy Benetton 01:33:22.726 69
8
1
7 4 France Jean Alesi
United Kingdom Tyrrell 01:33:24.860 69
6
0
8 12 United Kingdom Martin Donnelly
United Kingdom Lotus 01:33:41.925 69
12
0
9 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams 01:33:45.701 69
2
0
10 11 United Kingdom Derek Warwick
United Kingdom Lotus +1 lap 68
11
0
11 8 Italy Stefano Modena
United Kingdom Brabham +1 lap 68
10
0
12 23 Italy Pierluigi Martini
Italy Minardi +1 lap 68
7
0
13 22 Italy Andrea de Cesaris
Italy Dallara +1 lap 68
15
0
14 24 Italy Paolo Barilla
Italy Minardi +2 laps 67
16
0
15 35 Switzerland Gregor Foitek
Italy Onyx +2 laps 67
23
0
16 25 Italy Nicola Larini
France Ligier +2 laps 67
24
0
17 9 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Arrows +3 laps 66
17
0
18 26 France Philippe Alliot
France Ligier +3 laps 66
22
0
19 14 France Olivier Grouillard
Italy Osella +4 laps 65
20
0
20 27 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Tyre 63
3
0
RIT 36 Finland Jyrki Järvilehto
Italy Onyx Engine 26
26
0
RIT 29 France Éric Bernard
France Larrousse Brakes 12
25
0
RIT 30 Japan Aguri Suzuki
France Larrousse collision 11
19
0
RIT 3 Japan Satoru Nakajima
United Kingdom Tyrrell collision 11
9
0
RIT 7 Australia David Brabham
United Kingdom Brabham Electrical 11
21
0
RIT 21 Italy Emanuele Pirro
Italy Dallara Engine 10
18
0
DSQ 33 Brazil Roberto Moreno
Italy Euro Brun Push start 0

0
DNQ 16 Italy Ivan Capelli
United Kingdom Leyton House No Time 0

0
DNQ 15 Brazil Maurício Gugelmin
United Kingdom Leyton House No Time 0

0
DNQ 10 Italy Alex Caffi
United Kingdom Arrows No Time 0

0
DNPQ 18 France Yannick Dalmas
France AGS No Time 0

0
DNPQ 17 Italy Gabriele Tarquini
France AGS No Time 0

0
DNPQ 31 France Bertrand Gachot
Italy Coloni No Time 0

0
DNPQ 34 Italy Claudio Langes
Italy Euro Brun No Time 0

0
DNPQ 39 Italy Bruno Giacomelli
Italy Life No Time 0

0

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

Altri articoli interessanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.