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Formula 1 | Gp Brasile 2017: gioie e dolori di un circuito da campioni

Il circus fa tappa ad Interlagos per il penultimo appuntamento della stagione, riviviamo i momenti che hanno fatto la storia del GP del Brasile

Terminato il weekend messicano, il paddock della Formula 1 si sposta in America del Sud e sbarca a San Paolo per il GP del Brasile. Si corre sul circuito di Interlagos: situato in un sobborgo della capitale del paese, tra due laghi artificiali.

Il Brasile è uno dei paesi che ha dato i natali ad alcuni dei più grandi piloti di Formula 1  tra cui Fittipaldi, Piquet e Senna che insieme hanno contribuito a regalare a questo paese ben otto titoli mondiali.

formula-1-gp-del-brasile-la-terra-dei-campioniLe prime tracce di gare automobilistiche in Brasile risalgono al periodo pre guerra negli anni Trenta, ma il GP entra a far parte del calendario della Formula 1 solo nel 1973. Il primo a lasciare il segno è proprio un brasiliano: Emerson Fittipaldi si impone con la sua Lotus a Interlagos; il pilota di San Paolo si ripeterà anche l’anno seguente sul bagnato con la McLaren. Nel 1975 Carlos Pace rovina la festa a “O Rato” e taglia per primo il traguardo davanti ai suoi compatrioti.
I tre anni successivi sono sotto il segno della Ferrari: la rossa trionfa per la prima volta nel 1976 con Lauda e poi con Reutemann che fa il bis.

Nel frattempo, i piloti iniziano a manifestare un certo scontento per le condizioni in cui versa la pista di Interlagos dato l’asfalto irregolare e abrasivo; inoltre la crescita demografica che stanno subendo i quartieri poveri attorno al circuito non si addice al glamour della Formula 1. Si decide così di traslocare sul circuito di Jacarepaguá nella città di Rio de Janeiro.

formula-1-gp-del-brasile-la-terra-dei-campioniIl primo a vincere qui è Reutemann con la Ferrari nel 1978, l’argentino trionfa anche al GP del 1981 e conquista così la terza vittoria al GP del Brasile.
L’anno seguente a tagliare per primo il traguardo è l’idolo locale Nelson Piquet (Brabham) davanti a Keke Rosberg (Williams). Dopo la gara però, Ferrari e Renault fanno ricorso alla FIA, accusando le due scuderie inglesi di aver mentito riguardo il peso della vettura; la contestazione viene accolta e i primi due vengono squalificati, così la vittoria va ad Alain Prost giunto terzo con la Renault. Il francese si imporrà in Brasile in altre sei occasioni: 1984, 1985, 1987, 1988 e 1990, guadagnandosi la fama di “King of Rio”.

Il carioca Piquet torna a vincere nella sua città nell’edizione del 1986 con la Williams, mentre Nigel Mansell porta la sua Ferrari sul gradino più alto nel 1989.

In seguito il GP del Brasile ritorna nella metropoli di San Paolo, dopo alcuni lavori di rinnovamento nell’autodromo di Interlagos.
formula-1-gp-del-brasile-la-terra-dei-campioniNella gara del ritorno Senna vede svanire il suo sogno di vincere davanti al suo pubblico a causa di un’incomprensione per un sorpasso su una vettura doppiata; il brasiliano è costretto ad accontentarsi di un terzo posto.
Ma l’impresa eroica arriva l’anno successivo: nel 1991 Ayrton Senna vince il GP effettuando gli ultimi 20 giri con il cambio bloccato sulla sesta marcia; uno sforzo fisico immane tanto che il brasiliano esce dalla vettura urlando e sul podio, a stento, riesce ad alzare la coppa… il campione diventa leggenda. Beco e la sua McLaren si ripeteranno nel 1993 quando Prost è costretto al ritiro dopo un incidente. Il Karma colpisce Senna l’anno successivo: il campione è staccato di cinque secondi da Schumacher ma parcheggia ai box dopo aver perso il controllo della Williams.

Nel 1995 Schumacher e Coulthard salgono sul podio, ma dopo alcune ore arriva la squalifica dovuta alla quantità di benzina ritenuta irregolare; Berger e la Ferrari vengono dichiarati vincitori, ma la FIA accoglie l’appello di Bennetton e Williams, restituendo i punti sulla classifica piloti.

Coulthard trionfa nel 2001 con la McLaren; da segnalare i due fratelli Schumacher schierati fianco a fianco al via, per la prima e unica volta nella storia della Formula 1.

Il GP del Brasile è stato teatro di gioie ma anche di altrettante delusioni cocenti.formula-1-gp-del-brasile-la-terra-dei-campioni Nel 2005 gli occhi sono tutti per Alonso e la Renault, lo spagnolo arriva terzo e si assicura il suo primo titolo a soli ventiquattro anni. Due anni più tardi a scrivere la storia è Kimi Raikkonen in Ferrari che strappa il titolo dalle mani di Hamilton e Alonso.

Il GP del 2008, invece, è una ferita ancora aperta nel cuore dei brasiliani e dei Ferraristi: Felipe Massa taglia per primo il traguardo convinto di avere il titolo il tasca; ma il sogno dura il tempo di un sorpasso: quello di Hamilton su Glock…
La vittoria dell’ex ferrarista rimane l’ultima di un pilota brasiliano davanti al pubblico di casa.

Nel 2012, sotto la pioggia, il coraggio premia Button: l’inglese decide di non montare le intermedie e va a vincere il GP, mentre: Sebastian Vettel festeggia il suo terzo titolo consecutivo e Schumacher si ritira dal mondo delle corse.

L’ edizioni 2014 e 2015 hanno visto trionfare Nico Rosberg della Mercedes, il 2016 ha visto la vittoria di Lewis Hamilton. La gara dello scorso anno ha visto battere anche due record importanti. Il primo va a
Max Verstappen che ottiene il suo primo giro veloce, diventando così il più giovane pilota, nella storia del mondiale di F1, a ottenere questo risultato, a 19 anni, un mese e 14 giorni. Secondo record va alla durata della gara conclusasi dopo oltre tre ore e diventando così la seconda gara più lunga, dopo il GP del Canada del 2011. Non dimentichiamo anche l’incredibile recupero del giovane pilota olandese, sotto una pioggia torrenziale, finisce in testa coda e con un colpo da maestro recupera la sua vettura conquistando così un podio da vero campione.
Ma il 2016 è una storia diversa, c’era ancora un titolo piloti da assegnare. Il 2017 ormai vede Lewis Hamilton campione per la quarta volta con due gare di anticipo.

Scritto da: Silvano Lonardo

Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e fotografia, mi occupo di progettare e sviluppare applicazioni web. Mi occupo di SEO, web marketing e Google Adwords. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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