1930-1939BiografieOn this day

Alfieri Maserati, il meccanico che scrisse la storia

Il 3 marzo 1932, nella Bologna che lo aveva ormai adottato, si spegneva Alfieri Maserati, fondatore di quel marchio che ancora oggi esporta il lusso italiano nel mondo. Nato a Voghera, nel pavese, il 23 settembre 1887, la sua famiglia era molto numerosa, composta da ben sette fratelli. Fu Carlo, il più grande di tutti, il primo dei Maserati a entrare nel mondo dell’automobilismo.

Quest’ultimo riuscì a diventare sia un meccanico che un pilota. Assunto, dopo diverse esperienze, dalla Isotta Fraschini di Milano nel 1903, divenne un tecnico collaudatore. Grazie ai ruoli, sempre più di prestigio, che Carlo si ritagliò nell’azienda lombarda, Alfieri lo seguì dopo un lustro. In contemporanea, a testimonianza della grande Passione che animava i Maserati, tutti gli altri fratelli, a esclusione di Mario, avevano trovato un posto di lavoro nel settore dell’automobilismo.

Nel 1911, sempre per la casa milanese, Alfieri si trasferì prima in America Latina e successivamente in Inghilterra, insieme al fratello Ettore, per mostrare al grande pubblico le auto dell’azienda dove lavoravano. L’anno successivo, invece, i due tornarono in Italia e furono inviati a Bologna, dove furono incaricati di organizzare una sede locale dell’officina di assistenza dell’Isotta Fraschini.

IL GRANDE PASSO DEI FRATELLI MASERATI

Due anni dopo, i fratelli riuscirono a organizzare il proprio lavoro al meglio, prendendo l’importante decisione di aprire, sempre a Bologna, una loro attività. Era il dicembre 1914 quando, nel vicolo de’ Pepoli, nacque la Società Anonima Officine Alfieri Maserati. Con cinque operai all’attivo, prima cellula di un’azienda che sarebbe esplosa nel corso dei decenni, i Maserati si occuparono di assistenza sia per l’Isotta Fraschini che per altri marchi.

Scoppiata la Prima Guerra Mondiale, però, Alfieri ed Ettore furono richiamati. Passò al più giovane Ernesto il compito di prendersi cura dell’officina che, passo dopo passo, iniziava a espandersi. Tuttavia, nel bel mezzo della guerra, i due Maserati vennero congedati, in quanto iniziarono a occuparsi del montaggio di motori aerei in alcune officine del milanese.

fratelli maserati nel 1934

Proprio durante questa esperienza, Alfieri operò la prima creazione. Maserati brevettò e ideò una nuova e innovativa candela d’accensione, che risultò essere più potente e resistente di quelle usate in quel periodo. Alla luce di questo successo, venne avviata la produzione. Nel frattempo, il primo conflitto mondiale era terminano, permettendo, dunque, ai fratelli Maserati, il ritorno in Emilia.

Grazie ai passi da gigante compiuti dalla tecnologia, il mercato dell’auto si espanse in breve tempo. Per questo motivo, l’officina venne trasferita, andandosi a ricollocare in una in una ex fabbrica di damigiane sita nella frazione Alemanni, in località Pontevecchio. Nella nuova sede iniziarono a nascere anche nuovi mezzi da competizione, che portarono Alfieri a partecipare personalmente alle gare.

Alfieri maserati targa florio 1922

LA NUOVA AVVENTURA NEL MONDO DELLE CORSE E LA NASCITA DEL MITO

Nel 1920 Alfieri corse al circuito del Mugello mentre, l’anno successivo, prese vita la prima auto totalmente frutto della sua intelligenza creativa, con telaio della Diatto e un motore aeronautico dell’Isotta Fraschini. Nel 1926 decise di produrre auto da corsa in proprio, mentre la sua officina cresceva di credibilità, e manodopera altamente qualificata, giorno dopo giorno.

Purtroppo, durante la Targa Florio del 1927, Alfieri rimase vittima di un pauroso incidente. Riportò varie fratture e lesioni interne, che gli costarono la perdita di un rene. Archiviata questa brutta parentesi, il genio di Voghera continuò il suo percorso nel mondo delle auto. Nel 1930, forte delle vittorie nei Gran Premi di Roma e di Monza, arrivò la nomina a Cavaliere. In quegli anni, il fratello Mario, unico Maserati estraneo al mondo della meccanica, creò il marchio che diede un volto alla storia di questo capitolo dell’automobilismo Made in Italy: il tridente.

Ad ogni modo, nel 1932 si ripresentarono duri problemi di salute, dovuti ai postumi dell’incidente del 1927. Fu così che, il 3 marzo di quell’anno, a soli quarantacinque anni, nel massimo splendore della sua carriera, Alfieri Maserati morì a Bologna. Nonostante la sua scomparsa, la Maserati è ancora presente, a pieno titolo, nell’olimpo dell’automobilismo italiano.

Amedeo Barbagallo

Catania, 2001. Studio Filosofia e curo un Blog. Collaboro con F1world. Sono l'autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo", Santelli Editore.

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