F1 Story 1988, GP del Belgio: Senna batte Prost e ipoteca il Titolo Mondiale

Formula 1 | F1 Story 1988, GP del Belgio: Senna batte Prost e ipoteca il Titolo Mondiale

Sul circuito di Spa-Francorchamps Ayrton Senna regolò i conti con il compagno di squadra Alain Prost, conquistando per la prima volta la Classifica Piloti

Undicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 1988: dopo la tappa dell’Ungheria, il Circus iridato si spostò nell’ultimo weekend di agosto sullo storico circuito di Spa-Francorchamps, sede di quel GP del Belgio dove solamente i grandi Campioni sono riusciti a salire sul gradino più alto del podio.

Un round importante per i due contendenti al Titolo iridato, che fino a questo momento avevano dominato la scena al volante delle loro McLaren-Honda: Senna e Prost avevano lasciato l’Hungaroring a pari punti, e con sole sei gare alla fine del Campionato l’appuntamento del Belgio acquisiva automaticamente un’importanza fondamentale, al fine di vedere chi dei due avrebbe sopravanzato l’altro e avrebbe messo una prima ipoteca all’iride del 1988.

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Prost contro Senna: la sfida finale in Belgio

Il weekend di Spa fu il primo dopo la morte di Enzo Ferrari, per cui rappresentava la prima possibilità per i piloti di Maranello di riscattare il fondatore della storica Scuderia del Cavallino Rampante. Oltre a ciò, in quel fine settimana Nigel Mansell non potè correre perchè aveva contratto la varicella, motivo per cui fu sostituito dall’inglese Martin Brundle al volante della sua Williams FW12C motorizzata Judd.

Nonostante i buoni propositi dei titolari delle due Rosse e della new entry britannica nel team di Grove, le qualifiche furono dominate, come al solito, dai due piloti della McLaren, con un Ayrton Senna in palla e capace di firmare la pole position già nella prima sessione, fermando il cronometro sull’1’53”718. Dietro di lui si classificò il suo compagno di squadra Prost, mentre le due Ferrari di Berger e Alboreto conquistarono la seconda fila dello schieramento. A seguire si piazzò la Williams di Patrese, affiancata dalla Benetton dell’eroe locale Thierry Boutsen.

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Martin Brundle sulla Williams-Judd FW12C in Belgio

I tempi validi per definire la griglia di partenza, a differenza degli altri appuntamenti iridati, furono quelli del primo turno del venerdì, dal momento che il secondo previsto per la giornata di sabato fu condizionato dalla pioggia. In quell’occasione, a sorpresa, svettò proprio Martin Brundle, che diventò il pilota più veloce staccando addirittura le due MP4/4 di Senna e Prost, con quest’ultimo che non scese nemmeno in pista vista la sua scarsa affinità con le condizioni da bagnato.

In vista della gara, però, il sole asciugò completamente l’asfalto, permettendo a tutti i team di creare la strategia migliore al fine di lottare per le posizioni di vertice. In casa McLaren, Senna scelse di utilizzare lo stesso setup di Prost: dopo aver provato la macchina di riserva del francese in Brasile, Magic si accorse che i settaggi del transalpino erano più efficaci dei suoi, motivo per cui anche a Spa il brasiliano decise di partire con le stesse regolazioni della MP4/4 numero 11.

Prost, però, si giocò il tutto per tutto, dal momento che era consapevole che quella del Belgio era una delle sue ultime occasioni per tenere aperta la corsa al Mondiale 1988: poco prima dello spegnimento dei semafori rossi, infatti, il francese decise di togliere qualche altro grado all’ala posteriore della sua McLaren, in modo da ottenere un significativo vantaggio in termini di velocità di punta sui rettilinei della pista belga.

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La partenza del GP del Belgio 1988

Questo, però, peggiorò di molto il bilanciamento della sua monoposto, una sensazione di cui si accorse subito dopo lo start previsto per le 14:30. Al via, tutto sommato, Prost riuscì ad avere uno scatto migliore di Senna, che perse tempo facendo pattinare eccessivamente le gomme della sua MP4/4. Alla prima curva, la Source, il Professore era davanti a Magic, ma quest’ultimo fu abbastanza abile da rimanergli in scia fino al termine della famosa Eau Rouge-Radillon, quando il miglior equilibrio della sua vettura gli permise di affiancarlo sul rettilineo del Kemmel.

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Ayrton Senna alla staccata di Les Combes

Poi… il sorpasso definitivo alla curva Les Combes, dove Senna riuscì ad avere la meglio su Prost: da quel momento in poi il francese non fu più capace di tenere il passo del pilota carioca e, in un primo momento, dovette fare i conti anche con la Ferrari di Gerhard Berger.
L’austriaco, però, fu costretto a rientrare ai box dopo soli tre giri per problemi elettrici: i tecnici di Maranello gli permisero di ritornare velocemente in pista, ma subito dopo aver segnato il giro più veloce della corsa fu obbligato a sventolare, stavolta sul serio, bandiera bianca.

La stessa sorte toccò al suo compagno di squadra, che fino al 36esimo giro era riuscito a mantenere la terza posizione lottando a denti stretti contro i due titolari della Benetton. A un certo punto, però, la sua F1 87/88C iniziò a fumare, costringendolo al ritiro in prossimità della curva Les Combes.
Ebbero la meglio, quindi, le due B188 di Boutsen e Nannini… che tuttavia a fine gara furono squalificate per aver utilizzato della benzina ritenuta irregolare.

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Ivan Capelli sulla March 881 in Belgio

Questo spianò la strada al nostro Ivan Capelli, autore di una splendida rimonta dalla 14esima posizione in griglia dalla quale fu capace di alcuni ottimi sorpassi contro piloti molto più titolati di lui. Tra questi il Campione del Mondo in carica, un Nelson Piquet in difficoltà fin dallo start con il bilanciamento di frenata della sua Lotus motorizzata Honda e che, in ultimo, fu costretto a cedere anche contro il suo compagno di squadra Nakajima.

Ma mentre il giapponese fu costretto al ritiro per il cedimento del propulsore della sua 100T, il brasiliano tentò di resistere fino alla fine, nonostante gli sforzi nel tener equilibrata la potenza frenante della sua monoposto provocò il degrado repentino delle gomme, al punto da farlo andare largo nell’erba nelle battute finali di gara. Questo causò il surriscaldamento del V6 Turbo della sua Lotus, oltre al sorpasso da parte di Capelli, che in questo modo potè assaporare (solo virtualmente) il gradino più basso del podio.

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Ayrton Senna vince il GP del Belgio 1988

Davanti a tutti, invece, trionfò per il quarto round consecutivo il brasiliano Ayrton Senna, il quale sopravanzò non solo il rivale Prost sotto la bandiera a scacchi, ma anche in Classifica di Campionato. Con questa vittoria, infatti, Magic acquisì un vantaggio di tre punti rispetto al pilota francese, il quale ammise la sconfitta iridata con ancora cinque gare al termine della stagione.
Senna è il nuovo Campione del Mondo – affermò il transalpino della McLaren al termine del GP del Belgio – Questa era l’ultima chance che avevo, ho provato ad impensierirlo ma è sempre stato il più forte a vetture uguali. È impensabile che io riesca a vincere quattro delle cinque corse che restano da disputare. Sono contento per lui, l’anno prossimo vedrete due Campioni del Mondo nel team McLaren!”.

Scritto da: Giulio Scrinzi

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore.
La Formula 1 rappresenta per me un’opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? “Keep fighting”.

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