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GP Abu Dhabi 2010: Alonso e quel mondiale sfumato

Il GP di Abu Dhabi 2010 verrà sicuramente, e amaramente, ricordato come il vero harakiri Ferrari dell’era Alonso. Bisogna fare un passo indietro e tornare a quel maledetto 14 novembre. Il 2010 era stato un anno speciale per Fernando Alonso e la Ferrari: dopo stagioni di attesa si era finalmente coronato il sogno di vedere il pilota spagnolo in Rosso per segnare l’apertura di una nuova era di dominio sullo stile Schumacher.

Alla sua prima stagione a Maranello, Fernando Alonso si stava giocando il Mondiale all’ultima gara e se non fosse stato per qualche errore di troppo nel corso della stagione, sarebbe arrivato a Yas Marina con un vantaggio praticamente inavvicinabile per i suoi diretti concorrenti. L’iberico guida la classifica piloti con 8 punti di vantaggio su Mark Webber, secondo, e 15 su Sebastian Vettel, terzo.

Il fine settimana non inizia nel peggiore dei modi: le qualifiche videro davanti a tutti la Red Bull di Sebastian Vettel, che alle sue spalle aveva Lewis Hamilton, secondo, e Fernando Alonso, terzo.

gp abu dhabi 2010 qualifiche
© Ferrari

La gara

Allo spegnimento dei semafori rossi è il tedesco a scattare perfettamente dalla prima posizione, seguito dal britannico e da Webber. Ma è alle spalle dei primi cinque che si scatena un vero e proprio caos: Michael Schumacher si gira alla curva 6 rimanendo ferma in traiettoria e venendo centrata dalla Force India di Vitantonio Liuzzi.

Tra i detriti che si sono sparsi ovunque sulla pista, si rende necessario l’ingresso della Safety Car che guida il gruppo per cinque giri. Alla ripartenza Vettel imprime un ritmo alla gara che il solo Hamilton sembra essere in grado di poter reggere. Dietro di loro troviamo Jenson Button, che ha superato al via Fernando Alonso, seguito dallo spagnolo della Ferrari e da Mark Webber. Bisogna ammetterlo, il destino ci ha messo lo zampino.

gp abu dhabi 2010 partenza
© Ferrari

L’australiano si appoggia sulle barriere con la ruota esterna destra ed è costretto al cambio gomme all’11esimo giro. La Ferrari nota la fermata di Webber. Una distrazione fatale, mentre Vettel volava indisturbato verso il suo primo Mondiale piloti.

Gli strateghi del box di Maranello impostarono la gara sull’australiano e il Cavallino Rampante cadde in trappola: per una sosta anticipata richiama anche Fernando Alonso che al rientro in pista si trova alle spalle di Vitaly Petrov, pilota della Renault, dietro al quale è rimasto fino al traguardo. Il russo, come ami gli era successo prima, si rivelò essere un muro invalicabile, un avversario davvero ostico che distrusse inevitabilmente i sogno di gloria di Fernando Alonso e della Ferrari. Quella gara fu vinta da Vettel, Webber si classificò ottavo, Alonso settimo e il tedesco fu incoronato campione del mondo con quattro punti di vantaggio sullo spagnolo diventando così il più giovane campione del mondo piloti nella storia della Formula 1, a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni.

Non sarebbe bastato ad Alonso superare Petrov, con Vettel vincente, sarebbe dovuto arrivare fino alla quarta posizione ma solo lo sventolare della bandiera a scacchi trasforma un incubo in una triste verità. Il rientro ai box è stato un passaggio obbligatorio, che forse Fernando avrebbe evitato con piacere. Nonostante la vittoria di Vettel, le telecamere insistevano sul pilota di Oviedo, lo sconfitto della situazione fermo in zona del motorhome Ferrari, circondato dai suoi uomini fidati, a riflettere, forse per quella tattica sbagliata, forse su come erano andate le cose durante la stagione.

L’ordine di arrivo del GP di Abu Dhabi 2010

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 5 Germany Sebastian Vettel
Austria Red Bull 01:39:36.837 55
1
25
2 2 United Kingdom Lewis Hamilton
United Kingdom McLaren 01:39:46.999 55
2
18
3 1 United Kingdom Jenson Button
United Kingdom McLaren 01:39:47.884 55
4
15
4 4 Germany Nico Rosberg
Germany Mercedes 01:40:07.584 55
9
12
5 11 Poland Robert Kubica
France Renault 01:40:15.863 55
11
10
6 12 Russian Federation Vitaly Petrov
France Renault 01:40:20.357 55
10
8
7 8 Spain Fernando Alonso
Italy Ferrari 01:40:20.634 55
3
6
8 6 Australia Mark Webber
Austria Red Bull 01:40:21.080 55
5
4
9 17 Spain Jaime Alguersuari
Italy Toro Rosso 01:40:27.038 55
17
2
10 7 Brazil Felipe Massa
Italy Ferrari 01:40:27.705 55
6
1
11 22 Germany Nick Heidfeld
Switzerland BMW Sauber 01:40:28.388 55
14
0
12 9 Brazil Rubens Barrichello
United Kingdom Williams 01:40:34.523 55
7
0
13 14 Germany Adrian Sutil
United Kingdom Force India 01:40:35.162 55
13
0
14 23 Japan Kamui Kobayashi
Switzerland BMW Sauber 01:40:36.395 55
12
0
15 16 Switzerland Sébastien Buemi
Italy Toro Rosso 01:40:40.015 55
18
0
16 10 Germany Nico Hulkenberg
United Kingdom Williams 01:40:41.600 55
15
0
17 19 Finland Heikki Kovalainen
United Kingdom Lotus +1 lap 54
20
0
18 25 Brazil Lucas di Grassi
United Kingdom Virgin Racing +2 laps 53
22
0
19 21 Brazil Bruno Senna
Spain Hispania Racing +2 laps 53
23
0
20 20 Austria Christian Klien
Spain Hispania Racing +2 laps 53
24
0
21 18 Italy Jarno Trulli
United Kingdom Lotus Rear wing 51
19
0
RIT 24 Germany Timo Glock
United Kingdom Virgin Racing Gearbox 43
21
0
RIT 3 Germany Michael Schumacher
Germany Mercedes Collision 0
8
0
RIT 15 Italy Vitantonio Liuzzi
United Kingdom Force India Collision 0
16
0

Le parole di Luca di Montezemolo

Siamo giù di morale per l’epilogo di questa stagione ma questo è lo sport. Avevamo le carte in regola per vincere il titolo con Fernando ma oggi non tutto è andato per il verso giusto. Detto questo, voglio ringraziare pubblicamente la squadra per essere stata capace di arrivare all’ultima gara in lotta per il titolo Piloti, facendo una rimonta che, a luglio, sembrava impossibile quasi a tutti.

Ci abbiamo creduto fino in fondo e il risultato di oggi non deve cancellare quello che abbiamo fatto in questa stagione. Da 14 anni, con sole due eccezioni, la Scuderia Ferrari Marlboro arriva all’ultima gara della stagione o in lotta per il titolo o dopo averlo già conquistato. Fernando ha avuto una stagione straordinaria, dimostrandosi forte e determinato, capace sempre di essere vicino alla squadra e di dare un contributo eccezionale. Domenicali ha fatto un grande lavoro, tenendo la squadra sempre unita, anche nei frangenti più difficili.

Ci vorrà un po’ di tempo per assorbire questa delusione ma dobbiamo tenere la testa alta ed essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Infine, voglio ringraziare i nostri tifosi, che hanno sempre creduto in noi: quando vedo tante bandiere della Ferrari e tante persone che visitano il nostro parco qui ad Abu Dhabi sono contento che la Ferrari sia sempre ai massimi livelli, anche e soprattutto per loro.

Le parole di Stefano Domenicali

C’è una grande amarezza in questo momento perché arrivare così vicini al traguardo e vederselo sfuggire per pochi punti fa male. Abbiamo fatto una scelta strategica sbagliata e le ragioni sono tre: abbiamo marcato un avversario con due macchine; abbiamo temuto oltremisura il degrado delle gomme morbide; non abbiamo considerato la difficoltà nel superare le altre vetture nel traffico.

Ora è inutile mettersi a discutere sul perché si sia arrivati a questa scelta: si vince e si perde tutti assieme, come una squadra. In questo momento voglio ringraziare tutti i tifosi, che ci hanno sempre manifestato un grande affetto. Questa è stata probabilmente la peggior gara della stagione ma quando si perde per una manciata di punti è chiaro che il titolo non sia stato perso qui o, almeno, non soltanto, qui.

Voglio fare i complimenti a Fernando, un pilota ed un uomo straordinario: si è dimostrato un leader, dentro e fuori la macchina, e faremo di tutto per dare a lui e a Felipe una macchina ancora più forte il prossimo anno. Voglio ringraziare la squadra per il grande impegno che ha sempre messo nel lavoro di tutti i giorni, in pista e a casa: in pochi fuori da casa nostra avrebbero creduto a metà luglio che saremmo arrivati ad Abu Dhabi in testa al mondiale.

Certo, lo ripeto ancora una volta, adesso c’è tristezza ma dobbiamo tenere la testa alta. Siamo la Ferrari e abbiamo la magnifica condanna di dover vincere e un secondo posto suona come una sconfitta: lo sport però è fatto anche di queste cose e dobbiamo accettarlo. Infine, complimenti a Vettel: aveva la macchina più veloce e, alla fine, è stato il migliore, lo dice la classifica.

Le parole di Fernando Alonso

È un peccato arrivare alla fine della stagione e perdere il titolo all’ultimo momento ma queste sono le corse, questo è lo sport.

Oggi è andato tutto male, dalla partenza alla strategia. Col senno di poi sarebbe stato meglio non rientrare ai box così presto ma è facile parlare a bocce ferme: era comunque una decisione non certo facile. Voglio fare i complimenti alla Red Bull e ai suoi piloti: durante l’arco del campionato hanno avuto qualcosa in più di noi e si meritano di essere dove sono adesso. Lo avevo detto nei giorni scorsi: questa resta una stagione da dieci. Sono stati mesi intensissimi e mi sono trovato in una squadra dall’atmosfera straordinaria.

Ora c’è tristezza ma sono certo che fra qualche ora, a mente fredda, cominceremo ad apprezzare meglio quello che abbiamo fatto. Dobbiamo continuare così, uniti e determinati.

Dobbiamo vivere il prossimo anno con quella voglia di vincere che ci ha caratterizzato e che, l’ho imparato subito, è un segno dell’identità Ferrari. Dobbiamo migliorare la macchina, fare in modo che gli errori che tutti – noi piloti e la squadra – abbiamo commesso durante l’anno non si ripetano.

Redazione

La storia della Formula 1, raccontata quotidianamente, per non dimenticare i piloti e le gare che hanno reso celebre questo sport.

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