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Formula 1 | Gene Haas risponde alle critiche!

Gene Haas cerca di spiegare il punto di vista di Gunther Steiner per evitare ulteriore polemiche, affermando anche di non essere contrario all’arrivo di un pilota americano nel suo team, seppur ha spiegato che non è così semplice abituarsi ai ritmi della Formula 1

Il team Haas ha negato di essere contrario all’idea di assumere un pilota americano, ma ha affermato che ancora non ci sono piloti americani in grado di cimentarsi con la Formula 1. L’unico team americano della Formula 1 deve ancora nominare un pilota statunitense, da quando è entrata a far parte del Circus due anni fa. Il francese Romain Grosjean e il danese Kevin Magnussen costituiscono la loro line-up piloti. Il team è stato criticato dai personaggi delle corse americane il mese scorso, dopo che il Team Principal del team Haas, Gunther Steiner, ha suggerito che nessun pilota degli Stati Uniti è ancora pronto per la Formula 1.

Il proprietario del team Haas, Gene Haas a riguardo sul sito web del team ha dichiarato: “Il fatto è che noi stiamo ancora imparando qui in Formula 1 e portare un pilota che ha bisogno di conoscere la Formula 1 probabilmente non è la cosa migliore per noi e per il pilota stesso. Questo è solo il nostro terzo anno e dobbiamo migliorare in una varietà di settori, e Romain Grosjean e Kevin Magnussen stanno giocando un ruolo importante in questo miglioramento, grazie alla loro esperienza. Non stiamo dicendo di no ad avere un pilota americano, ma la realtà è che seppur i piloti americani hanno una superlicenza e potrebbero effettivamente competere in Formula 1, dovrebbero competere con un team che possa essere per loro un punto di riferimento”.

Alexander Rossi è l’unico americano nell’ultimo decennio che ha gareggiato in Formula 1, ma è apparso solo cinque volte con la Manor alla fine della stagione 2015. Gene Haas che ha un team NASCAR dall’inizio degli anni 2000, afferma di non avere dubbi sulla capacità della sua nazione di produrre piloti da corsa di grande talento. Perciò ha affermato: “Questo dibattito che è nato sui piloti americani si è ingigantito. Credo nei piloti americani – il mio team NASCAR ne è pieno, e abbiamo vinto molte gare e campionati. Infatti, la disciplina è diversa, ma certamente, ci sono piloti americani competenti che possono competere anche in Formula 1. Ma noi non siamo ancora pronti per questo, e con la quantità limitata di test, fare in modo che chiunque non sia già parte di un programma di sviluppo si abitui alla Formula 1 sarebbe difficile. Penso che sia questo il punto che Gunther Steiner ha provato a spiegare”.

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Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 25 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

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