Formula 1 2018Gran Premio BahrainStoria dei Gran Premi

Formula 1 | GP Bahrain 2018: un gran premio all’acqua di rose

La F1 sbarca in medio oriente, dove i piloti sul podio non festeggiano col tradizionale Champagne, ma con una bevanda chiamata Waard. Riviviamo insieme la storia di questo tracciato

La Formula 1 è sempre in movimento, dopo la prima gara nel continente australiano, la tappa numero due del campionato 2018 è a Sakhir per il Gran Premio del Bahrain.
Il circuito sul quale sfrecceranno le vetture, sorge nel bel mezzo del deserto nella periferia della capitale Manama ed è lungo 5.412 Km. La sua creazione, poi, si deve alla volontà dello Sceicco Al Khalifa e i disegni di Herman Tilke.

Facciamo un salto nel passato e riviviamo i momenti che hanno segnato la storia del Gran Premio del Bahrain.

Grazie al pugno di ferro di Ecclestone, nel 2004 la F1 sbarca in Bahrain per il primo GP in Medio Oriente. A battezzare il circuito di Shakir ci pensa Michael Schumacher, che sale sul gradino più alto seguito dal compagno Barrichello e Trulli su Renault.

L’anno successivo invece, la fortuna non assiste Schumi che, costretto al ritiro, lascia la strada libera ad Alonso: lo spagnolo si piazza primo davanti a Trulli e Raikkonen. Il Samurai, però, non si accontenta e nel 2006 fa il bis: in questa edizione si assiste anche all’esordio di Nico Rosberg con la Williams: il figlio di Keke è autore di uno strepitoso debutto, finendo in zona punti ed effettuando il giro più veloce.
Massa si prende l’edizione del 2007, dopo aver tenuto testa ad Hamilton; il brasiliano si ripete anche l’anno seguente e finisce davanti a Raikkonen e Kubica.

Nel 2009 a trionfare è Button, iniziando la serie di vittorie che lo porterà alla conquista del titolo.
Il 2010, invece, è impresso nella memoria dei ferraristi per il debutto di Alonso con la Rossa: un esordio coi fiocchi per lo spagnolo che si assicura la vittoria, seguito da Massa che regala una stupenda doppietta alla Ferrari.

Nel 2011 la FIA decide di cancellare l’appuntamento del Bahrain dal calendario di Formula 1, a causa delle tensioni etniche che scuotono il paese.
L’anno dopo il Gran Premio è ancora una volta al centro di alcune discussioni, questa volta al centro della discussione c’è la violazione dei diritti umani di cui le autorità governative sono accusate.
Il GP, tuttavia, va avanti con Vettel che si aggiudica il primo posto, ma la scena è tutta per Rosberg: il tedesco è autore di due manovre al limite che costringono, prima Hamilton e poi su Alonso fuori pista.

Vettel domina anche il GP del 2013, questa volta davanti alla Lotus con Raikkonen e Grosjean che regalano una stupenda doppietta alla Lotus; mentre problemi al DRS costringono Alonso e la Ferrari in ottava posizione.
L’edizione del 2014, poi, riassume la situazione della Scuderia di Maranello: ad Alonso e Massa non rimane che arrendersi davanti all’emergere dello strapotere Mercedes che va a vincere con Hamilton.
Il quattro volte campione del mondo s’impone anche l’edizione successiva, ma Raikkonen riesce a fare breccia e rompe il muro delle Frecce d’Argento, con un secondo posto.
Il 2016 è il turno di Rosberg, seguito da Raikkonen e Hamilton.

Ma arrivando ai giorni nostri: l’anno scorso è stato l’anno si Sebastian Vettel che dopo un partenza a razzo supera il suo diretto rivale Lewis Hamilton portandosi a ridosso di Valtteri Bottas, partito dalla pole. Ma il finlandese non tiene il passo e viene superato dalla rossa numero 5 che vince la gara. Vettel così porta a casa il suo quarantaquattresimo successo in Formula 1.

Pochi giorni ancora e scopriremo chi scriverà il proprio nome sulla sabbia del deserto di Sakhir.

Tags
Show More

Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e fotografia, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google Adwords. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

Aspetta! C'è dell'altro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *