1980-1989Formula 1On this day

GP Sudafrica 1982: la battaglia politica e la rimonta di Prost

La Ferrari 126C sarebbe potuta essere quella giusta. Sarebbe potuta essere quella designata a far coronare il sogno mondiale a Gilles Villeneuve, che aveva già più volte dimostrato la sua classe e il suo estro e ovviamente anche tutta la sua folli, anche prima di quel 1982 che l’avrebbe potuto consacrare.

Espressioni di rammarico in ogni passaggio, perché a distanza di trentotto anni sappiamo che quel sogno non si coronò mai. Ci riuscì nel 1997 suo figlio, a risarcire parzialmente la sua memoria. Zolder però era ancora lontana quando sul circuito di Kyalami, Sudafrica, il 23 gennaio 1982 prese il via un nuovo campionato del mondo.

Anno nuovo, vecchie facce. Ai nastri di partenza il motore BMW, a quattordici anni dall’ultima volta, equipaggiato sulla Brabham di Piquet e Patrese. In griglia anche un certo Niki Lauda, tornato alle competizioni dopo uno stop di due stagioni, andatosi a sedere sulla McLaren motorizzata Ford-Cosworth con la quale nel 1984 conquisterà il suo ultimo titolo mondiale.

E i colpi di teatro non erano finiti: alla Williams ci fu un bel po’ di movimento, con Alan Jones (campione nel 1980) che lascia le corse, e Reutemann, altro pilota della casa inglese, che viene convinto da Sir Frank a rimanere all’ultimo giorno utile per presentare la lista dei drivers per la stagione.

Ma quella gara ebbe un prologo ben più sostanzioso alla sua vigilia. Il GP Sudafrica 1982 è ricordato come la corsa dell’ammutinamento dei piloti guidati da forti tinte ferrariste (Lauda, un ex, e i due piloti di quel momento, Pironi e Villeneuve) nella battaglia contrattuale contro FISA e FOCA.

Oggetto del contendere, sostanzialmente, fu l’articolo 58 del regolamento (stabilito nel dicembre 1981) in cui le due organizzazioni precisavano che il pilota partecipava “a suo rischio e pericolo all’evento” e non avrebbe dovuto ritenere responsabile i due enti per qualsiasi danno alla persona. Non solo: altri punti in discussione erano per esempio quelli relativi alla impossibilità di liberarsi facilmente dal proprio team per correre con un altro.

Oltre ai tre capofila della protesta, si erano uniti anche Giacomelli, Arnoux, De Cesaris e Laffitte. Il risultato fu un esilio volontario in al Sunnyside hotel di Johannesburg, lontano da staff e manager vari, scongiurato solo il venerdì mattina quando il portavoce Pironi raggiunse un accordo con il presidente della federazione Balestre per correre rinviando le questioni.

LA GRIGLIA DI PARTENZA DEL GP Sudafrica 1982

Le qualifiche del sabato premiarono René Arnoux su Renault, davanti a Piquet e alla Ferrari di Villeneuve. Il brasiliano, insieme al suo compagno Patrese, furono addirittura minacciati di licenziamento da Bernie Ecclestone, padron anche della scuderia Brabham per la quale correvano per le questioni diplomatiche già descritte.

Nutrita la flotta di italiani: Mauro Baldi e Riccardo Paletti non si qualificarono, Alboreto finì settimo, De Angelis quindicesimo davanti a De Cesaris, mentre Giacomelli con l’Alfa partì diciannovesimo. Totale dei piloti in griglia? Ben 26.

Piquet e Villeneuve furono i primi due ad avere problemi: il canadese si ritirò al settimo giro, Nelson invece sbagliò completamente la partenza ritrovandosi tredicesimo. A condurre le Renault, con Arnoux e Prost stabilmente nelle prime posizioni.

Al giro 41, Alain fu costretto a rientrare ai box per una foratura, fatto che si replicò poco dopo spedendolo a un giro dal compagno di squadra. Ma come se ci fosse qualche entità invisibile a muovere i fili, Arnoux iniziò ad accusare problemi alla monoposto anche per via dei detriti accumulati in pista.

Prost riuscì a sdoppiarsi, e al giro numero 55 risalì sino alla quarta posizione superando Watson e Keke Rosberg, fino a far fuori Arnoux al giro 68. Una furente rimonta di un astro nascente del motorsport, che aveva esordito in McLaren solo due anni prima. Per Prost fu la quarta vittoria in carriera, e una bella lezione al compagno di squadra.

E il fattaccio diplomatico? Poco dopo la fine della corsa, fu comunicato a quasi tutti i piloti la sospensione della superlicenza, furono multati di 5.000 dollari e venne mossa loro l’accusa di aver impedito lo svolgimento delle prove libere.

L’Argentina comunicò il 4 febbraio l’annullamento del proprio GP, per la situazione di incertezza legata alla presenza dei piloti. A inizio marzo però si completò l’iter giudiziario che vide l’annullamento di varie accuse e delle multe comminate, restando valido il fatto che gli organi di legge non furono entusiasti della protesta dei piloti. Ecclestone non le mandò a dire: “Il responsabile della protesta? Uno solo, Lauda. E’ stato due anni fuori dalle corse per dedicarsi alla sua compagnia aerea, ma le cose non sono andate bene e allora vuol tornare qui a imporsi per scopi personali”. La Formula 1 aveva conosciuto, nella punta a sud del mondo, la sua vulnerabilità politica. Niente rispetto a quello che accadrà in primavera: Villeneuve muore in Belgio, e un mese dopo tocca a Paletti, scomparso al via del Gp del Canada. Il titolo mondiale andrà a Keke Rosberg, padre di Nico.

L’ORDINE D’ARRIVO

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 15 France Alain Prost
France Renault 01:32:08.401 77
5
9
2 5 Argentina Carlos Reutemann
United Kingdom Williams 01:32:23.347 77
8
6
3 16 France René Arnoux
France Renault 01:32:36.301 77
1
4
4 8 Austria Niki Lauda
United Kingdom McLaren 01:32:40.514 77
13
3
5 6 Finland Keke Rosberg
United Kingdom Williams 01:32:51.540 77
7
2
6 7 United Kingdom John Watson
United Kingdom McLaren 01:32:59.394 77
9
1
7 3 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Tyrrell +1 lap 76
10
0
8 11 Italy Elio de Angelis
United Kingdom Lotus +1 lap 76
15
0
9 10 Chile Eliseo Salazar
Germany ATS +2 laps 75
12
0
10 9 Germany Manfred Winkelhock
Germany ATS +2 laps 75
20
0
11 23 Italy Bruno Giacomelli
Italy Alfa Romeo +3 laps 74
19
0
12 17 Germany Jochen Mass
United Kingdom March +3 laps 74
22
0
13 22 Italy Andrea de Cesaris
Italy Alfa Romeo +4 laps 73
16
0
14 33 Ireland Derek Daly
Hong Kong Theodore +4 laps 73
24
0
15 18 Brazil Raul Boesel
United Kingdom March +5 laps 72
21
0
16 4 Sweden Slim Borgudd
United Kingdom Tyrrell +5 laps 72
23
0
17 20 Brazil Chico Serra
Brazil Fittipaldi +5 laps 72
25
0
18 28 France Didier Pironi
Italy Ferrari +6 laps 71
6
0
RIT 26 France Jacques Laffite
France Ligier Fuel system 54
11
0
RIT 35 United Kingdom Derek Warwick
United Kingdom Toleman Accident 43
14
0
RIT 2 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Brabham Turbo 18
4
0
RIT 25 United States Eddie Cheever
France Ligier Fuel System 11
17
0
RIT 27 Canada Gilles Villeneuve
Italy Ferrari Turbo 6
3
0
RIT 1 Brazil Nelson Piquet
United Kingdom Brabham Spun Off 3
2
0
RIT 12 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Lotus Electrical 0
18
0
RIT 31 France Jean-Pierre Jarier
Italy Osella Collision 0
26
0
DNQ 30 Italy Mauro Baldi
United Kingdom Arrows No Time 0

0
DNQ 32 Italy Riccardo Paletti
Italy Osella No Time 0

0
DNQ 29 United Kingdom Brian Henton
United Kingdom Arrows No Time 0

0
DNQ 14 Colombia Roberto Guerrero
United Kingdom Ensign No Time 0

0
DNQ 36 Italy Teo Fabi
United Kingdom Toleman No Time 0

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