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Formula 1 | Toto Wolff: “Il pit stop non era nei nostri piani”

Il Team Principal Toto Wolff afferma che la Mercedes non ha mai considerato la possibilità di adottare la stessa strategia utilizzata dalla Red Bull, cioè di effettuare un pit stop per Lewis Hamilton dopo l’ingresso della Safety Car in Cina, seppur con il senno di poi, si poteva almeno tentare

Una scommessa coraggiosa sulla strategia ha dato i suoi frutti alla Red Bull a Shanghai. Con la rapida decisione di fare un pit stop con entrambi i piloti durante il regime di Safety Car, entrata a metà del GP della Cina, probabilmente non si pensava certo di ottenere risultati decisamente positivi e men che meno la vittoria. Forse ci sarebbe stata addirittura una doppietta per la Red Bull se Max Verstappen non avesse compromesso e rovinato la propria gara con un contatto con Sebastian Vettel, che gli ha fatto ottenere anche una penalità di 10 secondi. Probabilmente la stessa strategia avrebbe potuto facilmente aiutare anche Lewis Hamilton, che invece è rimasto in pista con la mescola media.

A riguardo Toto Wolff ha affermato che l‘idea di fare il pit stop non è mai stata presa in considerazione, perché i dati rilevati dal team avevano previsto che le prestazioni dei nuovi pneumatici non sarebbero state così performanti da voler rischiare di fare un altro pit stop, infatti ha dichiarato: “In quel momento abbiamo pensato che la posizione avuta in pista era più vantaggiosa rispetto al pit stop. Il pit stop non era nei nostri piani ed il nostro calcolo prevedeva che la mescola avrebbe retto fino alla fine della gara e sarebbe stata prestazionale, invece mettendo su una nuova mescola pensavamo che questa non avrebbe offerto un tale vantaggio in termini di prestazioni. Il vantaggio mostrato dalla Red Bull è stato molto più di quanto ci aspettassimo. Guardando indietro, sarebbe stata sicuramente la giusta strategia da seguire, ma nessuno nel team, me incluso, pensava che fosse la cosa giusta da fare”.

Toto Wolff ha negato anche che la sua squadra fosse troppo concentrata sulle Ferrari in quella fase della gara, non dando così peso alla Red Bull, sottolineando che tale mossa “non era sul loro radar” a prescindere dalle circostanze. Perciò a riguardo ha dichiarato: “Ferrari e Mercedes hanno deciso la stessa strategia, non effettuando un altro pit stop in quel momento. Non penso che fosse una questione di concentrazione, era una questione di effettuare la gara più veloce, e questo è stato dimostrato dalle nostre simulazioni. Non sono sicuro che la Red Bull fosse sorpresa dal ritmo avuto, ma sicuramente lo eravamo e lo erano tutti, con il senno di poi sarebbe stata la cosa giusta da fare, ma non era nel nostro mirino in quel momento”.

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Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 27 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

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