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Chuck Daigh: dalle ferite della seconda guerra mondiale alla vittoria di Sebring

I primi anni

Nell’ambiente del Motorsport, Chuck Daigh viene tutt’ora ricordato come uno dei pochi che sapeva fare tutto. Ha progettato e costruito auto da corsa veloci e competitive. Gareggiava contro i migliori piloti della sua generazione ed era un avversario temuto e rispettato dietro il volante. Era anche uno dei migliori meccanici in circolazione: sapeva individuare un problema in un istante.

Era un pilota talmente preparato che il solo fatto di averlo di averlo in squadra rendeva la competizione più divertente e la pressione un po’ più leggera.

Daigh nacque a Long Beach, in California, nel 1923. La passione per le auto da corsa gli fu trasmessa da suo padre, proprietario di un garage dove Chuck e suo fratello mossero letteralmente i primi passi.

Si diplomò nell’estate del 1941, mentre la guerra infuriava in Europa e in Medio Oriente. Si arruolò nell’esercito come paracadutista militare dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor e fu assegnato al 517° reggimento di fanteria combattendo in alcune delle campagne più sanguinose.

Partecipò allo sbarco in Normandia durante il D-Day e sopravvisse alla battaglia del Bulge, ma venne gravemente ad un braccio, tanto che i medici credevano che mai ne avrebbe riacquistato l’uso completo.

Per Chuck però la guerra e le sue ferite erano semplicemente un

Fece ritorno a Long Beach nel 1945 e con l’aiuto di suo fratello Harold, costruì e gareggiò con una roadster da pista, che corse al Carrell Speedway in Gardena.

Tre partenze alla Carrera Panamerica

La carriera di Daigh come pilota cominciò ufficialmente all’inizio degli anni ’50.

Nel Novembre 1952 partecipò per la prima volta alla Carrera Panamerica, una delle più difficili (e mortali) gare al mondo alla guida di una Lincoln Capri con Walt Faulkner. Terminarono la gara in nona posizione.

L’anno successivo, la coppia si ripresentò alla Carrera Panamerica sempre alla guida di una Lincoln Capri, tagliando il traguardo in ottava posizione, migliorando il risultato dell’anno precedente.

Contemporaneamente, Daigh partecipò in alcuni eventi nazionali di auto sportive.

Il terzo tentativo nella famosa gara su strada messicana è datato 1954, ancora dietro al volante di una Lincoln Capri. Questa volta condivideva la monoposto con Chuck Stevenson, ma per problemi alla vettura, non riuscirono a terminare la gara.

12 ore di Sebring nel 1955

Nel marzo del 1955, Daigh debuttò alla 12 ore di Sebring alla guida di una Ferrari 750 Monza con Sterling Edwards, ma non finirono la gara.

Nei tre anni successive, Chuck Daigh registrò risultati molto buoni risultati in competizioni nazionali di auto sportive con una Troutman-Barnes Special.

Nel 1957, registrò tre partenze nella USAC Stock Car Serie.

Chuck Daigh 1958
© Getty Images/Morse Collection

Nel dicembre 1957, entrò a far parte del team di Lance Reventlow e nel 1958 vinse il Riverside GP alla guida di una Scarab MK II, costruita proprio da Reventlow.

Vittoria alla 12 ore di Sebring nel 1959 e la mancata qualifica alle 500 miglia di Indianapolis

Il più importante successo nella carriera di Daigh fu senza dubbio nel marzo del 1959 quando vinse la 12 ore di Sebring con la Scuderia Ferrari.

In quello stesso anno, partecipò e vinse in diverse competizioni.

Tentò di misurarsi anche nella 500 miglia di Indianapolis alla guida di una Kuzma- Offenhauser, non riuscendo però a qualificarsi.

Tre partenze nel Campionato del Mondo di F1 del 1960

Nel 1960 Daigh provò a competere nel campionato del mondo di Formula 1 entrando a far parte del team Scarab di Lance Reventlow.

Debuttò a maggio nel GP di Monaco, ma la sua vettura risultò troppo lenta e non riuscì a qualificarsi per la gara.

Il secondo tentativo fu a Spa, dove Daigh questa volta riuscì a qualificarsi per il GP del Belgio. Durante la gara fu però costretto a fermarsi dopo 16 giri per problemi al motore.

Per il GP di Gran Bretagna a Silverstone, Reventlow affittò una Cooper T51-Climax. Daigh fu più veloce sia nelle prove che nella gara, ma fu costretto a ritirarsi dopo 58 giri sempre per problemi alla monoposto.

Di nuova alla guida della monoposto Scarab, Daigh registrò la sua ultima presenza in Formula 1 al GP d’America al Riverside International Raceway nel novembre del 1960. Terminò la corsa in decima posizione, 5 giri dietro al vincitore Stirling Moss.

DNF al debutto alle 24 ore di Le Mans

Nel 1960 l’attenzione di Chuck Daigh si rivolse nuovamente alle classiche gare endurance come la già disputata 12 ore di Sebring e la 24 ore di Le Mans.

A Sebring condivise la NART Ferrari 250 TR numero 7 con Richie Ginther, ma non tagliarono il traguardo.

Nel suo debutto a Le Mans, Daigh faceva parte del Camoradi Racing Team guidando la Maserati Tipo 61 Longtail numero 24, condividendo l’auto con Masten Gregory. Si ritirarono dopo 9 ore e 82 giri per problemi meccanici.

Nel 1961 Daigh partecipò alla 12 ore di Sebring guidando una Chaparral 1-Chevrolet con Hap Sharp, Jim Hall e Ronnie Hissom. Finì 6° in totale e primo nella classe P4.0.

Sempre nello stesso anno guidò una Maserati Tipo 151 per Alfred Momo e al Riverside GP, terminando all’undicesimo posto.

Nel maggio 1962 Daigh tentò nuovamente di qualificarsi alla 500 miglia di Indianapolis, ma ancora non ci riuscì.

Chuck Daigh Maserati Tipo 61
© LAT Images

Due partenze alla NASCAR prima della fine della sua carriera

Nel 1963 Daigh vinse il “Player’s Trophy” a Mosport in una Lotus 19 Monte Carlo e sempre quello stesso anno tentò la sua fortuna in NASCAR.

Pilotò la Mercury numero 25 di Bill Stroppe alla Daytona Qualifier Race, terminando al ventesimo posto e di conseguenza non riuscendo a qualificarsi per a 500 miglia di Daytona.

Nel 1965 Chuck Daigh registrò un’altra partenza in NASCAR.

Corse alla Motor Trend 500 di Riverside, ma si ritirò con una frizione rotta dopo 62 giri.

Dopo essersi ritirato dalle corse, Daigh non abbandonò la sua passione per le auto sportive e continuò a lavorare come meccanico e ingegnere.

Morì il 29 aprile 2008 a 84 anni nell’ ospedale di Newport Beach, in California, dopo una breve battaglia contro problemi cardiaci e respiratori.

 

Alessia Gastaldi

Mi chiamo Alessia, ho 25 anni e frequento la facoltà di giurisprudenza all’università Statale di Milano. Innamorata dei motori da quando sono bambina, sogno di diventare una giornalista sportiva, per raccontare le storie dei protagonisti che hanno scritto e scriveranno la storia del motorsport.

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