Analisi della redazioneGran Premio Germania

F1 | Grande Hamilton, ma nessuno crocifigga Seb

In Germania Hamilton vince una gara pazzesca, Vettel butta via una vittoria certa. Ma guai a fare processi al tedesco sull’onda della delusione

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Tocca trovare un certo equilibrio nel raccontare la F1, ma in una stagione così convulsa è praticamente impossibile.

Se al sabato Hamilton si agita e complice un problema tecnico resta fermo lungo la pista, alla domenica a Hockenheim Vettel butta via una quasi certa vittoria sulla pista di casa sua, davanti al pubblico incredulo nel vederlo piantato a muro a pochi giri dalla fine.

Ecco, se vogliamo trovare un equilibrio nel racconto di questo pazzo Mondiale innanzitutto non dobbiamo crocifiggere Sebastian: è velocissimo, la Ferrari è la macchina migliore, a Silverstone hanno fatto un capolavoro. In Germania Seb ha commesso un errore ingenuo, pesante, ma metterlo alla gogna solo due settimane dopo averlo decantato non ha senso. Avrà modo di rifarsi e zittire i leoni da tastiera.

Così come non si poteva dare ieri Lewis fuori dalla lotta Mondiale. È giusto dare a Hamilton quel che è di Hamilton quando gli spetta: oggi è partito bene, senza rischi, e prima che Vettel sbagliasse lui guadagnava secondi su secondi a Bottas e Raikkonen sotto la pioggia che iniziava a scendere. Questo è talento, e il Mondiale se lo stanno giocando i più talentuosi di questo sport, ma il solo talento non basta.

No, non basta essere i più veloci, ma serve essere regolari: questo ci sta insegnando questa stagione, dove il bistrattato Raikkonen è ancora matematicamente in lotta per il titolo e si prende il lusso di rispondere con ironia al team order arrivato dai box. Bottas non pervenuto, mai al ritmo degli avversari e anche lui tenuto a rispettare gli ordini di scuderia dopo il rientro della Safety Car.

Non resta che viversi questo Mondiale equilibrato, difficile da commentare con equilibrio ma bello da seguire fino alla fine.

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Christian Caramia

Mi chiamo Christian e ho 27 anni, vivo a Martina Franca (Taranto). Appassionato fin da piccolo di Formula 1, da bambino i miei idoli erano Ayrton Senna e Jean Alesi. Sono cresciuto prima con Michael Schumacher e poi con Kimi Raikkonen. Grazie a loro sono qui a scrivere di questo magnifico sport.

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