Ayrton SennaClassicF1 StoryMcLaren Honda

Formula 1 | F1 Story 1988, GP Spagna: Prost vince, ma la regola degli scarti premia Senna

Sul circuito di Jerez Alain Prost centrò la sua 34esima vittoria in carriera, ma la regola degli scarti gli impedì di aumentare il vantaggio su Senna

Terzultimo round della stagione 1988 di Formula 1. GP di Spagna, circuito di Jerez de la Frontera: una pista all’epoca utilizzata solamente dalle monoposto del Circus e dai prototipi del Motomondiale e che, quindi, presentava un asfalto polveroso e sporco, sul quale era difficile portare le vetture al limite.

Dopo la vittoria in Portogallo, Alain Prost comandava la Classifica Piloti con 81 punti, cinque in più rispetto al suo acerrimo rivale Ayrton Senna: un margine risicato, che si rivelava veramente misero a tre gare dalla fine e con un Titolo Mondiale in palio.
La sfida tra i due, di conseguenza, rimase bollente anche in Spagna: rispetto a quanto successo all’Estoril, però, la MP4/4 numero 12 riuscì a mettere le sue ruote davanti all’avversaria transalpina, con il Campeao brasiliano capace di centrare la pole position con un tempo di 1’24’’067.

Ayrton Senna in azione sulla McLaren-Honda MP4/4

Giusto 67 millesimi in meno rispetto al bi-Campione del Mondo francese, che completò una prima fila dominata dal binomio McLaren-Honda. In terza piazza, invece, si presentò la prima monoposto dotata di propulsore aspirato, quella Williams-Judd FW12 con la quale Nigel Mansell pagò solamente 2 decimi rispetto alla testa della classifica. Al suo fianco si schierò la prima delle Benetton del belga Thierry Boutsen, mentre a seguire si qualificarono nell’ordine Alessandro Nannini, Ivan Capelli e Riccardo Patrese.

Michele Alboreto sulla Ferrari F1 87/88C

Quest’ultimo, tra l’altro, si rese protagonista di una brutta gatta da pelare: durante i turni di qualifica, infatti, il padovano aveva tra le mani un ottimo tempo che gli avrebbe permesso di piazzarsi nelle posizioni che contavano davvero… se non si fosse messa in mezzo la Tyrrell di Julian Bailey, che lo rallentò facendogli perdere il vantaggio perduto. In risposta Patrese effettuò un “brake-test” sul pilota britannico, una manovra che gli costò alla fine una multa di ben 10.000 dollari. E le Ferrari? Le F1 87/88C dotate di motore turbo-compresso delusero le aspettative, con un Gerhard Berger solamente ottavo davanti alla Lotus-Honda del Campione del Mondo in carica, un Nelson Piquet che sopravanzò la seconda Rossa di Michele Alboreto.

Le uniche monoposto turbo in grado di fare davvero la differenza, quindi, erano le “solite” McLaren di Senna e Prost, con il brasiliano che stavolta aveva una concreta possibilità per recuperare il piccolo svantaggio nei confronti del rivale francese. Allo spegnimento dei semafori rossi, tuttavia, Alain scattò meglio portandosi dietro Mansell, mentre Ayrton iniziò quasi subito a patire gli stessi problemi di “interpretazione” del livello di carburante rimasto nei serbatoi della sua MP4/4 da parte del computer di bordo.

Nigel Mansell sulla Williams-Judd FW12

Un inconveniente che gli impedì di lottare per la vittoria, per cui invece si fece sotto… il Leone di Inghilterra: Mansell, per l’appunto, le provò tutte pur di mettere il sale sulla coda a un Alain Prost in stato di grazia, ma la minor potenza del propulsore Judd della sua Williams non gli consentì di battagliare ad armi pari con il V6 Honda della McLaren del suo avversario. Inoltre, durante il pit-stop, i meccanici di Grove persero tempo nell’avvitare una delle gomme della sua FW12, il che spianò la strada al 34esimo successo in carriera di Alain Prost.

Alain Prost vince il GP di Spagna

Un trionfo, tuttavia, dolce-amaro, che non gli permise di incrementare nemmeno di un punto il vantaggio in classifica sul rivale Senna, giunto quarto al traguardo: secondo la regola degli scarti, infatti, Alain dovette tener buoni solamente i migliori 11 risultati di stagione, il che rese praticamente vana la sua vittoria in terra spagnola. Dietro di lui Mansell giunse con quasi trenta secondi di ritardo e centrò il suo secondo “secondo posto” su appena due GP portati a termine durante l’intero 1988, mentre Alessandro Nannini completò il podio.

Tags
Prosegui la lettura

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

Vedi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *