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Formula 1 | Qualifiche GP di Abu Dhabi 2017, le pagelle

Abu Dhabi è l’ultima tappa del, nel, mondiale di F1 2017. Le qualifiche hanno restituito l’ultimo poleman dell’anno, il soldato Valtteri Bottas, la solita W08

Pagelle qualifiche da Yas Marina. Il palcoscenico della qualifica numero 20 è il tracciato di Abu Dhabi, un mondo sfarzoso in tutto, in cui a conquistare la pole è stata la W08 #77, quella del soldato Valtteri Bottas, proprio dinanzi allo specialista Lewis Hamilton.

Piloti

Max Verstappen – 5

Il cagnaccio d’Olanda non chiude in bellezza il mondiale 2017 in qualifica. Le prende da tutti gli altri, quei soliti cinque che per tutto l’anno, come lui, hanno avuto le tre migliori monoposto del lotto. Un Verstappen abbastanza schiaffeggiato dal compagno di box, un po’ per tutto il weekend, sin qui. Una prestazione sul giro secco che non fa scopa con il suo trend stagionale, spessissimo, sovente, dinanzi la RB13 #3. Problemi di assetto, mal conciliazione della vettura bibitara con le pieghe di Yas Marina, a sua detta. Mai un complimento a chi, stavolta, è risultato a cronometro, più bravo. Seccato.

Kimi Raikkonen – 6

La rossa non ne aveva contro l’argentea, ed il più vecchio della compagnia si è preso, quasi, due decimi netti dall’amicone Sebastian. Tutto normale, lineare, non fosse che si è ritrovato in quinta piazza per un sopravanzante, forse, inaspettato. Una di quelle solite prestazioni che vanno a suggellare le orde dei suoi detrattori, più che di fatto, soprattutto per apparenza. “È andata così!” Una classica sua di frase, puntualissima per sintesi, per aderenza incontrovertibile ai dati di fatto. Un Kimi che viaggia bene, che ogni tanto, purtroppo, si ritrova a dover fare i conti con qualche scomoda figura di troppo. Infinocchiato.

Daniel Ricciardo – 8

Daniel Ricciardo doma la pista di Abu Dhabi con un grande, relativamente, inosservato giro veloce. Infligge un netto distacco all’olandese volante, frega la SF70H #7 del finlandese rosso. Una prestazione che, questa volta, fa il paio con le sue dichiarazioni al venerdì. In scia alla Ferrari ci è stato eccome, una eventualità lontanissima dall’essere possibile dopo i primi due turni di qualifica. E invece l’australiano smagliante trova quello smalto che era sicuro di poter mettere sull’asfalto liscio di Abu Dhabi. Una sorta di colpo da biliardo, una prestazione tipica di un gran manico quale è Ricciardo, troppe volte mancata nelle precedenti qualifiche dell’anno. Una buona opportunità da podio, per chiudere al meglio un non facile 2017. Cannoniere.

Sebastian Vettel – 8

Perde la prima fila per manifesta superiorità del team anglo-tedesco. Conduce una qualifica perfetta, nei limiti prestazionali offerti dalla sua Gina. L’ultima qualifica per una coppia che ha fatto grandi cose, in tempi di monopolio altrui. Un pilota che proverà a giocarsi una vittoria impossibile in quel dell’emirato. Un campione sereno, che ha incassato, ingoiato, che continua a tenere il miglior decoro possibile, nonostante la sconfitta iridata. Un pur sempre maestro del giro secco, che a fronte di record assoluti altrui, ingiustamente è considerato un gradino al di sotto. Una qualifica che non rispecchia le sue ultime volontà, desideri, 2017, una realtà prevedibile negli esiti visto il layout del tracciato. Una ammissione di umiltà immensa quando riconosce all’ex australiano della F1, Mark Webber, di essere sempre andato più forte a Yas Marina. Signore.

Lewis Hamilton – 9

Lewis Hamilton sghignazza dopo essersi tolto il casco sulla griglia di partenza. Dopo averle prese dal Bottas di turno. Un Re Nero che nulla ha potuto contro la W08 #77, che ha chiesto tutto, ed oltre, alla sua vettura senza riuscire nell’impresa di chiudere l’anno del suo quarto titolo in pole. Un errore ad Interlagos, una variabile finlandese imprevista nell’emirato arabo. Un uomo che riconosce di aver perso un po’ il passo nel mentre dell’ora di qualifica, che riconosce i dovuti meriti al compagno di colori, risultato più bravo su un suo semi-fortino. La vittoria è di certo nelle sue note, ma a giochi conclusi non del tutto scontata. L’ultima occasione per dimostrarsi il perché di questo suo quarto titolo in cascina. Accomodante.

Valtteri Bottas – 10

Bottas ci riproverà all’ultima, dopo aver perso la penultima, sebbene partente in pole. Seconda pole di fila per un ragazzo giovane di Finlandia che, dopo la chiusura dei titoli, ha ripreso ad andar forte, fortissimo visto il nome del battuto di giornata. Un momento da assoluto protagonista, da dover sfruttare nella partenza di Abu Dhabi per tentare di involarsi alla vittoria. Un momento cruciale, forse, per l’anno venturo, una parziale prova di maturità a cui il suo di destino sembrerebbe chiamarlo. Una bella opportunità per battere il Re Nero anche in gara, per rispondere alle critiche, per diradare tante nubi addensatesi dopo il rientro estivo. Rinvigorito.

Team

Red Bull – 8

Di solito, a salvare la baracca ci pensava il prodigio di Max Verstappen, stavolta ci ha pensato quello di Daniel Ricciardo. Una RB13 che dal Brasile ha misteriosamente perso lo smalto messicano, tornata nel livello di forma standard dell’anno. Ombre che sembrano essere diventate una conferma, una sospensione posteriore fantomatica che sembra non più presente viste le ultime prestazioni. Un affanno dovuto anche al comparto power unit Renault, un ultimo step evolutivo che ha creato patemi affidabilistici generalizzati. Un anno in parte raddrizzato, soprattutto per la classe dei due alfieri di Milton Keynes. Una squadra che tenterà il colpaccio nel vicinissimo 2018, forse. Ridimensionata.

Ferrari – 9

Quando ci si trova su di un tracciato presentante un intero intermedio rettilineo sorgono i problemi. Problemini, nella fattispecie, una evidenza che vede il concetto monoposto SF70H di difficile conciliazione con il lento-veloce. Una decente qualifica, nonostante i decimi rimediati dalla migliore del lotto. Un miracolo, l’ultimo chiesto alla beneamatissima Gina allo spegnimento dei semafori rossi, fino alla bandiera a scacchi. Una potenziale opportunità di vittoria che a meno di mezze catastrofi in quel di Stoccarda non potrà mai materializzarsi. Una signora macchina, prossima alla pensione, che si spera possa concludere la comunque bella carriera in grande spolvero. Principessa.

Mercedes – 10

La W08 conquista con sfrontatezza, con ingordigia, una intera prima fila in quel di Abu Dhabi. Una vettura solidissima, innanzitutto, velocissima quando c’è da tenere l’acceleratore a manetta. L’ennesima pole annuale, una ennesima conferma della sua forza sul giro secco. Una dinastia che non cessa di dominare, soprattutto dopo quattro anni, un tempo in cui gli altri dovrebbero aver potuto capire più di qualcosa. Ancora tempi di assoluta gloria, meritata dalla prima qualifica dell’anno, nonostante qualche sgarro ricevuto dalla sfidante di rosso dipinta. Una squadra che ha arginato qualsiasi velleità, che ha mostrato un livello di maturità elevato, a tratti irraggiungibile. Divina.

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall’arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996.
Un amore incondizionato per la F1, da me definita come “Lo Sport che risveglia i Talenti dell’uomo.” Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell’Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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