1990-1999Formula 1On this day

GP Brasile ’92: Schumi attacca Senna, Mansell stravince

Come cambia la vita in Formula Uno. Marzo 1991: a Interlagos Ayrton Senna scrive una pagina di storia a tinte mistiche, con quell’urlo liberatorio, in mondovisione, dopo un finale a lottare contro il cambio impazzito della sua McLaren. Dodici mesi dopo, GP Brasile ’92: l’auto di Ayrton è solo l’ombra delle macchine da guerra precedenti e a monopolizzare l’avvio di campionato è la Williams-Renault di Nigel Mansell, in vena di riscosse dopo tante beffe.

E dire che a Woking lavorano a getto continuo per arginare il dominio delle macchine di Sir Frank, tanto che la McLaren porta ben sei vetture in Brasile: tre MP4/7 e tre MP4/6B. Sforzo ininfluente, perché fin dalle prove si capisce che non ce n’è per nessuno. Addirittura, nel turno di qualifica Mansell si ritrova Senna davanti ed emerge tutta la superiorità della Williams. Nigel prova a infilarsi in ogni pertugio per passare il brasiliano ma, in un eccesso di foga, sbaglia e finisce a muro. “Una semplice incomprensione. Ero nettamente più rapido e non ho saputo aspettare” fa mea culpa Mansell. “L’errore è tutto suo – lo bacchetta Senna – Io stavo facendo il mio giro ed era lui ad avere il polso della situazione, essendo dietro. Se è uscito di pista è perché ha sbagliato lui”.

mclaren brazil 92
Incredibile spiegamento di forze in casa McLaren, con sei auto portate a Interlagos – ©️ Getty Images

SENNA SCHUMI: IL CONFLITTO S’INFIAMMA

Incidente archiviato. Ma ci sono altre vicissitudini ad attendere il brasiliano la domenica. E stavolta Mansell non c’entra, perché l’inglese si invola per sigillare uno dei suoi successi più facili, a eccezione della partenza dove viene infilato da Patrese (poi domato agevolmente). Perse di vista le Williams, avviate verso la doppietta, Ayrton si ritrova a capeggiare un gruppetto combattivo, con la Benetton di Michael Schumacher a insidiarlo da vicino. Apriti cielo.

Che tra Ayrton e Michael non scorresse buon sangue era lampante almeno dal settembre precedente, Gran Premio d’Italia. Il loro primo incontro avviene lontano dall’autodromo, all’hotel Villa d’Este, sul lago di Como. Ayrton è a cena, Michael, novellino della Formula Uno fresco di contratto con la Benetton, gli si presenta come un ragazzino in cerca dell’autografo. Il brasiliano lo accoglie freddamente. E con altrettanta freddezza lo congeda. L’indomani, Senna getta altra benzina sul fuoco: dice alla stampa che non ha gradito la mossa della Benetton, che ha licenziato Roberto Moreno (amico di Ayrton) per fare posto a quel tedesco semi-sconosciuto.

Sono le avvisaglie di una rivalità che avrebbe toccato chissà quali orizzonti. E la cui base di rancori si manifesta proprio nel GP del Brasile ’92. Ayrton, terzo davanti a Schumi, accusa problemi al motore. La McLaren in rettilineo fila veloce, ma in curva sussulta. Michael, dietro, rischia costantemente di tamponare il brasiliano. In rettilineo Senna si fa da parte, Schumi lo affianca e lo passa. In frenata, ecco che Ayrton torna davanti. E di nuovo, in curva, Schumi rischia di piombargli addosso. Il copione si ripete fino al giro 17, quando l’idolo locale alza bandiera bianca.

MICHAEL NON LE MANDA A DIRE

Sembra un fatto innocuo. Ayrton ha avuto problemi, è stato in pista finché la McLaren ha retto. Poi si è fatto da parte. Ma Schumacher interpreta diversamente. Così nella conferenza post Gran Premio l’alfiere Benetton, appena 23enne, lancia i suoi attacchi a Sua Maestà Senna. “Sono amareggiato da Ayrton – lamenta Schumi – Dopo dieci giri, ha capito che non avrebbe terminato la corsa e si è messo a giocare sporco. Frenava in mezzo alle curve, poi nei rettilinei si faceva passare e in frenata mi attaccava di nuovo, per ripetere lo stesso giochino. Forse sperava che qualcuno da dietro mi superasse… Lo ritengo un comportamento indegno di un tre volte iridato”.

Per il tedesco c’è comunque di che gioire, essendo il secondo podio in carriera, giunto subito dopo quello del Messico. Piccole soddisfazioni anche per la Ferrari, che piazza Jean Alesi, quarto, e Ivan Capelli, quinto, a un soffio dal podio.

L’ORDINE D’ARRIVO DEL GP BRASILE ’92

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 5 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Williams 01:36:51.856 71
1
10
2 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams 01:37:21.186 71
2
6
3 19 Germany Michael Schumacher
Italy Benetton +1 lap 70
5
4
4 27 France Jean Alesi
Italy Ferrari +1 lap 70
6
3
5 28 Italy Ivan Capelli
Italy Ferrari +1 lap 70
11
2
6 9 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Footwork +1 lap 70
14
1
7 24 Italy Gianni Morbidelli
Italy Minardi +2 laps 69
23
0
8 21 Finland Jyrki Järvilehto
Italy Dallara +2 laps 69
16
0
9 30 Japan Ukyo Katayama
France Larrousse +3 laps 68
25
0
10 11 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom Lotus +4 laps 67
24
0
RIT 15 Italy Gabriele Tarquini
Italy Fondmetal Engine 62
19
0
RIT 16 Austria Karl Wendlinger
United Kingdom March Clutch 55
9
0
RIT 23 Brazil Christian Fittipaldi
Italy Minardi Gearbox 54
20
0
RIT 3 France Olivier Grouillard
United Kingdom Tyrrell Engine 52
17
0
RIT 26 France Érik Comas
France Ligier Gearbox 42
15
0
RIT 12 United Kingdom Johnny Herbert
United Kingdom Lotus Spun Off 36
26
0
RIT 25 Belgium Thierry Boutsen
France Ligier Collision 36
10
0
RIT 33 Brazil Maurício Gugelmin
Ireland Jordan Gearbox 36
21
0
RIT 20 United Kingdom Martin Brundle
Italy Benetton Collision 30
7
0
RIT 22 Italy Pierluigi Martini
Italy Dallara Clutch 24
8
0
RIT 29 France Bertrand Gachot
France Larrousse Suspension 23
18
0
RIT 4 Italy Andrea de Cesaris
United Kingdom Tyrrell Engine 21
13
0
RIT 1 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Engine 17
3
0
RIT 2 Austria Gerhard Berger
United Kingdom McLaren Electrical 4
4
0
RIT 10 Japan Aguri Suzuki
United Kingdom Footwork Engine 2
22
0
RIT 32 Italy Stefano Modena
Ireland Jordan Gearbox 1
12
0
DNQ 14 Switzerland Andrea Chiesa
Italy Fondmetal No Time 0

0
DNQ 17 France Paul Belmondo
United Kingdom March No Time 0

0
DNQ 7 Belgium Eric van de Poele
United Kingdom Brabham No Time 0

0
DNQ 8 Italy Giovanna Amati
United Kingdom Brabham No Time 0

0
DNPQ 34 Brazil Roberto Moreno
Italy Andrea Moda No Time 0

0

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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