2018Gran Premio Canada

Formula 1 | Mercedes ha sfruttato al massimo la vecchia power unit in Canada

Nonostante abbia accumulato sette GP, la power unit Mercedes in Canada ha offerto i livelli di potenza abituali. I guai avuti da Hamilton, secondo i tecnici di Brackley, non c’entrano nulla col motore

Arrivata ormai alla settima gara con la stessa power unit (merito, o colpa del regolamento che impone ai team di utilizzare solo tre propulsori in 21 gare!), la Mercedes ha raccontato di aver provato a ricavare il massimo da questa unità, che avrebbe dovuto essere sostituita per la gara di Montreal. Ma i guai legati all’affidabilità incontrati nelle simulazioni del nuovo propulsore aggiornato hanno convinto il team di Brackley a posticipare gli upgrade e quindi in Canada le W09 sono scese in pista col vecchio propulsore, che ha così raggiunto sette gare di vita.

Un cambiamento di programma non da poco: questo motore la Mercedes avrebbe infatti voluto metterlo da parte in Canada per far spazio alla nuova unità motrice aggiornata, visto che a Montreal la potenza è il fattore più importante. La vecchia power unit che ha corso le prime sei gare sarebbe poi stata riutilizzata in Ungheria, dove i pochi rettilinei le avrebbero consentito di difendersi comunque bene.

In ogni caso, a Brackley non vogliono imputare le colpe del deludente risultato alla power unit che, nonostante abbia accumulato sette GP sulle spalle, in Canada è stata messa nelle condizioni di offrire la massima potenza ai piloti. James Vowles della Mercedes ha commentato così la faccenda: “Il piano consiste nel far correre sette GP ad ogni power unit e ciò che ci rende felici è essere riusciti, anche coi nostri team clienti Force India e Williams, a completare le prime sette corse con la medesima power unit senza riscontrare problemi significativi”.

“Riguardo a quanto accaduto in gara – ha continuato Vowles – Lewis e Valtteri hanno potuto beneficiare della stessa potenza di cui hanno goduto a Melbourne, vale a dire all’inizio del ciclo di vita di questa power unit. Non ci sono state riduzioni di potenza: il motore ha offerto la stessa performance che era in grado di offrire in Australia quando ha fatto il suo debutto. Lewis ha avuto dei contrattempi, ma non c’entrano nulla col motore. Valtteri, dall’altro lato, ha dimostrato la validità di questa power unit, segnando il secondo tempo in prova e concludendo nello stesso piazzamento anche la corsa”.

Vowles ha spiegato anche il problema sofferto da Hamilton: “Si è trattato di un problema legato al sistema di raffreddamento, che ha rischiato di far alzare le temperature della power unit in modo pericoloso. Lewis ha dovuto adattarsi al problema, cambiando stile di guida, e lo ha fatto molto bene. Purtroppo l’inconveniente è sorto molto presto, già durante la Safety Car nel primo stint, che è risultato così compromesso. Dopo il pit stop abbiamo potuto risolverlo e Lewis, nel secondo stint, si è espresso ad alti livelli, ma purtroppo non ha avuto la meglio sulle due Red Bull davanti a lui”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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