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Formula 1 | C’è anche Dallara nel miglioramento della Haas

Non fosse stato per quei due pit stop disgraziati, la Haas avrebbe raggiunto comodamente la zona punti. Ecco a cosa è da ricondurre, secondo Magnussen e Steiner, il miglioramento del team

Il debutto scalpitante delle Haas VF-18 non è passato inosservato alla concorrenza, tanto che ben presto si sono levate voci che accusavano la scuderia americana di essere una copia della Ferrari dello scorso anno. Magnussen e Grosjean hanno condotto a lungo il GP d’Australia a ridosso del podio, prima che due pit stop disgraziati mettessero fine alle loro speranze di concretizzare le ottime performance in un doppio arrivo in zona punti.

Nel commentare il salto di qualità della macchina americana, Kevin Magnussen ha lodato la Dallara, che si occupa dello chassis ed è partner della Haas fin dal 2016, anno in cui la scuderia fece il suo ingresso nella massima formula: “Dallara è un elemento fondamentale del nostro team – ha commentato il pilota danese – e quest’anno ha fatto un grosso salto in avanti. Le componenti della vettura sono di qualità migliore e rendono in modo più efficiente quest’anno”.

“Possiamo stare quanto vogliamo a disegnare le componenti al CFD, ma se poi nella realtà non otteniamo quello che volevamo, vuol dire che tutto il lavoro è stato inutile. In questo senso abbiamo migliorato molto e i risultati si vedono. Dallara sta lavorando nella direzione giusta per il nostro team” ha continuato Magnussen.

Anche il team principal Gunther Steiner ha voluto sottolineare come le collaborazioni fruttifere con altre aziende abbiano contribuito al miglioramento della Haas in questo primo scorcio di stagione: “L’unica cosa che non possiamo comprare è il tempo. Qualcuno infatti potrebbe dire: ‘Perché non avete iniziato prima a lavorare come state facendo adesso?’. La questione è che ci vuole tempo per maturare. Questo è uno sport complesso, ci sono tanti investimenti da fare e non sempre si può capire immediatamente quale sia il provvedimento migliore. Ora stiamo migliorando le nostre sinergie con Ferrari e Dallara e siamo ad un livello altissimo, dove non c’è margine per avere degli anelli deboli, altrimenti il resto della catena verrebbe danneggiato. E finché lavoriamo così siamo certi di poter riflettere il nostro miglioramento nelle prestazioni in pista.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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