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Carl Haas: la vita, le corse e gli immancabili sigari

Eccentrico, immancabilmente ritratto con un sigaro spento tra le labbra che amava masticare per combattere la tensione, Carl Haas è stato una figura cruciale per il Motorsport americano per quasi cinquant’anni

Nacque a Ludwigshafen am Rhein, in Germania, il 26 febbraio 1929. Emigrò insieme ai suoi genitori, entrambi di origine ebrea, nel 1938 in America.

La sua carriera come pilota decollò nel 1952 quando prese parte alle prime competizioni.

Vinse 10 gare nella pista di Milwaukee Mile e nel 1955 una delle gare inaugurali del circuito di Road America, in Wisconsin. Questo autodromo gli fu particolarmente caro, al punto che per molti anni fece parte del suo consiglio di amministrazione, aiutandone ad accrescere la struttura e importanza internazionale.

Dalle corse al business

Mentre correva oltreoceano alla fine degli anni ’50, Carl cominciò ad interessarsi al business in ambito automobilistico.

Comprò una Elva Sports Racer nel 1959 e Frank Nichols lo invitò a gareggiare nella Tourist Trophy a Goodwood.

Sempre a Goodwood conobbe Mike Hewland, della Hewland Engineering e Eric Broadley, proprietario e capo progettista della Lola Race Cars. Fu intorno a questo periodo che decise di ritirarsi dalle corse per concentrarsi esclusivamente sul mondo degli affari dell’automobilismo.

La sua società Carl A. Haas Auto Imports venne fondata a Lincolnshire, Illinois nel 1960 e nel 1967 diventò l’importatore americano esclusivo delle Lola Cars, aiutando l’azienda a raggiungere una incredibile fama nel panorama americano.

Firmò accordi di distribuzione esclusiva anche per i cambi Hewland.

I concetti innovativi di Carl permisero all’attività di distribuzione di Carl di fiorire: a partire dagli anni ‘70 i suoi team fecero varie apparizioni in tutte le più importanti serie automobilistiche, tra cui la Formula 5000, la Can-Am Series e la serie Super Vee.

I suoi piloti Can-Am erano, tra gli altri: Masten Gregory, Jackie Stewart, Alan Jones, Patrick Tambay e Jacky Ickx.

Il suo pilota di Super Vee, Eddie Miller, si laureò campione della serie nel 1975 con una Lola T324.

Il duo stellare

Nel 1983, Haas si unì l’attore Paul Newman e diedero vita alla Newman/Haas Racing, una squadra nella Championship Auto Racing Teams (CART) Series. Il primo titolo arrivò l’anno successivo con Mario Andretti, che successivamente conquistò altre tre edizioni successive.

carl haas e paul newman
© Getty Images – Jamie Squire /Allsport

Tra i piloti laureatisi vincitori con la scuderia americana vi furono Micheal Andretti (1991), Nigel Mansell (1993), il brasiliano Cristiano da Matta (2002) e Sébastien Bourdais (dal 2004 al 2007).

Nel 1985 tentò l’avventura in Formula 1 con il team di Formula Uno Haas Lola, utilizzando un telaio costruito da FORCE, ma, dopo soli due anni, a causa degli scarsi risultati, decise di venderlo.

Fu anche co-proprietario di un team NASCAR Winston Cup Series con Travis Carter per otto stagioni.

Nel complesso, i team di Carl Haas conquistarono 11 campionati in tre decenni e le vetture un totale di 147 gare.

nascar haas
© Getty Images

La vasta gamma di coinvolgimento di Carl Haas nell’industria degli sport motoristici gli ha procurato il plauso di USA Today, che lo ha definito “uno degli uomini più potenti nella storia delle corse automobilistiche“, oltre a fargli guadagnare un posto nella lista dei “50 newsmakers della metà del secolo” compilata dall’American Auto Racing Writers and Broadcasters Association nel 2004.

La stessa organizzazione lo ha anche presentato con il loro prestigioso premio “Pioneer in Racing” per il suo contributo agli sport motoristici nel 2008 e nell’agosto dello stesso anno è diventato il nono destinatario della Motorsports Hall of Fame of America del Bob Russo Heritage Award per il suo contributo allo sport.

Infine, lo stesso anno, ha accettato il prestigioso John Bolster Award di Autosports Magazine a Londra in dicembre “per i risultati tecnici ottenuti per conto del team IndyCar di Newman- Haas Racing”.

Ritiratosi dalle corse, trascorse la vecchiaia nella sua casa di Chicago, dove il suo incredibile viaggio si concluse pacificamente il 19 giugno 2016, circondato dall’affetto della sua famiglia.

Alessia Gastaldi

Mi chiamo Alessia, ho 25 anni e frequento la facoltà di giurisprudenza all’università Statale di Milano. Innamorata dei motori da quando sono bambina, sogno di diventare una giornalista sportiva, per raccontare le storie dei protagonisti che hanno scritto e scriveranno la storia del motorsport.

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