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Formula 1 | Qualifiche GP del Brasile 2017, le pagelle

Sulla storica pista di Interlagos, la pole position non è di Lewis Hamilton. In Brasile, Bottas frega un lanciatissimo Sebastian Vettel sulla sua Ferrari

Pagelle qualifiche da San Paolo. Ad un Lewis Hamilton lasciatosi andare in Ferradura in Q1, ci pensa Valtteri Bottas a dare l’ennesima pole alla Mercedes. Ferrari solida in Brasile, con entrambi i piloti, con un Vettel in pole fino all’ultimo tentativo.

Piloti

Sergio Perez – 7

Il Messicano si rivede in Brasile, dopo essere sprofondato in patria anche in riferimento al compagno Esteban Ocon. Una qualifica di lieve riscatto, un pilota che ha sofferto una difficile convivenza in seno alla Force India, anche dopo aver, diciamo, scacciato Nico Hulkenberg. Alti e bassi, in ogni caso, troppo spesso in sofferenza, se non sempre in qualifica. Un ragazzo che mostra certi limiti, anche a dispetto di una classifica piloti 2017 che lo vede comunque dinanzi il compagno. Una solidissima prestazione nella terra di Senna, di Massa, tanto per rimarcare l’appartenenza continentale, e dare uno squillo lì dove tutti lo chiedevano. Riesumato.

Daniel Ricciardo – 6

Il Danielone d’Australia conferma il trend stagionale anche in Brasile, dietro al compagno di colori, anche di un bel po’. Sarà che sulla #33 abbiano montato qualche novità, sarà che Max ha ancora più sicurezza, eppure Ricciardo sembra un tantino più sottotono del normale. Apparentemente senza brio in Brasile, in normale adempimento di un compitino dove dimostra solo di aver acquisito i saperi minimi. Una fine di stagione molto stonata per il #3 della griglia, una serie di indizi che tendono a costruire una prova. Un anno che gli sta proponendo un finale difficile, un risvolto da sculacciata quando di connotazioni negative se ne contano davvero poche. Un mistero australe. Dimissionario(?).

Max Verstappen – 7

Tutto facile per l’astro dei Paesi Bassi della Red Bull. Pare partire male nel weekend, ammette di dover lavorare sulla sua vettura, ci riesce con una sconcertante puntualità. Una pista che l’ha reso protagonista di una gara scorsa sensazionale, un tracciato che evidentemente predilige moltissimo. Tanti sarebbero gli aggettivi per esaltare la sua attitudine alla velocità, al giro secco, la verità è che Verstappen va avanti per la sua strada. Un ragazzo che sembra avere un disegno ben preciso, al quale il puzzle pare incastrarsi e completarsi molto più velocemente del previsto. Un coccolato in seno al team di Milton Keynes, pur senza perdere, quasi mai, l’occasione per dimostrare di meritarsi la massima considerazione. Vellutato.

Kimi Raikkonen – 8

Torna Kimi, ma non troppo, con Hamilton sarebbe stato, molto probabilmente, quarto in griglia. Comunque gagliardo a sprazzi, particolarmente ad agio sulle gomme non buone per la conquista della pole. Chissà, forse una avvisaglia di quanto possa far bene in gara, forse no. Un Raikkonen troppo spesso alla finestra, troppo spesso poco abile nel sfruttarne la visuale. Un campione che si trova, a dieci anni dalla conquista del mondiale, in lotta con tanta gente davvero tosta, sveglia, fresca di mente per anni di età in meno. Un pilota da apprezzare per l’impegno, nonostante tantissima gente la pensi diversamente a riguardo. Normale.

Sebastian Vettel – 9

Sebastiano sapeva di averne di più, rispetto a se stesso, ma non l’ha voluto trovare nell’ultimo tentativo. Non succede spesso un giro superfucsia come quanto fatto in Messico, oppure ha sottovalutato il finlandese d’argento. Insomma, cari detrattori, un’altra occasione persa, peggio ancora, proprio quando Hamilton si era concesso in Q1 di sbattere a muro. Ahi, ahi, ahi, questo tedesco dal cuore latino, poco lucido, semmai svogliato, superficiale. Manco la pole numero 51 è stato capace di conquistare quest’oggi in Brasile. Capita, anche questo, perdere la pole per soli 38 millesimi, un batter d’occhio che lo pone per l’ennesima volta in prima fila. Poca roba quando ti giochi ogni qualifica contro la vettura regina sul giro secco, da quattro anni. #HaStatoVettel.

Valtteri Bottas – 10

Un simpaticissimo finlandese rinasce appena dopo la fine dei giochi iridati 2017. Ritorna ai primi fasti di stagione, freddo, efficace, capace di giocarsi la pole fino all’ultimo tentativo. Va forte Bottas, dalle libere del venerdì, si erge a salva bandiera Mercedes restando l’unico in qualifica dei grigi di Stoccarda. Un epilogo già scritto, un autore occulto che continua a creare vivissime speranze agli avversari diretti, sgretolando nel momento che conta qualsiasi lieto fine. Un autore di nome Valtteri, quest’oggi, lì sull’asfalto, fra i laghi di San Paolo, gocciolato inutilmente da nuvole beffarde negli ultimi 3 minuti di Q3. Riabilitato.

Team

Red Bull – 8

La scuderia di Milton Keynes consegue la sua sporca figura anche a San Paolo. Una prestazione in blocco decisamente soddisfacente, contornata dal giro perla della dichiarata nuova, futura, prima guida. Una squadra in relativa apprensione vista la moria dei kers sulle ultime power unit Renault d’annata. Un finale di stagione comunque da incorniciare, anche per l’epilogo della qualifica in terra carioca, su di una pista dove la componente propulsore conta, eccome. Nonostante le ombre regolamentari addensatesi sui bibitari dopo la straordinaria prova in Messico, anche se solo, od in particolare, con la RB13 #33. Una Red Bull che pare aver imparato la lezione, che pare aver preparato una base solida per l’anno venturo. Forse no. Ratificata.

Ferrari – 9

Alla Ferrari non mancava nulla per la conquista della pole brasiliana. Fatto non accaduto, come altre volte in questa stagione. Su tutto, una SF70H che sembra tornata ad una certa dignità, alla costanza e versatilità caratterizzante la sua prima parte di mondiale. Un ripristino di sistema che è avvenuto troppo tardi, mesi di tempra che si spera serviranno in un futuro prossimo per un Cavallino Rampante finalmente maturo. Una buona opportunità domenicale, una occasione ancora propizia per vincere il primo gran premio dalla doppietta d’Ungheria. Una sfida, più che con la Mercedes di Bottas, con il fato, entità che ad un certo punto sembra aver contribuito, seppur in minima parte, alla resa di Maranello. Rinsaldata.

Mercedes – 10

Questione di benevolenza, chissà, come avvenuto in quel di Città del Messico. La Mercedes imperversa nel ruolo di vettura da qualifica, ma questa non è una novità dal 2014. Ah, vero, c’è Bottas in pole, appunto. La W08 fa paura, specie per l’affidabilità della sua power unit 4 che ha esordito in Belgio. Una chiave, vera, dalla parte del successo globale di Stoccarda. Un ambito in cui la stella a tre punte ha certamente meritato i titoli mondiali di quest’anno. La maturità, questa sconosciuta, l’altro punto di forza. Il resto, perché c’è, è roba buona per la Mercedes, non identificata pienamente all’opinione pubblica, normale. Chi vince ha sempre ragione, e la vettura di quest’anno, in qualifica, ha sempre dimostrato di essere la migliore del lotto. Senza se e senza ma. Regina.

Scritto da: Gianluca Langella

Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall’arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996.
Un amore incondizionato per la F1, da me definita come “Lo Sport che risveglia i Talenti dell’uomo.” Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell’Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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