2018Analisi della redazioneGran Premio GermaniaPagelle

Formula 1 | Qualifiche GP di Germania 2018, le pagelle

In Germania una Ferrari davvero strabiliante in qualifica. Forte con l’idolo di casa, Sebastian Vettel, chiamato all’extra prestazione da un Valtteri Bottas insidiosissimo.

Topics

Pagelle qualifiche da Hockenheim. Di casa in casa. Il poleman di Germania è il padrone di casa, Sebastian Vettel, grazie anche ad una Ferrari SF71H davvero sublime. Lo mezzo per lo quale in quel di Stoccarda, gli altri padroni di casa, di rincalzo, hanno dovuto perdere la partenza dal palo con Valtteri Bottas, con un Lewis Hamilton arretrato.

Piloti

Romain Grosjean – 7

Di colpo risorge in annata quel pilota capace di fare buone cose in Lotus. Romain Grosjean dopo un inizio di stagione troppo sofferente, in riferimento al collega di colori, ritrova una certa dignità. Va forte la vettura #8 della griglia, ora anche con un francese molto veloce, concentrato ed efficace. Una buona passerella per tenere botta in gara, per recuperare un bel po’ di punti mai conquistati. Il talento è un mistero, e quando va ad altalena è forse il peggiore leone da domare. Rientrante.

Kevin Magnussen – 8

Il danese, il figlio d’arte sembra essere veramente maturato, un po’ trascinatore di una Haas pasticciona. Una scommessa di Steiner & Co. in cui nessuno riponeva grande fiducia e speranze. Strafottente il Kevin, come in pista, maturato con decisa costanza in questo 2018. Abile a sfruttare un onesto mezzo orbitante nell’emisfero Ferrari, etichettato dall’inizio quale ritinta SF70H. Poco male, se anche fosse, Magnussen la issa spesso in Q3, quasi in lungo ed in largo sin qui. Hockenheim. Tosto.

Max Verstappen – 8

Non la sbaglia la qualifica neanche in Germania, pur lontano dalle luci della ribalta del sabato. Fa il suo massimo nel giro da qualifica, senza errori, con estrema facilità. Insomma, la solita garanzia Verstappen, il freddo-caldo proveniente dai Paesi Bassi. Un affettuosamente cagnaccio orange, onnipresente nelle posizioni che contano dello schieramento di partenza domenicale. Soprattutto quando si ha a disposizione un mezzo un gradino sotto a quello della diretta concorrenza. Attendista.

Kimi Raikkonen – 7

Sta continuando ad andare forte il finlandese rosso, bello a suo agio con la Ferrari 2018 che non ne vuol sapere di toppare di pista in pista. Gli è mancato il guizzo, forse oramai uno degli effetti collaterali della sua veneranda età. Un tre volte partente dalla pole in Germania, inteso come GP, illudente i suoi più spinti tifosi dopo le prime due sessioni di qualifica. Brucia, gli, quella prima fila completa mancata, non proprio per un soffio. Scoccia che senza la W09 #44 di Hamilton, sia stato battuto dal connazionale. Fregato.

Valtteri Bottas – 9

Quando è l’unico a dover rompere le uova nel paniere in quel di Maranello, Bottas non fallisce nell’intento. Si piazza nella morsa rossa domenicale della comunque violentata Hockenheim. Due giri pazzeschi, a stupire lo sfiduciato Toto Wolff, tanto per illudere, alla finlandese, nella possibilità di poter fare il colpaccio. Rompe in ogni caso, ponendosi per l’ennesima volta in questa stagione quale spina nel fianco del rivale per l’iride del suo capitano. In teoria, capace anche di vincerla questa agognata prima stagionale. Insidioso.

Sebastian Vettel – 10

 L’apoteosi del #5. Qui, proprio ad una circa cinquantina di km dai suoi natali di Heppenheim. Pole numero 55 della carriera, venuta con una autorità pazzesca, tirata fuori con una macchina rossa che pareva trovare decimi in ogni dove. Ad ogni giro. Una escalation da pole position inarrestabile, che potrebbe chiamarlo ad una domenica non del tutto in discesa verso la pezza scaccata di casa. Lo vorrebbe, lo vorrebbero i tedeschi in boato dopo il siparietto con il Bottas cattivone. Una domenica da allagare di rosso, definitivamente. Rabbioso.

Team

Red Bull – 6

I “bibitari” le buscano parecchio su di una pista breve in metri di asfalto, dotata anche di qualche tratto teorico pro RB14. Lontana, in termini cronometrici assoluti ancora una volta, un riflesso inconfutabile del loro status prestazionale ancora non all’altezza. Un trend costante, di certo migliore comunque in riferimento alle passate stagioni. Occorre spingere ancora di più, cercare quei cavalli meccanici, telaistici ed aerodinamici che possono venire utili per approfittarne ancor più frequentemente alla domenica. Standard.

Mercedes – 9

Di questa Mercedes c’è sempre poco da fidarsi, nonostante ferite che improvvisamente si aprono e lasciano sangue sull’asfalto. Niente più gommina, fino alla fine, niente più giochetti vista una rivale rossa piu in forma del previsto. Una vettura al limite, in apparenza questa W09, Diva tanto quanto la sua progenitrice, spinta al limite per tenere il passo Ferrari. Possibili furboni, nonostante tutto, disposti anche a perdersi la pole in casa per fare il colpaccio, quello dei punti, quello che conta. Un pericolo costante, ancora una volta per gli aspiranti vincitori. Nascosta(?).

Ferrari – 10

Questa Ferrari SF71H non si tiene, va forte senza se e senza ma su ogni layout di tracciato, in ogni condizione meteo da asciutto. Soprattutto con le sue di gommine, quelle deliberate per la stagione 2018. Una macchina fantastica, cosi come definita dal suo miglior interprete di giornata. Una rossa all’apparenza lanciata sempre più verso un qualcosa di grande, verso un sogno bellissimo. Una verifica da fare c’è. Anche domani la stupenda figlia della SF70H deve dimostrare di averne in gara, almeno tanto quanto la diretta rivale. Possente.

Topics
Continua la lettura

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

Aspetta! C'è dell'altro!