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Formula 1 | GP dell’Azerbaijan 2018: non c’è due senza tre

Il circus della Formula 1 fa tappa, per la terza volta, a Baku: domenica si corre il GP dell’Azerbaijan. Vediamo insieme la storia di questo GP

Il circuito è quello cittadino della capitale, disegnato da Hermann Tilke in modo da poter offrire scenari mozzafiato sulla città caucasica. Sullo sfondo della velocità delle monoposto, c’è il contrasto tra lo stile del passato che rimanda all’Oriente, rappresentato dalla Città Vecchia patrimonio dell’UNESCO e quello moderno del complesso delle caratteristiche Flame Towers.

Dopo l’accordo tra l’ex Patron della Formula 1 Ecclestone e il Ministro della gioventù e dello sport azerbaigiano Rahimov, si decide di disputare il GP nella stagione 2016 con il nome di “GP d’Euoropa“. Il debutto, tuttavia, avviene in un contesto di polemiche dovute alla concomitanza della gara a Baku con la 24Ore di Le Mans: il che causa una perdita di pubblico e un’occasione mancata per piloti come Hulkenberg, il quale non può difendere il titolo conquistato l’anno precedente.

Le aspettative per l’ultima arrivata sono alte, ma vanno poi scemando quando si assiste alla prima gara della GP2: interrotta tre volte a causa di contatti. La prima sessione di prove libere, così come le altre, vedono protagoniste le due Mercedes con Hamilton più veloce rispetto al compagno di squadra. La pista, ancora non ben conosciuta, trae in inganno alcuni piloti, tra cui Riccardo: il primo a inaugurare il circuito con un bel botto alla curva 15!

Ad inizio gara, gli occhi sono tutti per le due Mercedes, con Rosberg mantiene il comando per tutta la durata della gara. Invece i sogni di rimonta di Hamilton, dopo una qualifica finito a muro, svaniscono quando il motore della sua Mercedes sembra in difficoltà. In seguito si scopre che il disguido è dovuto ad una configurazione sbagliata del sistema ibrido; il pilota chiede più volte aiuto ai sui ingegneri per trovare la combinazione corretta ma le nuove regole non permettono questo tipo di comunicazioni.

La vittoria, va a Nico Rosberg che conquista anche il suo secondo Grand Chelem in carriera: pole, vittoria e giro veloce. Vettel riesce a portare la Ferrari sul podio dopo essere scattato dalla quarta posizione, a completare il podio è Sergio Perez con la Force India.

Il 2017 il tracciato di Baku prende la sua denominazione naturale diventando il Gran Premio dell’Azerbaijan. La sfida Hamilton-Vettel è sempre più accesa con l’inglese che riesce a conquistare la pole nelle qualifiche, mentre il tedesco della Ferrari è solo quarto. Subito alla partenza l’incidente tra i due finlandesi Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen che partivano rispettivamente secondo e terzo. Ne approfitta Vettel per passare secondo.

La gara prende una svolta quando la STR di Daniil Kvjat si ferma in un punto pericoloso, per un problema tecnico facendo entrare la safety-car. Pochi giri e la macchina di sicurezza è costretta nuovamente a rientrare per pulire il tracciato dai molti detriti, presenti a causa dei diversi contatti avvenuti nei primi giri. Il questa fase Vettel tampona Hamilton, che aveva rallentato in un tratto di accelerazione, per poi affiancarsi alla sua Mercedes, e colpirlo, con la gomma anteriore destra.

baku ricciardo 2017 winnerA metà gara Hamilton ha un problema sul sistema di protezione alla testa, fissata sulla sua monoposto; il britannico è costretto a tenerla ferma, staccando una mano dal volante. Al trentaduesimo giro il britannico si ferma ai box, per la sostituzione dell’apparato. Vettel passa al comando della gara, ma devo scontare una penalità (stop&go di dieci secondi), per la manovra effettuata su Hamilton, in regime di safety car. Alla fine la gara viene vinta da Daniel Ricciardo. L’appuntamento è domenica a Baku!

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e fotografia, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google Adwords. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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