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Formula 1 | Lewis Hamilton a cuore aperto: “Sono orgoglioso di me stesso”

In un’intervista rilasciata per Motorsport, Lewis Hamilton ha ripercorso i momenti essenziali del mondiale, guardando anche al passato e alle esperienze che gli hanno permesso di crescere come persona e come pilota

Quella che sta volgendo al termine deve essere stata, per Lewis Hamilton, una stagione incredibile ed emozionante, che ha regalato al pilota degli istanti magici che, certamente, rimarranno impressi per sempre nella mente del campione.
In un’intervista rilasciata per Motorsport, infatti, il quattro volte campione del mondo ha deciso di rivivere quelli che sono stati i momenti più importanti che l’hanno portato alla conquista del Titolo del Mondiale 2017, ripercorrendo anche quelli che sono stati gli episodi più difficili della sua infanzia, che l’hanno portato a essere l’uomo di oggi e gli hanno insegnato a vivere e apprezzare le piccole cose, credendo nei propri sogni e lottando per raggiungerli.

Dopo le tensioni e le emozioni vissute la scorsa domenica a Città del Messico, Hamilton si è lasciato andare a dichiarazioni a cuore aperto, non soltanto circa il suo passato e l’attuale esperienza Mercedes, ma anche riguardo al futuro, un futuro sicuramente pronto a regalargli altre soddisfazioni e a impegnarlo in nuove appassionanti battaglie con i propri rivali.

Secondo il campione inglese, però, la sua crescita personale e professionale non sarebbe stata possibile senza il sostegno della sua famiglia e l’aver affrontato quei momenti difficili che hanno caratterizzato parte della sua infanzia.
“Durante la gara ho ripensato a quando mio padre una volta mi mise in un ring di boxe, e il mio avversario mi tirò un pungo facendomi sanguinare il naso. Non volevo risalire sul quel ring, e oggi ho rivissuto una sensazione simile alla curva 3: avevo una foratura, avrei potuto tornare ai box e rinunciare alla gara, ma mi sono ricordato quel momento e mi sono detto ‘non ho intenzione di rinunciare’, continuerò a spingere, anche se sono 40 secondi dietro, continuerò a dare tutto, per essere orgoglioso di ciò che ho fatto quando attraverserò il traguardo. E orgoglioso di me stesso”.

Un sentimento che, probabilmente, Lewis Hamilton non si sarebbe mai aspettato di provare mentre, con la propria famiglia, viveva a Stevenage e, come tanti altri bambini, sognava un giorno di entrare a far parte di quello che appariva come un mondo irraggiungibile. Essere diventato quattro volte Campione del Mondo, come lui stesso ha ammesso durante il faccia a faccia con Motorsport, è qualcosa che ha superato di molto le sue aspettative, qualcosa che ancora gli riesce difficile da realizzare.

Certamente, il pilota della Mercedes ha potuto contare sul pieno appoggio della famiglia, che non ha mai smesso di sostenerlo e di credere in lui, affrontando le difficoltà e i sacrifici, ma senza mai smettere di credere nel brillante futuro del figlio. E Hamilton si dichiara pienamente orgoglioso del rapporto instaurato con la propria famiglia, augurandosi che questo possa essere un ulteriore spunto di ispirazione per i più piccoli appassionati di Formula 1, che in lui vedono un idolo e un mito da seguire.

“Sono orgoglioso di tutta la mia famiglia. Non avete idea di quanto sia fiero nel pensare che sto scrivendo nei libri di storia sportiva il nome Hamilton. Anche quando il mio tempo sarà terminato, ci saranno bambini che conosceranno ciò che ho fatto, e questo mi rende tremendamente orgoglioso. Se ripenso ai sacrifici che ha dovuto fare mio padre per aiutarmi ad essere dove sono oggi, non credo che potrò mai ripagarlo, anche se vincerò un numero pazzesco di gare e campionati. Posso però cogliere questa opportunità ed essere un’ispirazione per qualche bambino nel mondo tra i tanti che stanno guardando la Formula 1, ed è ciò che provo a fare”.

Naturalmente, il pilota non poteva non dedicare delle parole anche al proprio team, che in questi anni è riuscito a regalargli una monoposto perfetta e all’altezza della sua stoffa, e a Ron Dennis, colui che per primo ha intravisto qualcosa in lui e ha deciso di accoglierlo nel circus tanto sognato, per formare il suo talento e portarlo a essere il grande Campione che oggi Hamilton è diventato.
“Mi piacerebbe iniziare ringraziando la mia squadra e tutti coloro che mi hanno aiutato a vincere il quarto titolo. Sono stato scelto da Mercedes e McLaren quando avevo 13 anni, e voglio cogliere l’occasione per ricordare gli anni eccezionali che ho vissuto con la mia prima squadra di Formula 1. Quando incontrai Ron (Dennis) avevo 10 anni, e gli dissi che un giorno avrei voluto essere campione del mondo con una sua monoposto. Mi diede un’opportunità, ed ovunque sia oggi, ci tengo a dirgli che gli sarò sempre grato”.

Lo sbarco in Mercedes, poi, ha segnato per Lewis una svolta incredibile: lui e la squadra, secondo le sue parole, sono cresciuti molto assieme, sostenuti anche dai tanti collaboratori impegnati ogni giorno nella progettazione e nello sviluppo di un progetto in cui hanno creduto dall’inizio alla fine, convinti che – in un modo o nell’altro – il titolo mondiale sarebbe stato loro.
Il Mondiale 2017, in particolare, ha coinvolto personalmente e professionalmente il pilota a tal punto da provocare in lui un cambiamento, un nuovo approccio allo sport in grado di portarlo a raggiungere il massimo obiettivo prefissato: nonostante le considerazioni altrui, scettici sul suo modo di allenarsi e di spingersi sempre più verso il Titolo Mondiale, Hamilton è stato fedele alle decisioni prese e, come testimonia la gara di domenica, questo ha dato in tutto e per tutto i risultati sperati.

“Quest’anno mi sono preparato da solo, andando contro molte opinioni. ‘Nessuno può prepararsi da solo’, penseranno in tanti, per di più viaggiando in tutto il mondo come sto facendo. In verità devi trovare la tua strada, senza lasciarti condizionare, credere nelle tue convinzioni. Poi quando arrivano giornate come questa, in cui vinci un campionato davanti a così tanta gente, ne esci rafforzato. Credi sempre di più in te stesso, e allo stesso tempo consolidi il legame con le persone che credono in te”.

Infine, al termine dell’intervista, Hamilton non ha potuto ritornare con la mente al periodo in cui ancora frequentava la scuola, quando gli insegnanti non erano riusciti a cogliere il suo potenziale e lo avevano dato per spacciato, convinti che Lewis non avrebbe mai raggiunto alcun traguardo significativo. Esperienza, questa, che il pilota possa essere d’esempio per i giovanissimi appassionati di Formula 1 e possa spronarli a credere sempre nei propri sogni, senza farsi abbattere da nessuno.

“E’ un traguardo incredibile, e mi chiedo cosa stiano pensando i miei ex compagni di scuola. Ho ripensato anche a un paio di insegnanti che mi avevano detto ‘tu non concluderai nulla nella vita”, chissà se mi stanno osservando ora, o se leggeranno il mio nome sui giornali: cosa diranno? Magari penseranno di aver ‘aiutato quel ragazzo’, o magari diranno: ‘sai una cosa? Mi pento di aver detto quelle cose, e ho imparato qualcosa. Spero davvero che i bambini che oggi sono a scuola vengano incoraggiati e supportati, non demoralizzati”  ha concluso. “Spero che il mio quarto titolo Mondiale, il quarto di un Campione del mondo di Stevenage, possa dimostrare che puoi riuscire a fare qualcosa anche arrivando dalla base”.

Scritto da: Anna Vialetto

Anna Vialetto

Mi chiamo Anna, ho 24 anni, laureata in Comunicazione e attualmente studentessa in Web Marketing & Digital Communication.
Sono una ragazza determinata e testarda, con la passione per lo scrivere, i libri e gli anime.
Nonostante le numerose cadute, cerco di trovare sempre il modo per rialzarmi e dare il meglio, per me e per la mia famiglia, punto di riferimento e fonte di ispirazione in ogni momento.
La passione per la Formula 1 è iniziata circa durante gli ultimi anni dell’era Schumacher in Ferrari e, da quel momento, non mi ha più abbandonata. Il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo, la velocità sono tutti elementi che mi tengono incollata allo schermo e mi fanno venire la pelle d’oca.
Il team a cui sono legata è Ferrari, con cui condivido gioie, dolori, rabbia, quasi come se vivessi in prima persona l’esperienza del Gran Premio: nonostante tutto, le emozioni che la scuderia e la Formula 1 riescono a regalarmi, sono qualcosa che è difficile spiegare a parole.

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