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Formula 1 | Jean Todt e il veto Ferrari: liberiamo la governance della F1

Sta per scadere il termine per varare le riforme del 2021 sui nuovi regolamenti e accordi commerciali della Formula 1. E la Ferrari ha dalla sua il famoso, storico diritto di veto. Un diritto che l’ex rosso, il Presidente FIA Jean Todt, vorrebbe eliminare.

Jean Todt, nelle vesti di Presidente FIA fa la sua bella voce grossa sui nuovi regolamenti tecnici ed accordi commerciali da definire, e ratificare per il 2021. Il tempo si sta riducendo in quanto alla fine di quest’annata i nuovi provvedimenti dovrebbero prendere forma, ma la Ferrari, nelle vesti del suo Presidente, Sergio Marchionne, ha inziato un braccio di ferro con la governance F1.

Il tutto, a nome del famoso veto Ferrari, una importante arma nelle mani dei vertici di Maranello. Un diritto che l’ex direttore tecnico del cavallino vorrebbe mettere al bando. Una prerogativa unica nel panorama delle scuderie del Circus, un mezzo potente di opposizione per smontare indirizzi futuri F1 non di gradimento. Tanto quanto avvenne nel 2015, quando la rossa fece ricorso al veto contro la riduzione dei costi sul prezzo delle forniture propulsori clienti.

Riguardo questo storico privilegio, Jean Todt espone gli antichi antefatti che portarono alla sua costituzione: “Il Fondatore, Enzo Ferrari, era l’unico a realizzare le vetture completamente in factory, le altre squadre erano motorizzate Ford. In quel momento si decise di andare via da quella che viene chiamata la Silicon Valley del motorsport, Regno Unito, Ferrari aveva bisogno di protezione: questa è la storia del veto.

Personalmente, in questo preciso momento storico, non sono favorevole perché i tempi sono cambiati “, ha detto il Presidente FIA. “Quando lo abbiamo reintrodotto, ed è qualcosa che ho menzionato molte volte, sono rimasto molto sorpreso poiché, dal 2012, il Patto della Concordia avrebbe avuto un orizzonte di 13 anni, ma ero l’unico contrario al veto Ferrari.

Ricordate, in quell’incontro a Parigi sul Patto della Concordia con i titolari dei diritti commerciali e tutti i Team fu riconosciuto alla Ferrari il suo diritto di veto. Sarebbe stato inopportuno per me oppormi.

Quando è stato chiesto a Jean Todt relativamente la minaccia di abbandono Ferrari, ha aggiunto: “Onestamente, questa è una loro scelta: sono liberi, spero davvero che non se ne vadano, ma può sempre succedere.”

Eppure Todt ritiene che il cavallino rampante abbraccerà i futuri piani FIA: “Tante grandi squadre sono entrate, ed hanno abbandonato la Formula 1, potrebbe arrivare anche il momento per Maranello. Ma alla fine convoleremo ad un accordo. Sono persone d’affari intelligenti, razionali, ed una azienda come la Ferrari non può opporsi all’idea di riduzione dei costi, per incrementare i guadagni. Anche perché le scuderie in lotta devono vivere e non barcamenarsi per la sopravvivenza.”

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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