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Formula 1 | Ricciardo: “Mercedes mai così vulnerabile nell’era ibrida”

Tre successi sui primi 10 GP: un bottino che tanti sognerebbero, ma la Mercedes era abituata ad altri standard. E in tanti se ne sono accorti

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Tre vittorie, con la macchia del doppio ritiro in Austria e il fatto di non avere ancora celebrato almeno una vittoria di entrambi i piloti (Bottas non vince dall’anno scorso). Se rapportati alle ultime stagioni, i risultati della Mercedes targati 2018 suonano come un mezzo disastro. Solo Lewis Hamilton ha portato al successo, per ora, la W09, e per “sole” tre volte. L’anno passato, di questi tempi, anche Bottas aveva già celebrato due trionfi (Russia e Austria), per non parlare del triennio 2014-2016, l’epoca in cui le macchine di Stoccarda facevano incetta di trionfi con la coppia esplosiva Hamilton-Rosberg.

Non è un disastro conquistare tre successi su 10 GP, ma coi risultati a cui era abituata la Mercedes è chiaro che siamo lontani dagli standard degli anni scorsi. A parlare di una Mercedes più sottotono rispetto al passato, oltre ai risultati, è stato anche Daniel Ricciardo, il cui team Red Bull è a quota tre successi come le W09. “Non sono schiaccianti come gli anni scorsi, ma era inevitabile che prima o poi perdessero la loro supremazia assoluta – ha riconosciuto l’australiano di Perth riguardo alla Mercedes – Rimangono loro il pacchetto più consistente, ma per un motivo o per l’altro hanno dimostrato segni di debolezza.

Sembrano più vulnerabili, molto di più degli anni precedenti, anche se non dobbiamo dimenticare che, nel complesso, Mercedes rimane una squadra solida e difficile da battere”. Proprio la macchina argento era una delle alternative a Red Bull per Ricciardo nel 2019, ma solo sulla carta. Tutto porta infatti a pensar che l’australiano sia destinato a rinnovare col team di Milton Keynes, col quale le chance di vincere questo titolo si assottigliano sempre di più.

“Non abbiamo il passo per essere sempre là davanti, poi io e Max ci siamo portati via punti a vicenda. Lewis e Seb sono più costanti, sotto questo punto di vista. Speriamo arrivino tracciati migliori, come Budapest: se lì facciamo quinto e sesto, allora sarà un disastro. Credo però che siamo abbastanza forti da vincere qualche altra gara prima della fine del campionato. Vincere il titolo è un altro discorso. Ho tre zeri, i pronostici non mi danno ragione, ma voglio pensare che è ancora lunga e posso giocarmela.

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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