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Formula 1 | McLaren, campanello d’allarme a Woking dopo la debacle francese

Debacle McLaren al Paul Ricard e riunione di emergenza nel motorhome del team di Woking: alla MCL33 non si può imputare solo mancanza di velocità di punta

La McLaren non ha più scuse alle quali appellarsi. Dopo aver dato l’addio ai motori Honda, al termine della scorsa stagione, per passare ai Renault, i risultati per la scuderia inglese continuano a non essere soddisfacenti. Il pacchetto aerodinamico introdotto a Barcellona non è stato in grado di fornire alla MCL33 le migliorie che si aspettavano tanté che, anche se a inizio anno l’obiettivo primario sembrava essere la qualifica in Q3, in Francia abbiamo potuto vedere quanto la McLaren abbia faticato ad entrare in Q2, facendo meglio comprendere come l’unico inconveniente che attanaglia la vettura del team di Woking non può rifarsi esclusivamente alla mancanza di velocità di punta.

Secondo alcune indiscrezioni che arrivano direttamente dal paddock del Paul Ricard la McLaren, a seguito della deludente prestazione osservata in qualifica, avrebbe organizzato nel proprio motorhome la domenica sera un meeting di emergenza per fare un’accurata analisi della crisi nella quale l’intero team sembra essere piombato: “Non posso dire chiaramente cosa ci siamo detti, ma ci sono state parole di incoraggiamento per tutte le persone che lavorano in McLaren – ha raccontato a termine della riunione Vandoorne all’emittente belga RTBF – Tutto lo staff era presente al gran completo: è un momento difficile per noi ma il nostro obiettivo è continuare a spingere e speriamo che la situazione possa migliorare in tempi stretti“.

Secondo alcune voci di corridoio uno dei problemi maggiori per la McLaren arriverebbe dalla galleria del vento di proprietà della Toyota a Colonia e condiviso con la Force India. I dati rilevati nelle simulazioni non corrisponderebbero ai riscontri della pista e proprio per questo motivo la MCL33 sarebbe stata protagonista di questo declino parlando in termini di prestazione: “Preferisco stare qui, correre invece di guardare le gare dalla tv – ha spiegato Alonso – Sono uno dei 20 piloti che fanno il lavoro più bello del mondo ed è vero, non siamo stati competitivi fino ad ora ma continuiamo a lavorare, proviamo a fare qualcosa. Mi fido della squadra: in Francia ci è mancata la performance ma nelle prossime gare arriveranno alcune novità che potrebbero aiutarci“, ha concluso.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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