2018Analisi della redazioneGran Premio Monaco

Formula 1 | Qualifiche GP di Monaco 2018, le pagelle

A Monaco rientra tutto un po’ nei ranghi, quando prima di Barcellona, prima delle “ribassate”, in qualifica i crono da pole sono stati sempre conseguiti con la copertura più morbida. La rosa, Hypersoft, stavolta. Con una Ferrari davvero veloce, con una Mercedes migliorata. Non quanto la Red Bull

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Pagelle qualifiche da Montecarlo. Una griglia di partenza frizzante, bella variegata, particolarmente rimescolata rispetto alle prime dell’anno. Sempre un caso a parte, il GP di Monaco, una storica pista che darà il verdetto ultimo solo domani. Una Ferrari costretta a ripetere la vittoria del 2017, tra Red Bull, Mercedes e neutralizzazioni varie ed eventuali.

Piloti

Esteban Ocon – 7

Il francesino “Mercedes” porta il più in alto possibile la sua Force India su di una pista come quella di Monaco. Una qualifica decisamente consistente, sovente davanti allo scomodo Sergio Perez, con un bel carico di decimi in più nel piede. Anche nella testa, quella di un giovane talento che viene da una stagione da rivelazione, con un inizio di 2018 alquanto difficile. Differenza di manico, meno di macchina, visto dove è finita l’altra “big babol”, capace con un ritmo diesel di presentarsi in forma nel circondario nazionale. Una gara in salita, con un Alonso alle spalle prontissimo ad azzannarlo. Sorprendente.

Valtteri Bottas – 5

Il finlandese d’argento da tutto nell’ ultimo tentativo, ma nelle qualifiche del 2017. Oggi, nulla. Lontano, vicino solo per contenutissima estensione lineare del tracciato, abbattuto da una W09 ritornata “Diva”, dopo la parentesi su pista test. Bottas, stavolta le prende da chi doveva dargliele, dal #44, dal quattro volte mondiale. Le riprende dal collega in rosso, a detta dei non addetti ai lavori, nel momento peggiore, quello della riconferma in quel di Stoccarda. Soprattutto dopo un ottimo inizio di stagione. Rimandato.

Kimi Raikkonen – 7

Lo stesso voto di Ocon. Ebbene si, visto che guida una SF71H e non la rosa della griglia. Quarto, relativamente lontano parente del poleman dell’anno scorso, un po’ per tutto il weekend sin qui. Dietro ad una delle Mercedes, quella che è al comando del mondiale piloti, non l’ideale su questa pista di Monaco, dove passare è sempre impossibile. In scia alla sua classe, quella che lo proietta ad assoluto protagonista nel primo run delle Q3, troppo spesso una dote fantasma nel tentativo del colpo finale. Un tantino troppo lontano dal compagno di colori in termini di crono, visti quei poco più di 3 km per giro. Deluso.

Lewis Hamilton – 8

Lewis è tornato, a tutti gli effetti, da quel po’ di vacanza concessasi con la sua nuova Mercedes. Anche sulla pista più contorta del mondiale, nonostante una passo lungo che mostra di avere una coperta un pelino più corta contro le avversarie. Nonostante una gomma rosa che ha dovuto farsi andare a genio, dopo che in Q2 stava facendo una frittata fucsia, per questioni di eccessivo ottimismo Ultrasoft. Un cagnaccio che sbatte una palmata sul volante dopo il primo tentativo della vera qualifica. Un picco di stizza che gli vale un fucsia in pista, ma solo nel T1, per poi appassire in tutto il suo ultimo run. Difensore.

Sebastian Vettel – 9

Il nativo di Heppenheim è sempre un bell’andare tra le stradine di Alberto, e contrariamente alle qualifiche scorse, di un Raikkonen davanti, nemmeno l’ombra. Un Lion Lap, che mannaggia non vale la prima casella di partenza, se non una mezza salvezza per aver acciuffato una meritata prima fila. Uno da 53 pole in carriera, e certi numeri saranno pure freddi, ma contano, inutile illudersi con i sentimentalismi. Questione di frequenza, di attitudine alla qualifica, uno status che raramente rappresenta sorprese in negativo per uno come Vettel. Pur sempre l’altro quattro volte mondiale di questa Formula 1. Predatore.

Daniel Ricciardo – 10

Monaco è sua. Per la seconda volta. Una pole facile visto il suo monopolio in ogni sessione di libere, nonostante quello squalo olandese scomparso rovinosamente dalla scena di questo sabato. Assoluti demeriti, contrapposti agli altrettanti meriti dell’australiano volante. Un ragazzo viaggiante nelle sfere mentali a livelli inimmaginabili per il suo giovane compagno d’armi. Come un killer infallibile, pronto ad arretrare ogni barriera molesta, pronta a spiaccicarsi sulla sua RB14. Come un uomo capace di camminare sull’acqua, coccolato dalle dolci, per lui, difficilissime pieghe di Montecarlo. Imbattibile.

Team

Mercedes – 8

Non era la sua pista, un weekend di quelli difficili, dura battere Ferrari e Red Bull. Una cantilena da mani avanti iniziata dopo il trionfale weekend del Montmelò, un po’ per attenuare le polemiche sul “Gomma-gate” imperversate dopo la prima doppietta d’annata. Tutto vero, come nelle previsioni, con una W09 fatta per l’oltre Monaco, e che deve difendersi alla meglio in piste da altissimo carico aerodinamico. Salvata dal pilota di punta, lì nel tugurio monegasco dove è solo il vero campione a dover, poter fare la differenza. Una solida corazzata, ancora una volta, in pole position per una bella fetta di punti alla domenica. Sorniona.

Ferrari – 9

La mamma è sempre la mamma, verrebbe da dire. Quella SF70H più “bassina” in lunghezza rispetto alla figlia. Una SF71H che riconquista le doti di finestra di funzionamento degli pneumatici che l’anno sempre contraddistinta, tranne con le famosissime nere “ribassate”. Una versatilità che al sabato del Principato sembra essere ritornata in buono spolvero, nonostante una rivale tosta che ha seguito certe scie di quella mamma altrui di nome Gina. Tant’è, per riprendere un cammino lanciato, e sereno, divenuto complicato, forse troppo improvvisamente. Nonché inaspettatamente. Ripartita.

Red Bull – 10

La RB14 si dimostra all’altezza delle aspettative, riposte in primis da tutti i non addetti ai lavori. Una velocità annunciata da orde di cori in canto perenne dopo la campagna di Spagna. Una realtà che ha trovato la piena concretezza dopo le FP3 di questo sabato, quando l’oramai solo Ricciardo ha dato la prima mandata al catenaccio per la chiusura della partita pole position. Tutto secondo i programmi, non fosse che manca l’altra blue, quella col 3 in doppia cifra sul musetto, consegnata alle barriere della seconda delle piscine. Una svista in gestione piloti recidiva per i vertici di Mateschitz. Felina.

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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