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Adrian Newey ha parlato per la prima volta del design della vettura che è stata al centro dell’attenzione durante i test di Barcellona. L’AMR26, che ha completato solo 65 giri, ha subito suscitato interesse grazie alla sua configurazione. Newey, entrato a far parte del team lo scorso marzo, ha dichiarato che per la prima volta dal ritorno del team in Formula 1, la vettura è “molto compatta”.
In un’intervista sul sito web dell’Aston Martin ha aggiunto: “Ciò ha richiesto una stretta collaborazione con i progettisti meccanici per ottenere le forme aerodinamiche che volevamo. Ma devo dire che tutto il team ha abbracciato questa filosofia. Non è stato facile per i progettisti ma hanno accettato la sfida”. La nuova Aston Martin rappresenta una sfida unica per tutto il team: nuove regole e tempi di sviluppo compressi.
Il designer britannico ha spiegato che, di fronte a un regolamento completamente nuovo, non esistono certezze assolute sulla strada da intraprendere. “Abbiamo analizzato molto attentamente il regolamento e ciò che riteniamo di voler ottenere,” ha dichiarato. “A dire il vero, con un set di regolamenti completamente nuovi, nessuno è mai sicuro di quale sia la cosa giusta da fare”.
Newey ha poi ammesso: “Di certo non siamo sicuri di quale sia la migliore interpretazione del regolamento. E di conseguenza neanche di quale sia la migliore filosofia da seguire. A causa delle tempistiche, abbiamo scelto una direzione specifica. Se si rivelerà giusta o meno, solo il tempo potrà dirlo. Ma bisogna scegliere una strada e proseguire”. Per l’Aston Martin, questo ha contribuito al ritardo nei test di Barcellona.
Come molti design dell’ingegnere britannico, la AMR26 presenta delle soluzioni che molti definiscono estreme. Newey, però, reputa di non aver approcciato questo progetto in maniera prepotente. “Non considero mai i miei progetti come aggressivi. Mi limito a procedere e a perseguire quella che riteniamo essere la giusta direzione. Questo la rende aggressiva? Forse sì, forse no” ha dichiarato.
Parte dei problemi relativi alla vettura sono dovuti all’arrivo di Newey solo due mesi dopo la pubblicazione del nuovo regolamento. Con questo effetto a catena, l’Aston Martin si è posta in ritardo rispetto alle altre squadre. “Questo ci ha fatto perdere circa quattro mesi,” ha spiegato Newey. “Ciò ha comportato un ciclo di ricerca e progettazione molto, molto compresso nei tempi. La vettura è stata assemblata solo all’ultimo minuto, motivo per cui abbiamo lottato per arrivare allo shakedown di Barcellona”. L’ingegnere afferma che la monoposto vista a Barcellona sarà diversa da quella che debutterà al Gran Premio d’Australia.
Maria Rita Manica