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Alex Albon sulle partenze 2026 spegne “l’allarme caos” dopo i test in Bahrain. Il pilota Williams non vede scenari estremi all’inizio della nuova stagione. Secondo lui, le differenze viste nelle prove di partenza dipendono soprattutto da gomme usurate, temperature diverse e long run appena conclusi. A Melbourne, con condizioni uguali per tutti, la situazione dovrebbe stabilizzarsi. Il vero banco di prova arriverà però solo allo spegnimento dei semafori, con tutta la griglia finalmente schierata.
Nei test di Bahrain è stata introdotta una nuova procedura di partenza. Le auto ora effettuano un secondo giro di formazione e i piloti devono osservare una luce blu di avviso di 5 secondi prima dello spegnimento dei semafori. La rimozione dell’MGU-H cambia il modo in cui le vetture partono: i piloti devono affidarsi alla potenza del motore a combustione interna e al turbo. Se non accumulano sufficiente carica, può comparire il turbo lag. L’obiettivo di questa modifica è chiaro: garantire sicurezza e regolarità a tutti i piloti, dando loro più tempo per portare il motore nella giusta finestra di funzionamento.
Nei test di Bahrain, le vetture motorizzate Ferrari hanno mostrato spunti migliori nelle partenze rispetto alle altre monoposto. Questo ha attirato l’attenzione dei media e dei team rivali. George Russell, pilota Mercedes, ha indicato le partenze come una possibile debolezza per la sua squadra, mentre Oliver Bearman, pilota Haas con power unit Ferrari, ha scherzato sul fatto che la situazione potrebbe favorire il suo team. Queste differenze hanno evidenziato come l’equilibrio tra i team sia ancora in evoluzione e quanto i piloti stiano ancora imparando a gestire le nuove procedure di partenza.
Nei test in Bahrain, le partenze hanno messo alla prova i piloti, ma Alex Albon rassicura sulla stagione 2026: “Le differenze viste nei test dipendono dalle gomme e dai long run. Con condizioni uniformi in griglia, le partenze dovrebbero andare bene”.
Oscar Piastri resta prudente: “Ci sono insidie piuttosto grandi se si commettono errori. La procedura è solo una parte della sfida, il modo in cui gestiamo la potenza e l’MGU-K rende tutto più complesso. Alcuni piloti partono bene, altri sbagliano di grosso. Nelle prime gare vedremo partenze simili ai test, poi le prestazioni si stabilizzeranno”.
Anche Nico Hülkenberg invita alla calma: “Non abbiamo ancora dati reali con tutta la griglia. Con le Power Unit precedenti le partenze erano perfette; ora tutto è nuovo. Ci sarà da scoprire e imparare”.